Battaglia per le case: le immagini

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titleGli abitanti di un quartiere difendono le loro abitazioni contro le squadre di demolizione armate di estintori.
Conflitti tra le squadre di demolizione e gli sfrattati capitano frequentemente in Cina. In passato sono avvenuti incidenti anche piuttosto tragici. I residenti spesso adottano misure estreme per proteggere le loro proprietà, come lanciare bombe fatte in casa contro le squadre di operai. Ma la strategia più comune è quella di resistere minacciando il suicidio: vivere o morire per la casa. Nel solo anno scorso, vi sono stati due casi di suicidi, due persone che si sono bruciate vive di fronte agli operai, per protestare contro gli iniqui risarcimenti governativi.

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Il 13 aprile, la scena ritratta nel video, è accaduta a Yangqing, nella contea omonima a Pechino, quando il governo locale ha imposto la distruzione la casa di Kang Shunqing. In passato l’area contava 603 residenti. Da settembre sono state abbattute più di 500 case, e al momento soltanto 26 abitazioni sono ancora lì. La casa del cinquantatreenne Kang Shunqing è una di quelle. Verso le otto del mattino, le squadre di demolizione inviate dalla municipalità locale sono arrivade annunciando l’uso della forza. Mentre le ruspe stavano cominciando ad entrare in funzione, la coppia dei Kang ha cominciato a difendersi. Ben presto si sono aggiunti i vicini per contrastare gli operai.

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Kang ha detto che all’inizio una dozzina di loro stava controllando la casa; la ruspa ha però fatto una breccia nel soffitto e nelle pareti, causando il crollo di alcune travi. Così le persone sono arretrate nella stanza nel retro. Poi, 7 o 8 uomini vestiti di nero, hanno fatto irruzione nell’abitato e hanno cercato di fare uscire i resistenti, senza successo. Per fermare la demolizione, gli abitanti hanno cominciato a lanciare bottiglie di birra.

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Verso l’una del pomeriggio, il numero delle persone vestite di nero è aumentato arrivando ad una ventina circa; tutti indossavano caschi da motociclista e avevano in mano estintori. La casa è stata circondata dagli uomini in nero. Hanno cominciato a sfondare le mattonelle, a rompere i vetri delle finestre e a spruzzare gli estintori da vari angoli verso l’interno della stanza. Gli abitanti asserragliati, hanno cominciato a tossire per la polvere secca e si sono coperti le mani e il naso con i loro vestiti. Alcuni degli assalitori hanno così cominciato a lanciare mattoni nella casa. Poi sono entrati e hanno malmenato la coppia dei signori Kang e i vicini. Sono sopraggiunti altri vicini che hanno soccorso la coppia ferita e sono rientrati nella casa.

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Ieri pomeriggio, un giornalista è giunto sulla scena. La casa era ormai in condizioni terribili. Kang Shunqing sedeva sulla porta, tenendo un bastone da passeggio ed era coperto di polvere secca. A quel punto le squadre di demolizione avevano già abbandonato la scena. La signora Kang giaceva a letto, gemendo continuamente. Sul soffitto c’era un buco gigantesco. Verso le sei di sera, le squadre di demolizione e lo staff governativo avevano lasciato la zona. Kang Sunqing è uscito fuori dalla stanza per ringraziare i vicini con inchini e strette di mano.

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Kang Shunqing ha detto che lo scorso settembre, il risarcimento veniva considerato con 2 nuove unità di case, ma loro avrebbero dovuto pagare ogni metro quadro per acquistarle. “Io sono una persona comune, non ho un lavoro, dove mai potrei trovare così tanti soldi?” Così si rifiutò di firmare l’accordo, finché non sono arrivate le squadre.

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Un portavoce della cittadina ha detto che si tratta del progetto di ricostruzione del vecchio villaggio. Dal momento che Kang Shunqing non era soddisfatto con la municipalità, si è rifiutato di traslocare. Hanno inviato numerose volte del personale per contrattare, ma senza risultato. Secondo il portavoce, l’ostinazione degli ultimi 26 abitanti, sta danneggiando il processo di trasloco delle altre 500 famiglie. Per l’interesse comune, hanno deciso di portare avanti la demolizione anche con l’uso della forza.

Fonte: Chinahush