Le reazioni in USA e Cina alla visita di Obama a un ristorante cinese a San Francisco

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obama-titleMentre in America la “visita” al ristorante cinese ha provocato un’accesa discussione dividendo la nazione in due, in Cina i network della Mainland si sono concentrati maggiormente sul fatto che Barack Obama, il 16 febbraio, abbia scelto, durante la sua visita a San Francisco, di acquistare uno spuntino di Dim Sum in un ristorante cinese di Chinatown.

Ciò che è piaciuto molto ai netizen è stato anche il fatto che Obama ha interagito con i clienti del ristorante, insomma la Cina ha preferito guardare il lato umano del presidente, che non ha negato un cordiale saluto o una stretta di mano ai suoi elettori ed ha circolato tra la gente con naturalezza come un qualsiasi altro cittadino.

 

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Gli USA d’altro canto, si sono concentrati su un punto di vista totalmente diverso, infatti hanno preferito vedere il presidente degli Stati Uniti, anche se in pausa snack, nella sua veste ufficiale di rappresentante della legge e quindi hanno sottolineato che il ristorante in cui si è fermato Barack Obama, nel proprio menù presenta tra le varie pietanze anche la controversa zuppa di pinne di squalo. Obama, a San Francisco per la raccolta di fondi, forse non immaginava che la sua sosta per due sacchetti di cibo cinese take-away avrebbe scosso così tanto gli americani. La portavoce della casa bianca Jay Carney ha detto che nessuno dello staff era a conoscenza che nel ristorante si preparasse anche zuppa di pinne di squalo e ha confermato che nessuno dello staff e neppure il presidente hanno ordinato tale pietanza. Gli animalisti ed ambientalisti da anni si battono poiché decine di milioni di squali vengono uccisi ogni anno dai pescatori per portare le pinne sulle tavole dei ristoranti, soprattutto cinesi.

Gli squali vengono spesso uccisi proprio per preparare la zuppa di pinne di squalo, una costosa specialità della cucina tradizionale cinese, la cui preparazione richiede l’asportazione della pinna tramite una lama arroventata. I pescatori procedono sull’animale quando questi è ancora vivo, poi lo gettano in mare privo delle pinne, costringendolo a morire per asfissia o come preda. La pratica è denuciata dagli animalisti ed ambientalisti come brutale. Seppur si affermi che sia poco diffusa è enormemente praticata nei mercati neri di tutto il mondo, poiché le pinne hannoun alto valore commerciale, possono costare 815 Euro al Kg.

Nelle acque degli Stati Uniti è vietata la pesca delle pinne dal 2000 ed il presidente Obama nel gennaio 2011 ha firmato una legislazione federale che vieta l’importazione di pinne vendute, senza lo squalo a cui appartengono e la pratica di finning (questo è lo specifico nome della crudele pratica) nelle acque americane. Inoltre il senato della California ha vietato la vendita, il commercio ed il possesso delle pinne di squalo. Ma la legge federale, per ora, non vieta la vendita delle pinne con lo squalo. Tuttavia i ristoranti a San Francisco ed in altre parti della California possono vendere ancora tutte le pinne che hanno in giacenza, di cui dispongono fino al luglio 2013. Rebecca Regnery, vice direttrice di Human Society International, ha riferito che la zuppa di pinne di squalo viene offerta nella maggioranza dei grandi ristoranti cinesi delle città dove vi sono grandi nuclei di popolazioni asiatiche. Ribadisce che il suo gruppo incoraggia i commensali a segnalare i ristoranti che servono questa pietanza. Alcuni ristoratori dicono di essere felici di non servire questo piatto, ma sono obbligati ad averlo nel proprio menù nel qual caso fosse desiderato dai clienti, poiché non vogliono rischiare che questi scelgano di dirigersi dalla concorrenza.

Gli americani rimproverano a Barack Obama per non aver fatto attenzione che il ristorante da lui scelto serve questo piatto che tocca un tasto molto sensibile della battaglia degli animalisti ed ambientalisti, mentre chi lo difende ricorda ai concittadini che Obama ha ordinato solo dei Dim Sum cantonesi.