Il Grande Buddha di Leshan

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titleA circa 130 chilometri da Chengdu giace da centinaia di anni il Grande Buddha di Leshan, ovvero uno delle più grandi e più belle statue in pietra del mondo. Alto 71 metri, il Buddha (dafo) seduto tra due pareti rocciose a precipizio, domina il paesaggio circostante con la sua mole maestosa e imponente. Davanti scorrono i fiumi Dadu e Min che confluiscono proprio in questo punto; innanzi alla statua si estende la cittadina di Leshan. Per entrare nello splendido parco bisogna pagare un biglietto di circa 80 RMB. Dopo avere costeggiato una stradina sterrata che serpeggia lungo i declivi della tenuta, finalmente scorgeremo dapprima la testa della statua, e poi l’intero maestoso corpo. Lo spettacolo che ci si para davanti è davvero da mozzare il fiato, specie se affronteremo le ripide scalinate che si snodano lungo i pendii rocciosi fino ad arrivare alla banchisa sottostante, da dove potremo ammirare il Buddha nella sua interezza.

La statua prende la forma del Buddha Maitreya o Buddha futuro. E’ ritratto a piedi nudi, con i lobi delle orecchie pronunciati e i capelli avvolti in un ciuffo a spirale. Sulla testa vi sono scolpite 1021 spire in pietra in foggia di capelli ricci. Il petto è esposto e le sue mani sono poggiate sulle ginocchia. Scolpito da un lato della collina Lingyun, con la sua testa al di sopra delle sommità dei pendii, la scultura fronteggia la celebre Emeishan, con i due fiumi che scorrono sotto i suoi piedi. Le rocce residue furono gettate nel fiume, ma erano così tante, che lo stesso letto del fiume fu modificato. Un sofisticato sistema di drenaggio delle acque è stato adottato all’interno della struttura e ad oggi funziona ancora. Include tubi di drenaggio ricavati in varie parti del corpo, per eliminare l’acqua di deposito. Quando il Buddha fu edificato, fu anche costruita una possente struttura in legno per proteggerlo dalla pioggia e dal sole. Questo “ombrello” però andò distrutto durante le guerre alla fine della Dinastia Yuan (1279-1368). Da quel momento la statua è rimasta esposta agli agenti atmosferici.

L’erosione ovviamente è la minaccia più consistente a questa meraviglia architettonica. Forti venti, piogge torrenziali e piogge acide negli anni hanno lasciato la loro invevitabile firma. Le spire di pietra sulla testa sono cadute, il naso si è inscurito e la faccia si è macchiata. Piante, funghi e muschio hanno cominciato a crescere nelle parti superiori del corpo, andando ad intaccare la pietra di cui è costruito. Infine le acque dei fiumi hanno cominciato ad erodere inesorabilmente le sue stesse fondamenta. Pertanto negli ultimi anni sono cominciati alcuni lavori di ristrutturazione, ma in scala ridotta e svolti con fondi privati. L’UNESCO pertanto ha offerto 8 milioni di dollari per la sua ristrutturazione, e il suo esempio è stato seguito anche dalla municipalità di Leshan, con una serie di misure che vanno da lavori di restrauro e pulitura della stauta, sino alla eliminazione di agenti inquinanti nelle acque del fiume. Se l’intervento dell’UNESCO non fosse arrivato in tempo, probabilmente il mostro dei fiumi avrebbe avuto la sua rivincita.

La leggenda

L’inizio dei lavori di questa imponente struttura sono cominciati nel 713 d.C. Secondo la leggenda , un mostro viveva nella convergenza dei due fiumi. Il mostro era causa di inondazioni e dell’affondamento di alcune imbarcazioni. Pertanto il Maestro Haitong, un buddhista del monastero di Lingyun, convintosi che una statua avrebbe protetto le barche e la cittadina, iniziò il progetto di costruzione racimolando i fondi necessari. Durante il primo anno di regno del primo Imperatore Tang, Xuanzong, cominciarono i lavori. Il saggio maestro, sperava che il Buddha avrebbe esorcizzato il mostro che infestava le acque dei fiumi. Al primo giorni di costruzione, un funzionario corrotto, cercò di ricattare Haitong per ottenere una parte dei fondi. Il maestro lo affrontò così: “Potrai cavarmi gli occhi dalle orbite, ma non potrai mai metter mano alle donazioni per il Buddha.” L’ufficale esplose in un accesso di collera e lo sfidò a mettere in pratica le sue parole. Il Maestro Haitong, allora, si strappò gli occhi e glieli consegnò. L’uomo fuggì in preda al panico e al terrore. Il Maestro morì a metà dei lavori. Wei Gao e Zang Chou, due suoi discepoli, continuarono il lavoro cominciato dal maestro. Dopo 90 anni di lavori, nel 803 finalmente il Grande Buddha giunse a conclusione, sotto il Regno dell’Impertaore Dezong.

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Il Grande Buddha di Leshan è la più grande rappresentazione in pietra del Buddha del mondo
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Il parco circostante è disseminato di splendide pagode, boschi di bambù, fiori e templi
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Foto: mckaysavage, Paul Banks, Flickr