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La storia dell’antica comunitá ebraica a Kaifeng, in Cina

Durante la Dinastia dei Song Settentrionali (960-1127) (secondo altri addirittura ai tempi della Dinastia Tang, qualche secolo prima), si coagulò  una comunità di commercianti ebrei nella cosmopolita città di Kaifeng, nello Henan.

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I primi ebrei in Cina

L’allora capitale dei Song era una cosmopolita città lungo la Via della Seta. Qui si formò questo primo nucleo di ebrei, prevalentemente giunti dalla Persia e dall’India via mare o terra.

Nel 1163 edificarono una sinagoga circondata da una sala studio, da un bagno rituale, da una cucina comune, un piccolo macello e una sukkah (una sorta di padiglione utilizzato durante la festa di Sukkot).

Il Tempio della Purezza e della Generosità andò distrutto numerose volte da incendi e   inondazioni ma fu sempre restaurato. Dall’ultima, fatale, inondazione del 1852, non è però più stato ricostruito.

Durante la Dinastia Ming un imperatore conferì sette cognomi ai membri della comunità: Ai, Shi, Gao, Jin, Li, Zhang e Zhao.

Dall’inizio del ventesimo secolo, uno di questi clan, i Zhang, si convertì in massa all’Islam.

Jin e Shi rappresentano l’equivalente di altri due cognomi tipicamente ebrei diffusi nell’Occidente, ovvero Gold e Stone (Oro e Pietra).

Anche la storia degli scritti contenuti nel tempio è piuttosto interessante.

Andati perduti a causa degli incidenti che hanno distrutto la sinagoga, gli ebrei locali hanno di volta in volta rimpiazzato i testi attraverso complicati passaggi commerciali con altre comunità  ebraiche in Cina.

In tempi antichi i cinesi raggruppavano sotto la stessa nomenclatura gli ebrei, i cristiani e i musulmani (Hui Hui). I Cristiani venivano anche chiamati “Hui che si astengono dagli animali senza zoccoli”, i musulmani “hui che si astengono dalla carne di maiale” e gli ebrei “Hui che estraggono i muscoli”.

Oggigiorno il termine Hui invece é riferito esclusivamente alle minoranze etniche musulmane, mentre gli ebrei sono talvolta chiamati Lan Mao Hui zi ovvero Hui dal cappello Blu.

In Cina, le sinagoghe e le moschee sono chiamate con lo stesso nome, ovvero Qingzhen si o Libai si.

Il primo incontro con la comunità ebraica locale: Matteo Ricci

L’esistenza degli ebrei in Cina rimase sconosciuta agli europei fino a quando Matteo Ricci non si stabilì a Pechino nel 1605 per sostenere gli esami imperiali. Secondo il suo De Christiana expeditione apud Sinas un suo visitatore chiamato Ai Tian gli spiegò che venerava un unico Dio.

Quando vide l’immagine di Maria con Gesú, Ai Tian gli chiese se i due personaggi non fossero Rebecca con Esaú o Giacobbe.

Gli disse che a Kaifeng c’era una grande comunità ebraica e che avevano una splendida sinagoga con una grande biblioteca.

Dopo tre anni, Ricci inviò un gesuita cinese a Kaifeng dove ricopiò l’inizio e la fine dei libri sacri custoditi nel tempio. Ricci capì  che si trattava del Pentateuco.

Quando Ricci scrisse al rabbino di Kaifeng informandolo che il Messia che stavano aspettando era già giunto, egli gli rispose che il Messia non sarebbe giunto sulla terra per altri diecimila anni.

A ogni modo, probabilmente spaventato dalla mancanza di un successore qualificato, il rabbino offrì il suo posto proprio a Ricci, se ovviamente il gesuita si fosse convertito e se avesse rinunciato a mangiare carne di porco.

Più tardi tre ebrei di Kaifeng, una volta giunti a Pechino, si convertirono al cristianesimo. Informarono Ricci della morte del rabbino e che la sua posizione era stata ereditata dal figlio che però giudicavano inadeguato per quanto riguardava questioni di fede.

Secondo Ricci, la comunità ebraica cinese era sulla giusta strada per convertirsi all ‘Islam.

In seguito un discreto numero di gesuiti fece visita alla comunità di Kaifeng.

La comunità ebraica oggi

La Rivolta dei Taiping portò a una diaspora della comunità locale che però in seguito fece ritorno a Kaifeng.

Secondo Padre Joseph Brucker, un ricercatore cattolico dell’inizio del ventesimo secolo, ai tempi di Ricci non rimanevano che una dozzina di famiglie ebree a Kaifeng.

A ogni modo molto probabilmente anche ad Hangzhou esisteva una comunità ebraica formatasi in seguito all’abbandono di Kaifeng da parte di alcuni clan leali all’imperatore Gaozong.

Nonostante le condizioni di sostanziale isolamento, gli ebrei di Kaifeng hanno mantenuto le loro tradizioni per molti secoli.

Nel diciassettesimo secolo cominciarono a essere assorbiti nella società cinese comportando una erosione del sistema tradizionale.

Aumentarono i matrimoni misti con cinesi, cristiani e musulmani.

La distruzione del 1860 della sinagoga inoltre comportò la sostanziale fine della comunità che non riuscì più a riprendersi, senza un punto di riferimento culturale, anche se riuscirono a mantenere un piccolo cimitero ancora per qualche decade.

Oggi la comunità conta almeno 400 individui.

Fonti

Wikipedia, NYTimes

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