La Cina pronta alla guerra in ogni direzione strategica

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titleSpezzare vecchi ordini, rinnovare l’armamento bellico ed estendere la propria influenza.

L’allarmante affermazione (La Cina pronta al conflitto armato in ogni direzione strategica) è stata pronunciata dal Ministro della Difesa Liang Guanglie in un’intervista ripubblicata da numerosi giornali nazionali in Cina. “Viviamo in tempi pacifici, ma non potremo mai dimenticarci della guerra, mai dovremo mandare i cavalli verso sud o riporre le pistole e le baionette”. Ha aggiunto. Peter Foster del Telegraph riporta le parole del politico cinese in un articolo che ovviamente non risparmia toni un po’ preoccupati. La Cina più volte ha ripetuto di voler seguire uno “sviluppo pacifico” ma la sua corsa all’ammodernamento delle tecnologie belliche ha destato non pochi timori in alcune nazioni dell’Estremo Oriente, a cominciare proprio dal Giappone.  Le esternazioni di Liang giungono in un momento di tensione tra Usa e Cina e proprio per questo il suo omologo americano, Robert Gates, arriverà a Pechino per una visita di tre giorni. Le relazioni sono peggiorate un anno fa quando la Cina ha congelato alcuni canali aperti in passato tra le due super potenze del Pacifico a causa dell’ incessata vendita di armi a Taiwan da parte statunitense e successivamente hanno continuato a deteriorarsi in seguito al riposizionamento della portaerei nucleare USS George Washington a largo della Penisola Coreana, nave che proprio recentemente sarebbe dovuta essere stata utilizzata in soccorso giapponese dopo il terremoto e lo tsunami dell’11 marzo, ma alla fine non è stata coinvolta attivamente per carenza di equipaggio. La sua presenza nelle vicinanze della Corea rappresentava una risposta alle provocazioni nord coreane con il bombardamento di Yeonpyeong che ha ucciso 4 sud coreani e ha causato 19 feriti.

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Precedentemente questo mese la Cina aveva fatto sapere di essere pronta a inaugurare un nuovo caccia di produzione interamente cinese. Inoltre il paese asiatico è al lavoro su un progetto missilistico in grado di affondare da una lunga distanza qualunque nave dislocata nel settore. Questo per contrastare il dominio americano nella zona che si protrae ormai dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Il progetto balistico chiamato Dong Feng 21 secondo un ufficiale della flotta americana di stanza in Giappone, l’Ammiraglio Robert Willard sarebbe già in una prima fase operativa. Gli analisti però rimangono divisi nel valutare la situazione. Da una parte il budget cinese investito nell’industria bellica è decisamente inferiore a quello americano, circa un sesto. Ma le affermazioni di Robert Gates  acuiscono la preoccupazione. Secondo Gates difatti, le nuove armi cinesi, a cominciare proprio da Dong Feng 21, minacciano concretamente gli interessi americani e dei suoi alleati nel settore.

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Un missile intercontinentale cinese (foto di Alessandro De Toni)