Scoprendo la Cina
Posted on 01 Nov, 2011
by Giacomo Marchione
Ultimo aggiornamento 01 Novembre 2011
Questo articolo è il breve racconto della mia esperienza studio-lavoro a Pechino, città nella quale ho vissuto per 2 anni tra il 2007 e il 2009.
SCOPRENDO LA CINA
Le grandi strade piene di cumuli di foglie cadute, il sapore dei dolcetti a forma di pesce ripieni di cioccolato, il sole che si affaccia timido tra le nubi di smog, il sorriso dei cinesi.
Questo è il tipo di cose che ricorderò di più della Cina, ed ogni ricordo sarà legato ad una frase, un carattere indecifrabile, un modo di dire, un chengyu.
Col passare del tempo mi accorgo di aver imparato tanto, e che allo stesso tempo sto vivendo un’esperienza davvero speciale.
Pechino è una città caotica, con tanti problemi comuni alle grandi metropoli ma, per me che sono venuto a studiare il cinese, ad immergermi nella cultura che prima avevo solo visto e studiato sui libri, per me che soffro per la mancanza di un buon caffè, ma scopro anche sapori nuovi che non avevo mai provato, rimarrà nei miei ricordi come una città unica.
L’esperienza del viaggio è sicuramente una di quelle cose che ci mette di fronte a tante delle nostre paure, in primo luogo sicuramente la solitudine.
Il viaggio affascina, la scoperta ci intriga, la voglia ci ispira coraggio, ma tutti i nostri interrogativi ci fanno paura.
E’così, è nell’indole umana avere paura dell’ignoto, paura di sentirci soli, di soffrire per la mancanza dei nostri cari, paura di non essere all’altezza.
Queste paure non sono da evitare o da dimenticare bensì da conservare bene nella mente perchè così per tutti quelli che avranno il coraggio di affrontarle, saranno il termine di paragone tra ciò che temevano e ciò di cui ci siamo arricchiti, ed una di queste cose è la consapevolezza che non c’era niente di cui aver paura.
Una di queste esperienze è un viaggio-studio a Pechino, una fantastica città che racchiude millenni di civiltà cinese ed in più offre la possibilità di apprendere la lingua all’interno di una realtà multietnica ed accattivante che è la “Università di lingue e culture di Pechino”.
Qui avrai modo non solo incontrare ragazzi di tutto il mondo che si avventurano come te a studiare così lontani da casa, ma verrai anche a contatto con quella che sicuramente è una delle mentalità più aperte della Cina: il giovane cinese che studia una lingua straniera.
Potrai facilmente trovare un fudaoyuban 辅导语伴 ovvero un compagno o compagna di studi con il quale fare lo scambio di lingua ed imparare quelli che sono il modo di parlare e la mentalità dei giovani cinesi di oggi, non dovrai far altro che cercare uno dei tanti annunci affissi nelle caffetterie interne al campus dell’università.
Nella “Beijing Yuyan Wenhua Daxue” 北京语言文化大学 ci sono ogni anno due o più classi di italiano per i cinesi che desiderano imparare la nostra lingua.
L’università è situata nel quartiere Wudaokou 五道口 dove vivono diversi giovani, infatti i divertimenti non mancano, caffetterie, pub, pizzerie, cinema (se riuscite a capirlo) ed anche una piccola ma intrigante discoteca.
La fermata della metropolitana è a dieci minuti di cammino dall’università, si possono quindi raggiungere senza problemi tutti i siti importanti di Pechino.
Si potrebbe parlare per ore di questa fantastica città che è piena di storia ma, a parte le informazioni che potrete tranquillamente trovare nelle guide turistiche, sono esperienze che vanno vissute in prima persona.
Questo articolo è rivolto a tutti coloro che conoscono o vogliono conoscere la bellezza della diversità, per coloro che comprendono che solo attraverso l’apprendimento di una lingua si riesce ad entrare veramente in contatto con un popolo ed una realtà che non sia quella in cui siamo cresciuti, per coloro che amano parlare una lingua straniera e per farlo hanno accumulato centinaia di brutte figure e malintesi, per coloro che vogliono comprendere la diversità per imparare da essa.
Pensate a quanta importanza ha nella lingua italiana un “ma”, un “beh”, un “si” e tante altre parole che, a seconda di come le pronunciamo conferiscono un’enfasi completamente diversa ad una frase, il significato della quale è comprensibile a pieno solo per noi che conosciamo perfettamente la nostra lingua.
La Cina è un paese in continua espansione, i cinesi nel mondo si diffondono quasi a vista d’occhio e questo comporta che sempre più occasioni di scambio si prospettano di fronte a noi, ma la verità è che la barriera linguistica rimane e rimarrà sempre il muro che ci impedisce di comprendere un popolo così diverso da noi occidentali, un popolo che ignoriamo e quindi cataloghiamo con uno stereotipo fittizio e lontano dalla realtà, un popolo che sicuramente ha dei difetti ma dal quale potremmo imparare tanto ed al quale potremmo insegnare altrettanto.
La prima cosa che io ho appreso dai cinesi è la semplicità di vivere, semplicità che ho utilizzato anche nell’apprendimento della loro lingua, l’ho fatto senza troppe pressioni e senza precisi obiettivi, mi sono semplicemente interessato e pian piano appassionato a ciò che più mi dava compiacimento.
Naturalmente anch’io ho avuto dei momenti di sconforto, i caratteri mi sembravano indecifrabili, la pronuncia assurda e non riuscivo a concepire il voler usare tutti quei chengyu.
Poi col passare del tempo mi accorgevo che riuscivo a pronunciare delle frasi, anche se corte, al momento giusto, ma soprattutto mi rendevo conto che avevo iniziato a farle mie, parte del mio modo di pensare, del mio essere, del mio modo di parlare.
All’inizio ricordavo spesso frasi sciocche che avevo avuto modo di ascoltare, le ricordavo bene perchè mi piacevano in quanto mettevano in luce un aspetto del modo di essere di un popolo che sempre più avevo voglia di scoprire e capire.
Ho passato due anni in Cina studiando il cinese e lavorando insieme ai cinesi, sono stati due anni stupendi che mi hanno insegnato tanto.
Al mio ritorno ho sentito il desiderio di mettere a frutto ciò che avevo imparato per comunicare la mia esperienza di apprendimento, per questo ho iniziato una collaborazione con la professoressa Xieyi, lettrice presso l’università di Napoli e Pescara.
La nostra idea è stata quella di coniugare lo studio della grammatica con il cinese moderno realmente utilizzato al giorno d'oggi.
Il frutto di questa collaborazione è il "Manuale per lo studio della lingua Cinese", un piccolo libro di circa 120 pagine contenente gran parte delle strutture grammaticali spiegate con frasi-esempio (pensate da giovani studenti cinesi con i quali ho avuto l’opportunità di studiare a Pechino) che danno un'immediata comprensione dell'utilizzo della struttura con espressioni semplici e soprattutto di uso comune.
Il "Manuale per lo studio della lingua Cinese" è venduto nelle seguenti librerie:
Mangetsu - Via S.Francesco da Paola,41 (Torino)
Feltrinelli - Via Zamboni, 7/b (Bologna)
Orientalia - Via Cairoli,63(Roma)
A.Guida s.r.l. - Via Portalba, 20/23(Napoli)
Campus - Viale Pindaro,85 (Pescara)
Giacomo Marchione