Nuove limitazioni per i visti lavorativi in Cina

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visaTempi duri per chi vuole lavorare in Cina.

Aumentano le limitazioni per i visti dei lavoratori stranieri in Cina. Il nuovo regolamento ratificato dalla Commissione Permanente del Congresso Nazionale del Popolo, come riferisce South China Morning Post, diminuisce la durata minima dei certificati di residenza per i lavoratori dotati di un visto lavorativo di 90 giorni, ovvero la meta’ di quanto stabilito in precedenza. La nuova legge inoltre vieta a qualunque organizzazione o individuo di assumere stranieri sprovvisti di regolare visto lavorativo o certificato di residenza (per cui teoricamente non sará  piu’ possibile la conversione dei visti). La nuova regolamentazione pertanto consente al PSB di espellere immediatamente chi viola la legge e di impedirne il ritorno in Cina per un periodo di 10 anni dalla data di espulsione. In pratica il principale obiettivo della nuova regolamentazione e’ quello di controllare coloro che entrano in Cina per un progetto a breve termine ma rimangono anche oltre la data di scadenza del contratto. Il numero di procedimenti verso stranieri e’ raddoppiato dal 1995 all’anno scorso, ed e’ passato da 10000 all’anno del 95 fino a 20000 nel 2011. La legge entrera’ in vigore dal primo luglio del 2013.

La repentina crescita economica cinese negli ultimi vent’anni ha attirato un numero sempre crescente di lavoratori e di studenti stranieri. E’ di pochi giorni fa il drammatico caso della morte di Celestine Elebechi, un nigeriano trovato morto in una stazione della polizia di Guangzhou, probabilmente ucciso dalle percosse ricevute dagli agenti. Invece che mandarlo in ospedale, l’uomo caduto in coma, e’ stato rimesso in cella. La morte dell’uomo ha innescato una serie di proteste culminate anche in episodi violenti che hanno visto protagonista la nutrita comunita’ africana a Canton contro le forze dell’ordine.

Fonte China Daily Mail