I Pokemon Go si trasformano in un campo di battaglia tra Cina e Taiwan

Al centro dello scontro virtuale, l'uscita del videogioco prima a Taiwan che in Cina

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Pokemon Go in Cina: Il CEO di Niantic, John Hanke, in un tweet, ha dato il benvenuto ai giocatori taiwanesi in occasione del lancio sulle piattaforme Android ed Apple locale usando i caratteri tradizionali, innescando involontariamente un acceso scontro tra i videogiocatori cinesi e taiwanesi.

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Pokemon go, il pomo della discordia

Pokemon è arrivato nel Google Play Taiwanese e nell'Apple Store lo scorso Sabato (6 Agosto). Molti cinesi della mainland, denotando una certa immaturità, però non hanno accolto di buon occhio la notizia ed hanno postato innumerevoli messagi d'odio in caratteri semplici. Vediamone alcuni:

"Taiwan è solo una provincia della Cina, Taiwan è Cina".
"Taiwan appartiene alla Cina, non posso capire come voi idioti possiate avere pubblicato il gioco nella piccola Taiwan, ma non in Cina"
"Stupide decisioni economiche. Quanto potete guadagnare da Taiwan? Un paio di centinaia di migliaia di giocatori? Noi ne abbiamo decine di milioni qui.
"State offendendo i sentimenti dei giocatori cinesi".

E qualche altro commento meno offensivo ma legittimo come "A quando in Cina?"

I giocatori Taiwanesi non sono rimasti con le dita ferme sui loro smartphone ovviamente ed hanno risposto con messaggi come:

"Grazie per avere utilizzato i caratteri corretti"
"Taiwan e la Cina sono due nazioni separate ad ogni modo"
"E' solo un gioco, quanto in basso possono andare i cinesi (della mainland)?"

Hanke, molto probabilmente, non era preparato a questo genere di risentimento dei giocatori cinesi, evidentemente molto ansiosi di giocare al video gioco d'origine giapponese (ma sviluppato da Niantic, una compagnia americana nata in seno a Google).

Fonte: Appledaily