Koro, la sindrome della scomparsa dei genitali

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koro-titleIl Koro e’ una sindrome culturale specifica ad alcune nazioni del sud est asiatico, un tempo particolarmente diffusa tra i cinesi del sud di bassa educazione.

Il Koro e’ una sindrome culturale specifica ad alcune nazioni del sud est asiatico, un tempo particolarmente diffusa tra i cinesi del sud di bassa educazione. Il termine koro (d’origine indonesiana) indica il ritrarsi del pene, o di altri organi genitali fino a scomparire, causando la morte della persona affetta. In Cina e’ conosciuto con il nome di shuk yang (il pene che si ritrae), shook yong o suo yang. Nel caso che la paziente sia di sesso femminile la malattia si presentera’ come una forma di ansia per il supposto ritrarsi della vulva o dei capezzoli. Questa sindrome e’ diffusa soprattutto nel sud est asiatico; rari sono i casi che riguardano persone di etnia non han. In differenti ambienti culturali, come in Africa ad esempio, la sindrome e’ stata associata a fenomeni di isteria di massa.

Superstizione e Medicina Tradizionale Cinese

La Medicina Tradizionale Cinese individua il koro come una malattia sessuale e la classifica in due categorie: conglomerato freddo del fegato o esaurimento dello yang del rene. Il Koro insomma e’ una malattia mentale praticamente confinata ai soli cinesi; l’origine della malattia ha radici lontane (viene descritta gia’ durante la Dinastia Qin, ovvero nel libro Nuova Collezione di Rimedi di Valore, 221-207 a.C. e poi nel Zhong Zang Jing). Il libro descrive la malattia come una malattia dello yin che viene invaso da una corrente di qi (l’essenza) freddo. Alternativamente la sindrome viene spiegata come uno sbilanciamento dello umore yang, segno certo di morte imminente. Paradossalmente quindi la Medicina Tradizionale Cinese che descrive e cerca di curare la sindrome ne e’ in realta’ la causa, in quanto non e’ una malattia reale, ma e’ una sindrome culturale. Secondo la TCM la sindrome sarebbe anche mortale. Per la tradizione cinese spesso la malattia e’ causata dallo spirito di una volpe. Le cure suggerite poi dalla MTC sono probabilmente ancora peggiori della sindrome, sia da un punto di vista psicologico che ecologico: pregare gli dei, coinvolgere un esorcista taoista, far fuggire lo spirito della volpe suonando un gong, picchiare il malato. Gli ingredienti necessari per la pozione da ingerire possono essere erbe, peni di animali (ad esempio pene di tigre, cervo, foca con tutto quello che ne consegue: bracconaggio, commercio illegale di animali, etc), corna di animale, etc. Tra le altre cure fai da te vi possono essere la trazione manuale o meccanica del pene (ad esempio legando il pene a qualche dispositivo tirante); le donne possono tirare i capezzoli o infilare dei perni di metallo nel capezzolo per evitare la sua scomparsa.

Ma la realta’ dei fatti e’ che in tutte le descrizioni mediche moderne della malattia ovviamente non avviene alcuna ritrazione dei genitali, sia in caso maschile che femminile. Anche in tempi recenti vi sono state vere e proprie epidemie della sindrome che ha colpito in particolar modo giovani han maschi di bassa estrazione sociale. Hainan e la penisola di Leizhou nel Guangdong sono state le zone piu’ colpite in successive ondate (1948, 1955, 1966, 1974, 1984-85, 1987) in concomitanza con fenomeni di tensione sociale, il che ha suggerito ovviamente il manifestarsi della sindrome in coincidenza di forte stress. Una campagna per la prevenzione di questa sindrome e’ stata in seguito elaborata: i risultati sono stati incoraggianti dal momento che non vi sono  piu’ stati casi in Cina. I miglioramenti delle condizioni economiche e sociali e una miglior qualita’ della vita inoltre hanno contribuito allo “svanire” della malattia.

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