Gli attacchi hacker a Google provengono da due universita’ cinesi

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googleSecondo gli investigatori del NSA i recenti attacchi a Google potrebbero essere stati lanciati da due università cinesi, una con collegamenti all’apparato militare. A darne notizia il New York Times. Se queste rivelazioni dovessero venire confermate da successive indagini, solleverebbero alcune ipotesi, alcune anche piuttosto suggestive.

1) Gli attacchi potrebbero venire dalla Cina, ma una seconda nazione avrebbe potuto cercare di addossare le colpe alla Cina. Secondo difatti gli agenti del NSA, uno degli attacchi potrebbe essere stato sferrato da un computer di un professore ucraino. Le scuole sarebbero state soltanto dei proxy.

2) Il governo cinese avrebbe sferrato l’attacco volontariamente utilizzando le scuole come base.

3) Si tratta di un gruppo di giovani studenti patrioti. I giovani hacker patrioti sarebbero stati utilizzati più volte per colpire dei bersagli.

Le due università interessate sono la Shanghai Jiaotong e la Lanxiang Vocational School. La Jiaotong è dotata di uno dei programmi scientifico informatico più evoluti nel territorio cinese. Solo poche settimane fa, sempre secondo il NYT, i suoi studenti avevano vinto una competizione di programmazione organizzata da IBM dall’evocativo nome “Battle of the Brains”, battendo Stanford e altre preminenti scuole internazionali. La Lanxiang, nello Shandong, è una scuola allestita con il supporto militare e che fornisce scienziati per l’esercito. Il network della scuola inoltre sarebbe stato programmato da una compagnia con legami stretti con Baidu, il principale competitor di Google nel paese asiatico.

Nel frattempo le opinioni degli esperti di sicurezza differiscono su molti punti. Secondo alcuni le scuole non sono altro che coperture per il lavoro sporco del governo. Ma sta prendendo piede anche l’ipotesi che tutta questa vicenda non sia altro che un abilissimo lavoro di intelligence di un terzo paese. Secondo altri tutta questa storia nasconderebbe gli intenti di una grande multinazionale del crimine intenta a sottrarre brevetti e proprietà intellettuali americane.

Contattati dai giornalisti, i portavoce delle università hanno negato di essere a conoscenza delle recenti indagini che vedevano coinvolti i loro istituti in un gigantesco affare internazionale. Secondo però una fonte anonima all’interno dell’Università, un docente raggiunto telefonicamente dai giornalisti, la cosa non sarebbe stupefacente, in quanto i loro studenti per mettere alla prova la loro abilità, spesso si dilettano nell’hackerare siti stranieri. Secondo questa fonte anonima due sarebbero le possibilità: o si tratta di giovani nerd della scuola intenti a sperimentare qualche nuova tecnica andati un po’ troppo in là, oppure di un attacco hacker esterno che ha colpito gli indirizzi IP universitari, cosa che accade frequentemente, sempre secondo il professore.
Secondo altri docenti però il livello degli studenti non sarebbe tale da concedergli una così approfondita conoscenza da potere bucare così facilmente le difese di Google e di tante altre aziende.