Le telecom cinesi dietro agli attentati a Mumbai del 2008?

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title-2Dall'India giungono accuse pesanti alle compagnie di telecomunicazioni cinesi: le telecom cinesi avrebbero ostacolato l'India, per aiutare l'esercito pakistano ad annullare le strumentazioni indiane di jamming utilizzate per prevenire attacchi terroristici nel Kashmir di gruppi pachistani. L'India pertanto ha bloccato ordinativi dalla Cina per 4,7 miliardi di dollari (ed altri 19 per i prossimi tre anni). A darne notizia è The Diplomat.

Quattro giorni dopo gli attacchi a Mumbai, l'articolista di The Diplomat aveva scritto che c'erano forti indicazioni che l'attacco del 2008 fosse stato in qualche modo suggerito e supportato dall'intelligence pachistana (ISI, Inter-Services Intelligence), e che quantomeno la flotta pachistana avrebbe facilitato il viaggio in barca dei terroristi da Karachi a Mumbai. Ora le agenzie americane starebbero ammettendo queste prime supposizioni.
Secondo alcune informazioni disponibili in India, lo staff esecutivo e tecnico di alcune telecom cinesi avrebbe direttamente partecipato alla pianificazione di queste operazioni in India e in seguito fornito assistenza tecnica. Se questo fosse vero, queste compagnie avrebbero partecipato attivamente ad atti di terrorismo, e sarebbero imputabili di sanzioni internazionali. Per queste ragioni a questi soggetti è stato impedito di operare in India.

Ad ogni modo, dal momento che queste compagnie sono già state punite e non forniranno più assistenza all'ISI per le sue operazioni in India, le autorità di Delhi sembrerebbero essere dell'idea di rimuovere il ban sugli operatori cinesi.

Il mercato delle Telecom, delle infrastrutture e dell'energia in India ha un valore attorno ai 60 miliardi di dollari per la Cina, ma la PLA, l'esercito cinese, ha adottato una politica intransigente nei confronti dell'India per limitare la crescita delle capacità indiane militari nella regione.

La speranza indiana è quella di vedere rimosse le limitazioni cinesi al mercato indiano una volta fatta luce su questi fatti. Secondo Delhi, sia Hu Jintao che Wen Jiabao avrebbero stretto relazioni importanti con l'India, ma i loro sforzi sarebbero limitati da certi ambienti della PLA, riluttanti ad abbandonare la collaborazione strategica con il Pakistan.