Xishuangbanna, Sipsongpanna o Mengbalanaxi, la piccola Thailandia nel sud della Cina, negli anni è diventata una delle principali mete turistiche dello Yunnan in grado di attrarre eserciti di turisti cinesi specialmente in occasione del capodanno cinese e della Festa dell’Acqua che dura tre giorni, dal 13 al 15 aprile.

Lo Xishangbanna si estende lungo il confine con il Laos nello Yunnan meridionale. Sia da un punto di vista culturale che da quello naturalistico la regione rappresenta una sorta di mosca bianca in Cina. La prefettura difatti accoglie una parte consistente della biodiversità dello Yunnan. Il suo clima tropicale e la sua relativa lontananza sino a tempi recenti hanno contribuito alla preservazione della fauna e della flora locali.

Mappa della prefettura dello Xishuanbanna

Difatti nelle foreste pluviali della regione si possono ancora trovare circa 200 esemplari di elefante asiatico allo stato selvaggio, tigri, scimmie e leopardi. Pertanto non è certamente consigliato avventurarsi non accompagnati da una guida locale nelle intricate foreste della zona. La regione è abitata prevalentemente da minoranze etniche, con la comunità Dai che da il nome alla prefettura autonoma. Le principali attrazioni turistiche sono il Giardino Botanico Tropicale Menglun, le pagode di Manfeilong, il Padiglione Jingzhen, la riserva naturale degli Elefanti e il villaggio Dai di Ganlanba.

La regione è abitata prevalentemente da minoranze etniche, con la comunità Dai che da il nome alla prefettura autonoma

IDEALE DI VITA UTOPICA. Per i Dai, la regione un tempo era conosciuta con il nome di Mengbanaxi, sinonimo di vita utopica e miracolosa. Tredici sono le minoranze etnicheche hanno convissuto più o meno pacificamente per centinaia di anni fianco a fianco. Oltre ai Dai, i Jingpo sono una minoranza tipica della prefettura.

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villaggi delle minoranze
I VILLAGGI DELLE MINORANZE. Un esotico villaggio Dai, la minoranza etnica più rappresentata nella regione.

LE FORESTE PLUVIALI

Le più grandi foreste pluviali della Cina si trovano proprio nella regione dello Xishuanbanna. La prima, chiamata la Foresta Vergine dello Xishuangbanna, è quella quella che si sviluppa lungo la sponda settentrionale del Mekong, otto chilometri a est di Jinghong, la capitale della prefettura. Nella riserva naturale di Mengyang, a circa una cinquantina di chilometri da Jinghongsi si estende invece la valle degli elefanti selvatici, popolata per l’appunto da un gran numero di elefanti indiani.

PARADISO TROPICALE. La regione per molti versi incarna molti degli stereotipi occidentali sulle bellezze del Sud Est Asiatico: natura rigogliosa, esotiche tradizioni e animali selvaggi.

Attenzione però, mai avvicinarsi agli esemplari selvatici. Ogni anno si contano un certo numero di decessi causati proprio da assalti di questi animali. Ad ogni modo, la foresta è attraversata da alcune passerelle sospese, che consentono di vedere gli elefanti da vicino, senza correre rischi. A Menglun si estende un’altra tipica foresta tropicale, dove crescono innumerevoli piante rampicanti, felci spinose, malacche e antiaris comuni.

monaci
BOYS... Molti giovani Dai dai sette, otto anni, fino all’adolescenza seguono la scuola presso alcuni monasteri buddhisti

IL GIARDINO BOTANICO DI MENGLUN

Gestito dall’Accademie delle Scienze della Cina, questo splendido giardino botanico si trova lungo il corso del fi ume Luosuo, un fi ume tributario del Mekong. Qui, sono ospitate oltre 10.000 varietà di piante tropicali. Le sue dimensioni e la sua grande varietà lo hanno imposto come uno dei maggiori giardini botanici in Cina. Viene utilizzato per esperimenti scientifi ci, per la preservazione di alcune specie rare, a fini didattici e per turismo.

... AND GIRLS. Alcune bambine Dai nei loro costumi tradizionali

IL FESTIVAL DELL’ACQUA

A metà giugno, si celebra il capodanno della minoranza etnica Dai. Questa festività è diventata popolarissima in Cina. Ogni anno accorre un numero sempre maggiore di turisti per prendere parte a queste divertentissime celebrazioni a base di acqua, spruzzi e gavettoni. Durante il festival, I Dai, nei loro costumi tradizionali, si innaffi ano l’un l’altro con secchi, secchielli e oggi anche con pistole ad acqua. In concomitanza con questa festa, vengono organizzate anche altre attività quali le corse con le barche drago e il festival delle lanterne Kongming.

festival dell'acquaLA PAGODA DI MANFEILONG

La torre buddhista di Manfeilong è stata costruita sulla sommità di una collina nel villaggio omonimo, non lontano dalla cittadina di Damenglong, a circa 70 chilometri da Jinghong. E’ la più celebre pagoda buddhista dell’intera prefettura dello Xishuangbanna.

PAGODA DI MANFEILONG
LA PAGODA DI MANFEILONG

Il Padiglione ottagonale di Jingzhen. Questo splendido padiglione è stato edificato sulla cima del monte Jingzhen a circa quattordici chilometri a ovest della città di Menghai. E’ un cimelio culturale protetto a livello nazionale.

LA CITTÀ VECCHIA DI YIWU

Yiwu si trova poco a nord di Mengla, non lontano dal confine laotiano ed ospita una delle sei antiche montagne del tè. Un tempo, durante la Dinastia Qing, Yiwu era una prosperosa città che tributava alla corte imperiale le sue mattonelle circolari di te compresso, chiamate Qizi bing. Da questo momento fu instaurata la rotta del Tè e dei Cavalli che porta sino a Pu’er. In città si possono ammirare una cinquantina di residenze e di reperti usati come utensili e strumenti per il tè risalenti al tempo di Yongzheng.

Nelle foreste pluviali della regione si possono trovare circa 200 esemplari di elefante asiatico allo stato selvaggio, tigri, scimmie e leopardi.

LA REGIONE PIÙ BIODIVERSIFICATA, Nel regno degli animali

La Tigre

La tigre della Cina meridionale, chiamata anche la tigre di Amoy o di Xiamen, vive prevalentemente nel Xishuanbanna. E’ una sottospecie appartenente alla famiglia delle tigri e si contraddistingue per le sue dimensioni minori. La sua diffusione, nel passato è stato pesantemente minacciata dalla mano dell’uomo e dall’attività di cacciatori e di allevatori minacciati dalle sue incursioni.

tigreSono esclusivamente carnivore, anche se la loro dieta può variare da semplici insetti ad animali di dimensioni notevoli, tra cui l’uomo, anche se naturalmente gli attachi verso esseri umani sono diventati sempre più rari. Nel 1959, Mao Zedong dichiarò che le tigri, così come altri grandi felini non erano altro che animali pestilenziali, e fu lanciata una campagna di sterminazione. Fortunatamente i tempi sono cambiati, e la tigre è considerata una animale a rischio estinzione e pertanto sono stati lanciati numerosi programmi per la sua protezione.

Gli Elefanti asiatici

L’elefante asiatico o elefante indiano in Cina allo stato brado lo si può osservare tra le intricate foreste pluviali del Xishuanbanna. E’ più piccolo del suo parente africano, anche se gli esemplari più grandi possono raggiungere i 4 metri di altezza per quasi 5 tonnellate di peso. Nel Xishuanbanna l’atteggiamento della popolazione è quantomeno contraddittorio. Difatti se da un lato vengono percepiti come una risorsa turistica, dall’altro le continue devastazioni da parte dei pachidermi delle coltivazioni, hanno attirato le antipatie da parte dei contadini.

elefanti asiaticiNel 2001 ad esempio, Zheng Tianhong, un contadino che viveva nelle vicinanze della cittadina di Mengyang (Mengla), esasperato dalle continue incursioni degli elefanti, ne uccise uno. Per questo fu incarcerato per due anni, avendo violato la recente legge sulla protezione degli animali. Sono piuttosto aggressivi in determinate condizioni. Ogni hanno gli elefanti selvatici uccidono alcuni contadini o incauti turisti nella zona, colpevoli di essersi avvicinati troppo. Ad ogni modo nella riserva naturale dello Xishuanbanna, dalle dimensioni di 250.000 ettari, negli anni settanta vivevano solo 100 esemplari. Dal 1998, con l’introduzione di norme per la loro conservazione, sono aumentati sino arrivare tra le 200 e le 250 unità che vivono allo stato brado.

Le scimmie con il naso a patata

Questo gruppo di scimmie appartiene alla famiglia dei Rinopitechi e vive prevelentemente in Cina Meridionale, tra il Tibet, il Guizhou, il Sichuan e lo Yunnan. Questo curioso nome deriva dal naso schiacciato, con le narici proiettate in avanti. Vivono nelle regioni montuose, fino ad altezze di 4000 metri e durante gli inverni tendono a spostarsi più a valle. Passano la maggior parte del loro tempo arrampicati sui rami degli alberi e vivono in numerosi gruppi anche di 600 membri, che si dividono nei momenti di maggiore carestia. Solo recentemente questi animali non sono più considerati a rischio estinzione, proprio grazie agli sforzi profusi per proteggerli, tanto che nell’ultima decade la popolazione è aumentata del 20% l’anno.

scimmie con il naso a patata

Testi: Matteo Damiani
Foto:  Oliver Huang, Matteo Damiani