Bocciate le richieste della Cina al WTO: addio China Film Group Corp?

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chinafilmgroup Storica decisione dell’Organizzazione Mondiale per il Commercio che lunedì ha cestinato l’appello cinese sulle decisioni prese in agosto dal WTO contro le restrizioni di Pechino sulla distribuzione di film stranieri, che sarebbero dovuti essere monopolio esclusivo di China Film Group.  Una sentenza importante che potrebbe cambiare tutto.

E’ forse la più grossa sconfitta in ambito economico incassata da Pechino da tanto tempo a questa parte. Nonostante le sue generose dimensioni, il mercato cinese rimane uno dei meno profittevoli per Hollywood e per l’intera film industry in generale. La Cina difatti permette solo che venti blockbuster stranieri possano essere distribuiti nell’arco di un anno nel territorio. Inoltre, i music store tanto popolari in occidente come quello di Apple, Itunes, sono sostanzialmente illegali. “Le compagnie americane, così come i loro dipendenti, rappresentano il non plus ultra di quest’industria, e meritano tutte le possibilità per competere sotto le regole dettate dal WTO”, ha detto Ron Kirk, il rappresentante americano al WTO. “Ci aspettiamo che la Cina risponda prontamente a queste richieste e si adegui”. La Cina da adesso ha un anno per adeguarsi alle regole del WTO, e non può più appellarsi. Se non lo farà, gli Stati Uniti hanno il diritto di imporre sanzioni equivalenti alle perdite alla Cina, nel settore della musica, dei film e dei videogiochi. Le perdite per l’economia americana, ammonterebbero ormai a miliardi di dollari.

Da parte sua, Pechino si è trincerata dietro un silenzio imbarazzante e si rifiuta di commentare la notizia. Sono state buttate al macero le motivazioni avanzate da Pechino di non liberalizzare il settore per “motivi morali”, che pertanto fino ad oggi concedeva al governo cinese di monopolizzare e cannibalizzare il settore da un lato, e di imporre forti restrizioni su tutti contenuti considerati deliberatamente pericolosi. Il futuro di China Film Group Corp. pare così segnato.  Secondo però la Motion Picture Association of America, la decisione del WTO non toglie il limite dei 20 film all’anno, così non necessariamente avverrà un’invasione di film americani.

Lunerdì è stato un giorno nero per la Cina al WTO. Difatti l’Organizzazione Mondiale per il Commercio ha accolto di esaminare le richieste avanzate da Unione Europea, Messico e Stati Uniti contro le misure artificiose adottate da Pechino per abbassare i prezzi di materie prime come bauxite, carbone e magnesio, in violazione agli accordi internazionali.

Una curiosità: il chingenglish non ha non risparmiato il sito ufficiale del China Film Group Corporation. Nel logo ufficiale difatti Film è scritto FIim …

Fonte: The Wall Street Journal