Proteste giapponesi contro la presenza navale cinese vicino alle Senkaku

Due violazioni territoriali in due giorni nei pressi delle isole Senkaku

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Il ministro degli esteri giapponese ha protestato contro l’intrusione di una flotta di pescherecci cinesi vicino alle isole Senkaku nel Mar Cinese Orientale.

L'isola Uotsori, nell'arcipelago conteso delle Senkaku
L’isola Uotsori, nell’arcipelago conteso delle Senkaku

La guardia costiera giapponese ha riportato che circa 230 navi sono state avvistate in zone contigue alle acque territoriali del Giappone. Il Sol Levante controlla le Senkaku. La Cina e Taiwan le reclamano a sé. Sei navi di pattuglia cinesi sono state avvistate nell’area e almeno tre di queste erano armate. Il direttore generale del ministero degli esteri per gli affari asiatici e dell’Oceania, Kenji Kanasugi ha intimato che le navi devono immediatamente lasciare la zona durante una telefonata all’ambasciata cinese a Tokyo, dichiarando la sua disapprovazione e che questo atto non potrà che aumentare le tensioni tra i due paesi. E’ il secondo giorno consecutivo che il ministero degli esteri giapponesi ha protestato. Venerdì difatti, Shinsuke Sugiyama, il vice ministro per gli affari esteri, ha convocato l’ambasciatore cinese dopo una pattuglia di 6 navi cinesi era entrata nelle acque territoriali giapponesi dell’isola Uotsuri, sempre nell’arcipelago Senkaku.