Intervista a Sam Voutas - La Rivoluzione cinese a Luci Rosse !

0
142

titleIntervista a Sam Voutas, regista di "Red Light Revolution", una commedia cinese come ne avete mai viste.

Tips: China's "Red Light Revolution"
Interview with Sam Voutas, director of "Red Light Revolution", a chinese comedy like you've never seen ... more

La trama di "Red Light Revolution" dal punto di vista ufficiale cinese può essere considerata sensibile. Come siete riusciti ad evitare la censura cinese? E' stato richiesto qualche cambiamento nella sceneggiatura?

Attenzione ai vecchi con le forbici! Questa è una regola, perché se hanno le forbici, allora non importa cos'abbiano di fronte, sicuramente cominceranno a sforbiciare per pura abitudine. Così, quando questo accade, si parla di numerose concessioni artistiche. Avevo paura che a un certo punto il film non sarebbe più stato mio, e la cosa avrebbe snaturato il messaggio. E non è lo scopo finale di ogni opera quella di esprimere qualcosa? Una persona che ha lavorato spesso con i censori mi ha suggerito di cambiare il soggetto del film al fine di passare tra le maglie della censura, così, mi aveva suggerito di fare un film su un pechinese che apre un negozio di te. "Green Tea Revolution". La cosa mi ha stordito. Oltretutto la censura è un percorso lungo e tedioso. Così, perché a questo punto non mi censuro da solo e risparmio tempo e incontri interminabili a tutti quanti? Ultimamente ho avuto certi pensieri radicali, ed ho pensato che lasciarlo completamente libero dalla censura sarebbe potuto essere divertente. Ho velocemente censurato questo pensiero e mi sono comminato una meritata autocritica.

{denvideo http://www.youtube.com/watch?v=aYCQXZs4sbs 500 400}

Il trailer del film

Sam-Voutas-and-Crew

Red Light Revolution si svolge a Pechino. Come ha reagito la gente?

Mi sono sorpreso nel constatare quanto si divertisse la gente. La crew si divertiva moltissimo con i toys (vi dobbiamo proprio spiegare di che giocattoli sta parlando?, ndr) tra una ripresa e l'altra, e alla fine tutti quelli che hanno collaborato volevano il proprio toy come ricordo una volta terminate le riprese. Ma poi alcuni membri della crew non volevano scegliere il proprio toy di fronte agli altri, così hanno aspettato che nessuno potesse vederli prima di sceglierne uno. Questo penso sia un buon esempio di come le cose stanno cambiando. Persino al di fuori del set abbiamo visto spesso passanti fare capolino nelle finestre. Zhao Jun, il nostro lead actor, ha preso uno di questi toy, se lo è messo sulla testa come fa nel trailer del film e se ne è andato nello hutong (i vicoli della vecchia Beijing, ndr) con un vibratore gigante attaccato alla testa. Gli operai della zona hanno smesso di lavorare e sono venuti a dare un'occhiata. Quella è stata davvero una bella scena.

Voutas_directs

red_light_revolution

Ho visto che ami i film di Michel Gondry e di Stanley Kubrick. Ti hanno influenzato?

Sai, questo è interessante. Penso che ambedue i registi abbiano girato delle commedie fantastiche. Questo può sembrare strano se riferito a Kubrick, che è più associato a materiale più duro. Ma alla fine molte delle pellicole di Kubrick si fondano su presupposti assurdi o dark. Amo ambedue i registi poiché in ogni loro film si spingono un po' più in là. Penso che davvero lo scopo di chiunque faccia arte, sia quello di provare a spingersi oltre, anche di poco. Altrimenti rimaniamo in un circolo di ripetizione e di rigurgito costante.

Directing-Doll-Scene

E' stato difficile girare un film in cinese mandarino?

Assolutamente! Dirigere in inglese è già difficile, ma in Mandarino è almeno tre volte più difficile. Perdi un sacco di sottigliezze se non è la tua prima lingua. Come la parola "smirk" (sorriso affettato, ndr), che volevo utilizzare con un attore. In inglese , questa parola evoca un sapore ben definito, ma come dirlo in cinese senza perdere lo humour? Fortunatamente ero supportato da una grande crew che non solo mi ha aiutato, ma è stata in grado di aggiungere parecchio humour locale al film. Ho scoperto che non c'è modo migliore di perfezionare le mie capacità linguistiche di rimanere chiuso in un sexy shop cinese con 40 membri del cast e attori.

red_light_revolution_2

Come pensi sia cambiata l'attitudine dei cinesi verso il sesso nell'ultima decade?

Allora, quando sono venuto qui negli anni '80 era proprio tutto un'altra cosa. Sebbene all'epoca fossi solo un ragazzino, mi rendevo conto che le coppie non si tenevano neppure per mano, molti passanti ancora indossavano grige uniformi socialiste, e la maggior parte dei film stranieri che si potevano vedere nei cinema erano cose come "Cannonball Run" con Burt Reynolds. Ma le cose stavano cambiando. Ricordo di aver visto Cui Jian suonare al Maxim verso la fine degli anni '80, e da quel momento alcuni movimenti artistici ben più radicali sono cominciati ad emergere, e i miei genitori mi hanno portato a vederne qualcuno. Poi, durante il corso degli anni '90, i sexy shop hanno cominciato ad aprire. Penso che il cambiamento in Cina sia evidente più o meno dappertutto. Un mio amico era in un taxi di Beijing l'altro giorno, e il suo tassista ad un certo punto si è girato verso di lui all'improvviso, e ha cominciato a dire una serie di termini sessuali espliciti in inglese, parole davvero volgari. Dove le ha imparate? Sulla TV? Non penso proprio.

red_light_revolution_4

Pensi che il film sarà ben ricevuto dal pubblico cinese?

Ero a Pechino in uno studio di registrazione audio ieri, ultimando alcuni cambiamenti nel suono del film. Poco dopo sono arrivati tutti i tecnici a vedere il film. Erano tutti giovani laureati alla Beijing Film Academy. Si sono seduti sui cuscini, si sono rilassati, hanno riso, insomma si sono divertiti. Come regista, è tutto quello che chiedo, dopo tutti questi anni di duro lavoro, questi ragazzi completamente estranei hanno capito quello che cercavo di dire e hanno capito l'umorismo.

Intervista con Melanie Ansley, produttrice del film

Avete trovato delle difficoltà a ottenere i permessi necessari per girare il film?

In Cina il difficile non è girare il film ma cercare di proiettarlo una volta completato. Abbiamo trovato la maggior parte dei padroni dei sexy shop piuttosto volenterosi nel cooperare, e pochi erano davvero preoccupati se avevamo i permessi o meno. Così sotto molti punti di vista il sistema non è stato studiato per impedirti di girare quello che vuoi, piuttosto il problema è la distribuzione che è così controllata che funge da deterrente per molti registi. Vi sono svariati modi per portare a termine un progetto, devi pensare creativamente su quello che hai e su chi conosci, e decidere a che porta bussare, e talvolta non è la più ovvia.

In Cina non è semplice girare un film indipendente. E' stato difficile presentare il progetto per ottenere i finanziamenti?

A dire la verità, sotto certi punti di vista è più facile girare un film indipendente in Cina, nel nostro caso per due ragioni. Una, perché non ci sono finanziamenti governativi, così l'unica via da percorrere è quella privata, e questo vuol dire che per trovare i finanziamenti puoi vendere un rene o trovare delle compagnie disposte a sponsorizzare. Così le difficoltà ti spingono ad agire velocemente, perché non devi pianificare per i prossimi sei mesi o aspettare gli esiti per le richieste dei finanziamenti. In secondo luogo, noi eravamo avvantaggiati dal momento che stavamo utilizzando una RED camera, e questo tipo di macchine non sono molto utilizzate nei circoli dei cineasti indipendenti cinesi; tuttora vi sono pochi registi di maggior successo che usano le RED camera. Questo significa che abbiamo trovato un sacco di gente che voleva collaborare con noi, solo per mettere le mani su queste nuove macchine da presa. Non sono sicura che avremmo ottenuto lo stesso risultato da altre parti, dal momento che sembra che nel resto del mondo tutti girino con le RED.

Il film sarà distribuito in Cina?

Sebbene nulla sia scontato nel mondo del cinema, non vedo perché "Red Light Revolution" non possa essere distribuito in qualche modo. Soprattutto considerando che il pubblico cinese fruisce i film in particolar modo attraverso canali meno convenzionali come internet, in maniera molto più forte che in occidente. Molti cinesi che hanno visto il teaser del film mi hanno domandato se lo potranno vedere nei cinema, e al momento sono in trattativa con alcuni produttori della mainland. Qualcuno mi ha chiesto: "La Cina è pronta per questo film?" Penso che il pubblico cinese sia certamente pronto per questa pellicola, il vero problema è se anche la burocrazia sia pronta. Non voglio negare che questa sia una sfida, a causa di alcune richieste, ma credo che con un po' di creatività possa aiutare, e forse alla fine riusciremo a sviluppare un nuovo metodo di distribuire i film in Cina. 

Tips: China's "Red Light Revolution"
Interview with Sam Voutas, director of "Red Light Revolution", a chinese comedy like you've never seen

{denvideo http://www.youtube.com/watch?v=NFSzRjbE9HE 500 400}

The plot of "Red Light Revolution" from the official Chinese point of view can be considered sensitive. How did you managed to avoid Chinese censorship? Did they changed something in the screenplay?

Beware of old men carrying scissors. That's a good rule, because if they're carrying scissors, then no matter what is around them, they’re likely to start cutting things out of habit. So you're talking about a lot of artistic concessions when that happens. I was afraid that afterwards my movie would no longer be my movie, it would no longer say what I wanted to say. And isn't that the goal of any work, to say something? One person who used to work for the censors told me to change the movie's topic in order to get it through, he suggested the movie should be about a Beijinger who opens a tea shop. "Green Tea Revolution". Perhaps I'm stubborn. Besides, censorship is a long and tedious business. If anything, why not take the initiative and censor myself to save everyone the meetings and paperwork? I had a radical thought recently that having the movie shown uncut would be nice. I quickly censored that thought and gave myself a thoroughly deserved self-criticism.

Red Light Revolution takes place in Beijing. How local people thought about it?

I was surprised at how much fun people had actually. The crew had a great time doing crazy things with the toys between takes, and then everyone involved wanted their own toy as a memento when we wrapped shooting. But then some of the crew didn't want to choose their toys in front of everyone else, so they waited until no one could see them before choosing.  I think this is a good example of how attitudes are changing. Even outside the set we'd often have pedestrians just peering into the windows. Zhao Jun, our lead actor, even took one of the toys, stuck it to his head like he does in the film's trailer, and stood out in the hutong, a giant dildo stuck to his head. Construction workers stopped what they were doing and came over to have a look. That was a real hit, it definitely made their day.

I've seen you love Michel Gondry and Stanley Kubrick movies. Did they influence you?

You know it’s interesting, I think both directors shoot really great comedies. That may seem strange to say of Kubrick, who's associated with more confronting material. But so many of Kubrick's films are at heart absurd and dark comedies. But I enjoy both directors' work because they really do push the boundaries with each of their films. And I think that's really the goal of anybody who does art, to try to push the envelope, if only just a little. Otherwise we're just in a cycle of constant repetition and regurgitation.

Was it difficult to direct a film in Chinese Mandarin?

Absolutely! Directing in English is hard enough, but in Mandarin it was three times as difficult. You lose a lot of the subtleties when it's not your first language. Like the word "smirk", I may want to use that word to an actor. Now that word has a real flavour to it in English, but how do I say that in Chinese and still retain the humour? I had a great crew to not only give me support, but who were able to add a lot of the local humour to the film. I've found there's no better way to improve on my Chinese language skills than in a local sex shop with forty cast and crew.

How Chinese attitude toward sex is changed in the last decades?

Well, when I came here in the 80's it was a different kettle of fish. Even though I was a boy, I remember that couples didn't really hold hands outside much, many pedestrians still wore grey socialist outfits, and the most risque foreign movies playing in the cinema were films like "Cannonball Run" with Burt Reynolds. But stuff was changing. I remember seeing Cui Jian play at Maxim's in the late 80's, and then some really radical art started emerging, my parents took me to some of those. Then of course in the early 90's the adult shops got approved to open. I think that change in China is pretty evident everywhere really. A friend of mine was in a Beijing cab the other day and his driver suddenly turned to him and started saying all these sexually explicit terms in English, really bad swear words. Where did he learn this stuff? On TV? I don't think so.

Do you think the movie will be well received by Chinese audience?

I was in a Beijing sound editing studio yesterday, making changes to the film's sound. Before long all the technicians came in to watch. They were young graduates from the Beijing Film Academy. They sat down on the couches, just relaxing, laughing, enjoying themselves basically. As a director, that's pretty much all you can ask for, after all the hard years of work, that total strangers can relate to what you’re saying and understand the humour.

Interview with Melanie Ansley, "Red Light Revolution" producer

Did you find many difficulties in order to get the permissions to shoot the movie?

In China it's not shooting the movie that's difficult, it's getting it screened once you've shot it.  We found most locations very willing to cooperate, and very few people were concerned about whether we had a screening permit or not.  So in many respects the system isn't geared to stop you from shooting what you want, rather it's the fact that distribution is so tightly controlled that deters many filmmakers.  That said, there's definitely more than one way to get something done here, you have to think creatively about what you have and who you know, and decide which door to knock on--sometimes it's not the most obvious one.  

In China, isn't really easy to shoot an independent movie. Was it difficult to pitch the project and get a proper budget?

In some ways it's actually easier to shoot an independent movie in China--in our case for two reasons.  One, there's  no government subsidy or film funding body here, so right off the bat you're not expecting to walk the road of making applications and waiting for results.  You know that you're going to have to go private, whether that's through selling a kidney or finding sponsor companies.  So that forces you to act faster, because you aren't having to schedule in 6 months of waiting for funding decisions.

Second, we had an advantage that we were shooting on a RED camera, and RED hadn't yet become widely used in Chinese independent film circles; even now there are very few mainstream directors here working in RED.  This meant that we had a lot of people willing to work with us who would have otherwise not been involved, just because they wanted to gain some hands on experience with these new cameras.  I'm not sure we would have had the same draw elsewhere, since it seems everyone is shooting on RED nowadays.

The movie will be distribuited in China as well?

Though nothing's certain in filmmaking, I can't see "Red Light Revolution" not being distributed in China in some way, shape or form.  Especially as China ingests its movies through non-traditional media like the internet much more than we do in the West.  I have been asked repeatedly by Chinese viewers who've come across the teaser when they can see it in cinemas, and I'm currently talking with a few mainland producers about that possibility.

Someone once asked me, "Is China ready for this movie?" I think Chinese audiences are definitely more than ready for this movie, it's whether the bureaucracy is ready that's the question.  I won't deny it's a challenge, given some of the local requirements, but I believe a little bit of creative thinking gets you far, and maybe we'll even come up with a new method of distributing movies here along the way.

Collegamenti esterni: Facebook Fan page , Sam Voutas Blog