Dall’oro nero all’oro verde: sogni, pragmatismo e business dalle campagne dello Shanxi

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Reportage esclusivo: Il progetto di riforestazione dello Shanxi, la più inquinata provincia cinese, nei piani di un visionario imprenditore.

Yanluoping è un villaggio di contadini a due ore dalla città di Changzhi, nello Shanxi, l’inquinata patria del carbone cinese. I proprietari delle miniere della regione sono le icone della ricchezza sfrenata in Cina: si danno alla bella vita, girano in suv, comprano lotti di case a Los Angeles, si spappolano i reni a suon di prezzolate avventure sessuali. I contadini dello Shanxi invece non se la spassano un granché: l’ultima stagione è stata arida, il raccolto scarso, le entrate ridotte all’osso.

Yanluoping è anche il paese d’origine di Yuan Zhao, un imprenditore con basi a Beijing, Taiyuan e Hong Kong. Mr Yuan è un personaggio piuttosto sui generis: si occupa di finanza e di futures, ma da sempre ha il pallino della filosofia, della psicologia e della pedagogia. Non è quasi mai uscito dalla Cina ma nelle riunioni con i suoi traders cita Kant, Hegel, Freud, Piaget, Melanie Klein e molti altri illustri stranieri. Da Yanluoping comincia la sua “climate revolution”: nella sgangherata scuola del villaggio, davanti a una classe di contadini, Mr Yuan racconta, spiega, traccia grafici sulla lavagna. La sua idea imprenditoriale è un mix di eco-business, amore per la sua terra e velleità utopico-rivoluzionarie. I contadini probabilmente non ne colgono tutti gli aspetti ma tra chi sgranocchia noccioline e semi di girasole c’è qualcuno che ascolta attentamente la sua presentazione e fiuta delle concrete possibilità di guadagno.I contadini locali vivono di mais, dal quale si ricavano 600-700 yuan all’anno per mu (666mq) di terreno. Molti di loro non arrivano nemmeno a possedere 5 mu, pertanto non c’è da sorprendersi se le loro condizioni di vita non sono idilliache. Come se non bastasse sono le vittime in prima linea del riscaldamento globale, nei suoi risvolti meno idealistici e più concreti: siccità = fame.

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Un modello di business innovativo

La soluzione di Mr Yuan e del suo Changjiu Forestry Development Program: partire dal villaggio di Yanluoping per convertire le aree agricole in foreste. Com’è possibile?
Mr Yuan sta facendo un tour alla Al Gore nelle scuole di campagna per presentare un progetto che triplicherà in pochi anni il reddito dei contadini, migliorerà la qualità dell’ambiente in una regione martoriata dall’inquinamento, trasfigurerà i contadini locali da vittime ad attivi oppositori del “global warming”. La proposta di Mr Yuan è di arrivare a un accordo con i contadini affinché gli concedano l’uso delle loro terre per convertirle in foreste mangia-CO2. In cambio, l’azienda di Mr Yuan è pronta a investire per garantire ai contadini uno stipendio annuale più alto di quello attuale e per impiegarli nella cura delle nuove aree verdi.

Tutto ciò sarà possibile solo con il consenso della popolazione locale e avrà implicazioni piuttosto interessanti per lo sviluppo di quest’area.
Il legname e la vendita di alberelli rendono più del mais, il lavoro di manutenzione delle foreste è meno faticoso ed esposto ai rischi metereologici che la coltivazione. Il reddito dei contadini aumenterà progressivamente – e permetterà loro di trasferirsi in zone più agiate e di migliorare la qualità della propria vita. Allo stesso tempo la riforestazione migliorerà la qualità dell’aria. Nei suoi sogni Mr Yuan ambisce a convertire la zona in una campagna europea nella quale le comunità agricole sono concentrate in zone ben servite, dove l’agricoltura è ottimizzata dall’automazione e le colline circostanti sono ricoperte di verdi foreste.

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E’ solo il progetto utopico di un filantropo?
{xtypo_quote_right} Senza esperienza, non è possibile conoscere nulla adeguatamente {/xtypo_quote_right}C’é senz’altro molto trasporto emotivo nelle parole di Mr Yuan, che immagina un futuro diverso per la terra della sua infanzia. E’ peraltro vero che senza profitti persino i sogni sono difficili da realizzare, e quanto ad affari Mr Yuan è tutt’altro che uno sprovveduto. Oltre alla soddisfazione di fare qualcosa per il globo e per la sua terra, le possibilità all’orizzonte per trasformare l’impresa in una cash-cow sono: la conversione dei terreni al commercio di legname, la possibilità in futuro di entrare nel mercato del carbon trading vedendo la capacità di assorbimento di CO2 delle nuove foreste, la gestione della migrazione dei contadini e quindi la possibilità di entrare nell’iper-redditizio settore real estate, la possibilità di reinvestire i proventi nello sviluppo di un’agricoltura industrializzata, che ottimizzi l’uso dei terreni.

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Insomma, si tratta di un eco-business innovativo che concilia sostenibilità ambientale e sociale e redditività. Se l’ardua impresa riesce, allora Mr Yuan estenderà il progetto a tutto lo Shanxi e poi alla Cina intera, avrà l’appoggio delle autorità locale e persino della comunità internazionale. Certo, come ammette Mr Yuan, al momento non esistono analoghe esperienze di successo, ma lui ce la metterà tutta.
Nella scuola di Yanluoping, davanti al suo uditorio di contadini legge una citazione di Bacone, affissa al muro della classe: “Senza esperienza, non è possibile conoscere nulla adeguatamente”.
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Nota: A breve il progetto avrà uno spazio dedicato all’indirizzo www.climate-rev.org