Intervista a Federica Santonocito, vincere una causa in Cina

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titleIntervista all' avv. Federica Santonocito di Avvocati Associati Franzosi Dal Negro Pensato Setti sulla sentenza che ha riconosciuto ad Ariston la notorietà del marchio in una causa contro un contraffattore cinese.

 

 

Il mercato cinese è decisamente vasto e non sempre sembrano valere le stesse regole che valgono in occidente. Spesso le stesse grandi catene internazionali danno ampio spazio a prodotti contraffatti. Come giudicate questo stato di cose? Com'è possibile che grandi marchi internazionali ospitino sui loro scaffali prodotti evidentemente contraffatti o palesi imitazioni?

E' vero che il mercato cinese è vastissimo ma non l'idea che i prodotti contraffatti trovino spazio e diffusione. Anzi forse questo è proprio uno dei tanti luoghi comuni che contribuiscono a scoraggiare le imprese che intendono fare business in Cina. Tutte le aziende combattono ferocemente la contraffazione. Cosa diversa è il mercato parallelo ma il tema così diviene davvero troppo complesso per esaurirlo in poche righe.

Come siete venuti a sapere delle attività di Arizhu?

Il mio Studio assiste la Ariston Thermo da molto tempo per la tutela del marchio “Ariston” in Cina. Ariston Thermo in Cina ha circa 2.000 dipendenti e regolarmente effettua un servizio di sorveglianza su prodotti che possano riportare marchi in contraffazione del proprio marchio “Ariston”. Pertanto nella solita attività di sorveglianza abbiamo scoperto il contraffattore Arizhu.

Quale impegno economico e di forza ha richiesto ottenere un riconoscimento, che dovrebbe essere scontato, da parte del Tribunale cinese?

Una causa in Cina non ha un costo molto diverso rispetto all’Italia. Piuttosto in Cina la parte più complicata non è la causa vera e proprio che dura normalmente, per quanto riguarda le cause di marchi, da 8 mesi ad un anno, quanto piuttosto l’attività preliminare di raccolta delle prove che può essere molto lunga. Nel caso di specie abbiamo lavorato due anni per raccogliere tutte le prove della contraffazione. Quando dico prove della contraffazione intendo far riferimento anche all’esecuzione di tutte le formalità necessarie per il Tribunale.

Quale difficoltà avete incontrato durante il procedimento?

Nessuna in particolare, nel senso che le prove erano molto dettagliate. Anzi, devo dire che in Cina i Giudici hanno un comportamento molto diverso. Quando ritengono, per esempio, non sufficienti alcuni documenti chiamano direttamente gli avvocati; oppure quando si tratta di integrare le domande processuali. Per il resto, il processo ha uno svolgimento molto lineare e semplice in quanto è composto da solo due udienze importanti. Anche gli atti sono brevi.

Marchi di modeste dimensioni possono avere qualche speranza di vincere questo genere di cause?

Assolutamente sì, non conta la notorietà o l’importanza del marchio. Conta quanto siano confondibili i marchi.

Quali sono gli strumenti a tutela dei marchi stranieri che si possono utilizzare in Cina?

Certamente le azioni legali, ma anche le azioni amministrative. In Cina occorre distinguere la causa che si svolge davanti all’autorità amministrativa, dalla causa che si svolge davanti alla Corte. La procedura amministrativa è molto più svelta e molto più rapida anche se viene utilizzata per casi semplici di contraffazione. In genere all’esito del procedimento amministrativo si procede con un sequestro e il pagamento di una sanzione. Il rischio dell’azione amministrativa è che il contraffattore può riprendere la contraffazione. Quindi, da questo punto di vista, a seconda dell’importanza della contraffazione, in genere noi consigliamo ai clienti di agire per vie legali, tenuto anche conto che i costi non sono così elevati.