I contadini cinesi coltivano case invece di cibo

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titleIl fenomeno dell’abusivismo edilizio come arma di ricatto verso lo sviluppo economico in Cina (ovvero, non tutto è come sembra).

Qualche giorno fa è comparsa un’immagine fortemente emotiva, dove veniva ritratta una donna disperata circondata da un folla di poliziotti. Che cosa simbolizza questa foto? Perché quella povera donna è circondata da decine di poliziotti in assetto da guerra? Il 17 dicembre, il governo di Wuhan ha inviato 800 agenti per demolire 40.000 metri quadrati di case abusive vicino al cantiere della stazione di Huangshi.

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Che cosa vuol dire “coltivare case”?

Questo è un’altro di quei fenomeni tipicamente cinesi, che si è sviluppato vertiginosamente nell’ultimo biennio, parallelamente ad una economia in crescita eccezionale. Autostrade, infrastrutture, ferrovie e aeroporti vengono costruiti ad ogni angolo del paese, per soddisfare la domanda di modernizzazione del paese. I villaggi dei contadini spesso si trovano proprio lungo i tragitti progettati dal governo. Generalmente il governo paga un risarcimento per ogni casa espropriata pur di completare il progetto. Questo ha portato i contadini ha costruire ovunque nelle zone rurali (e non solo) in Cina. Alcune hanno ottenuto i permessi governativi, ma la maggior parte sono illegali e contro tutte le norme di sicurezza. Quando gli agricoltori hanno cominciato a costruire le case nei campi, è nato così il detto su i contadini che stanno “coltivando case” anziché cibo.

Perché “coltivano case”? La risposta è semplice, per guadagnare un buon profitto a tempo debito. Ammettono di fatto di “giocare d’azzardo sullo sviluppo”. Dal momento che le compensazioni sono standardizzate, la cifra che riceveranno è doppia rispetto a quella investita per le loro case. Ancora maggiore se gli edifici sono stati tirati su con materiali scadenti e in fretta.

Una domanda però a questo punto sorge spontanea. Ma se queste case sono state edificate illegalmente, il governo non potrebbe semplicemente abbatterle senza alcun risarcimento? La risposta spiazzante è, sì, il governo può abbattere senza alcuna compensazione le case abusive. Ma allora perché i contadini si ostinano a costruirle?

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Ovviamente, se tutto fosse così semplice, oggi non staremmo a parlare di questo fenomeno. I contadini, grazie alla loro tenacia, sfruttano i punti deboli dei governi locali per vincere le loro battaglie. Il governo generalmente invia una squadra di demolizione sul posto per far piazza pulita degli edifici abusivi. Dal momento che queste case sono costruite con materiali poveri e talvolta con fango al posto della calce, i contadini le riescono a ricostruire nel giro di una notte. Il giorno successivo la situazione è ritornata al punto di partenza. E’ come tagliare l’erba del giardino, ricresce subìto. Se una casa abusiva non è abbattuta in tempo, nel giro di pochi anni, le nuove case diventano anzitempo vecchie. Non solo è la casa di un agricoltore, ma fa anche parte di un intero complesso edilizio abusivo. Nel tempo si sviluppano così strade, mercati e altre attività comemrciali, radicalizzandosi sul territorio. Abbattere interi quartieri non è più facile come un tempo. Così, pur di completare i lavori, vengono elargite compensazioni. Il ricatto ha funzionato ed è diventato un dato di fatto. I contadini utilizzano anche altre strategie, come prima costruire e poi chiedere i permessi, oppure costruire sopra edifici legali già esistenti. Alle volte costruiscono un secondo o un terzo piano su edifici predisposti per uno, finché le fondamenta tengono. E naturalmente c’è sempre tanta corruzione. In alcune cittadine persino i funzionari locali “coltivano case”. Ottenere poi i permessi è solo questione di guangxi (conoscenze) e bustarelle.  Ma non tutti i contadini riescono ad arricchirsi felicemente “coltivando case”, ecco perché questa pratica viene definita come un gioco d’azzardo sullo sviluppo. Ogni tanto sono i contadini a perdere; talvolta i governi inviano veri e propri eserciti per demolire le case.

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Ma torniamo alla news:

Il 17 dicembre, la città di Wuhan ha organizzato una squadra di 800 agenti per demolire 40.000 metri quadrati di costruizioni abusive. Una contadina che protestava è stata bloccata dai poliziotti.

I mattoni delle case “piantate”, come dicevamo, spesso sono cementati con il fango. Secondo gli esperti, questo fenomeno è chiaramente motivato dai profitti, ad ogni modo esiste una seconda ragione più profonda. E’ la paura di perdere tutto a causa di qualche progetto governativo. Pertanto la soluzione al problema potrebbe essere una pianificazione intelligente delle risorse. Ovvero prima si cerca di trovare un nuovo posto di lavoro per le masse contadine, e in secondo luogo si procede con i trasferimenti di intere comunità. Recentemente un lettore ha notato che qualcuno stava cominciando a costruire di notte vicino alla periferia della stazione dei treni di Wuhan. Più tardi, il nostro lettore è ritornato sul sito di costruzione. C’erano 30 operai indaffarati a costruire e a trasportare mattoni. Tutto intorno c’erano altre 7 o 8 nuove case, costruite da pochissimo. Un operaio, che ha vissuto per quasi trent’anni nel quartiere, ha detto che nell’ultimo periodo si sono diffuse le voci che la zona presto sarebbe stata interessata da un intervento di recupero governativo. Ecco allora che le squadre dei contadini nottetempo hanno cominciato a “coltivare case” nei campicelli e orti del quartiere. Fatte di mattoni rossi, le finestre e le porte costituite da pattumiera raccatata in giro.

Fonti: chinahush, netease

http://www.chinaelections.org/newsinfo.asp?newsid=80592
http://www.jilin168.com/html/news/53.htm
http://news.cnhubei.com/ctdsb/ctdsbsgk/ctdsb07/200910/t829076.shtml