Il mercato dell’antiquariato in Cina

Una guida per affrontare e capire il mercato dell'antiquariato in Cina

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titleCome muoversi e a chi rivolgersi per evitare di acquistare falsi. di Bruce Leimsidor

Il mercato dell'antiquariato in Cina

Il mercato dell'antiquariato in Cina è stato a lungo afflitto da un grado di  contraffazione decisamente maggiore rispetto ai mercati occidentali, ma la situazione in Cina nell'ultima decade è precipitata. A parte l'enorme numero di falsi che raggiungono il mercato, l'industria di contraffazione di antiquariato cinese si è sviluppata ad un punto tale che è in molti casi assolutamente impossibile riconoscere un vero da un falso senza l'ausilio di analisi di laboratorio. I materiali come le argille, gli smalti, e le tecniche a fuoco sono ben conosciute e facilmente riproducibili. Alcuni falsi sono addirittura cotti usando gli stampi originali in copie esatte dei forni arcaici. Per gli oggetti in bronzo, le forme possono essere riprodotte dai pezzi autentici.

mercato antiquariato in Cina
La guida al mercato dell'antiquariato in Cina

La colata è chimicamente identica al modello originale; patine assolutamente convincenti possono essere applicate sulle superficie, qualitativamente ben distanti dalle pellicole verdastri che vengono spruzzate sulle imitazioni in bronzo più economiche. La giada può essere scolpita utilizzando strumenti e tecniche arcaiche e in seguito trattata con soluzioni chimiche per produrre patine di buona fattura. La ragione principale per l'esplosione dei falsi nel mercato dell'antiquariato cinese è da ricercarsi nell'improvviso miglioramento delle condizioni di vita generali della popolazione e nel conseguente aumento dei collezionisti, molti dei quali ampiamente inesperti. In Cina esiste una lunga e ben radicata tradizione di collezionare oggetti d'arte o di antiquariato. L'abilità di un uomo di dare vita ad una collezione di ceramiche antiche, bronzi, giade o dipinti è una via importante per rafforzare il proprio status nella società cinese.

mercato dell'antiquariato in Cina
 ll principale mercato al dettaglio di oggetti d'antiquariato si trova a Pechino

Una tattica utilizzata dagli antiquari è quella di ammettere che alcuni dei pezzi nel negozio sono dei falsi in modo tale da instillare fiducia nel compratore dimostrando la propria onestà 

Perciò, il numero di collezionisti è cresciuto in maniera selvaggia. A differenza di venti anni fa, quando il mercato era determinato dagli occidentali e dai cinesi espatriati, al giorno d'oggi,  il mercato internazionale degli oggetti di antiquariato cinese è guidato dai nuovi compratori cinesi, che non solo sono inesperti, ma anche operano con seri svantaggi paragonati ai compratori occidentali.

In Occidente, la maggior parte dei pezzi di una certa importanza che risalgono alla Dinastia Tang (618 – 907 dC) o a periodi precedenti, vengono analizzati tramite dei test in laboratorio che possono stabilire, con un errore di 200 anni, la data di cottura. In Cina, ad ogni modo, questi test sono ancora piuttosto rari.

Il motivo di questa situazione può essere ricercato nel costo relativamente alto di queste analisi e nella difficoltà di trovare personale affidabile. Dunque, il mercato cinese conduce trattative senza basarsi sui test di laboratorio, anche per i pezzi più costosi. Per quanto possa risultare paradossale, è più difficile vedere pezzi autentici in Cina piuttosto che in Occidente. I musei cinesi possiedono immense collezioni, ma generalmente preferiscono mostrare al pubblico solo gli oggetti più spettacolari e quindi atipici, di fatto frustrando le ambizioni di un nuovo collezionista, che così è impossibilitato a visionare esempi tipici di buona qualità e fattura di un determinato periodo storico, per capire come un tale  pezzo dovrebbe realmente apparire.

mercato dell'antiquariato in Cinall principale mercato al dettaglio di oggetti d'antiquariato si trova a Pechino

Musei come il Victoria and Albert (Londra) e lo Smithsonian (USA), le cui mostre hanno una funzione didattica e offrono al visitatore una visione dettagliata e enciclopedica di un certo periodo storico o di un certo tipo di arte, semplicemente non esistono in Cina.

Questa politica risulta pertanto deludente dal punto di vista dei visitatori più informati, ma anche abbastanza inutili per i novizi. Pertanto un nuovo collezionista, se non ha la possibilità di viaggiare all'estero, non può che dipendere dai libri e da ciò che gli viene detto dall’antiquario.

Il numero di collezionisti non solo ha permesso al mercato di essere invaso da una quantità di falsi, ma anche ha determinato un'impennata dei prezzi, tanto che, sempre più spesso, il prezzo che raggiunge un pezzo in Cina è considerevolmente più alto di quello nei mercati di Londra o New York. Se è generalmente vero che spesso il prezzo di prodotti d'arte o di antiquariato è più alto nel paese d'origine, la situazione sta assumendo aspetti essaggerati in Cina, con valutazioni doppie o triple rispetto agli equivalenti oltreoceano.

Chi frequenta le aste d'antiquariato in Europa o in America non può non aver notato la presenza costante di gruppi di compratori cinesi ansiosi di concludere qualche affare per ricavare un cospicuo profitto in Cina, grazie all'inesperienza di ricchi acquirenti.

Questa notizia sconfortante non vuole dire, ad ogni modo, che il collezionista incallito non può indulgere nella sua passione in Cina. Al momento vi sono centinaia, se non migliaia di scavi archeologici nel paese. Benché questi lavori siano tutti finanziati e controllati dal governo, un buon numero di pezzi riesce ugualmente a raggiungere il mercato dell'arte. Per i collezionisti che non hanno accesso diretto alla sorgente dei rifornimenti, l'unica opzione disponibile rimane il mercato al dettaglio, che essenzialmente può essere ridotto ai tre centri d'antiquariato e all'adiacente mercato delle pulci, a Pechino.

Il più importante mercato cinese è senza dubbio quello della capitale difatti, e non molto è disponibile nelle città di provincia, anche se talvolta alcuni di questi centri possono essere più vicini agli scavi originali. Il problema è perciò non dove, ma come e cosa comprare.

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Bassorilievo in bronzo di un dragone cinese.
L'unico modo per evitare colossali truffe è quello di mettersi nella posizione del falsario

Una regola cardinale per gli acquisti di pezzi di antiquariato può essere: evitare gli spettacolari pezzi di qualità da museo. Tenete a mente che la maggior parte dei pezzi autentici disponibili in Cina sono filtrati nel mercato dagli scavi finanziati dal governo. Il governo cinese è ovviamente a conoscenza di questo illecito traffico di pezzi di antiquariato ma, a meno che il pezzo non sia di una qualità artistica straordinaria e in uno stato ottimale, e quindi un possibile tesoro nazionale, i funzionari sono più che disposti a chiudere un occhio.

Se il pezzo è davvero eccezionale è piuttosto probabile che attragga l'attenzione delle autorità. L'ultima cosa che un antiquario sano di mente farà, sarà quella di esporre un pezzo autentico di gran rarità e valore artistico nel suo negozio, a meno che non sia in grado di dimostrare che il pezzo è stato acquistato al di fuori della Cina. In quest'ultimo caso, il prezzo sarà senz’altro più alto in Cina di quello che aveva raggiunto nell’estero. Ammettendo che pezzi di qualità superiore possano essere acquistati in Cina, questo genere di trattative avverranno a un livello strettamente privato tra collezionisti fidati e venditori vicini alla fonte originale: tali pezzi non arriveranno mai al mercato pubblico.

Ma benché sia possibile avere accesso a questo mercato privato, ci si potrebbe ugualmente imbattere in pezzi falsi a prezzi ancor più alti del mercato in occidente. Ricordatevi che per un falsario fabbricare un pezzo falso spettacolare o uno meno appariscente costa lo stesso sforzo, ma il pezzo falso da museo arriverà sul mercato ad un prezzo ancor più pompato. Quindi, se si hanno le possibilità finanziarie per acquistare pezzi originali di qualità da museo, da un punto di vista economico e da quello dell'autenticità, è meglio rivolgersi ai mercati internazionali.

E tenete anche bene a mente che solo perché un pezzo è autentico, non richiede necessariamente un prezzo superiore, giacché il concetto di produzione di massa in Cina è ben radicato sin dai tempi della dinastia Song (960 – 1279). Ogni giorno le fornaci dell'epoca producevano pezzi non solo per il mercato cinese, ma anche per molti posti nel Sud Est Asiatico.  Non richiede una grande esperienza distinguere questi pezzi; comprateli come souvenir o come regali per i vostri amici e parenti a casa, e non pagate più di quanto richiede un modesto pranzo in un ristorante di Pechino.

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Un mercato dell'antiquariato a Kunming, Yunnan.

A caccia di pezzi originali

Talvolta è meglio rivolgersi al mercato occidentale, dove si possono richiedere documenti certificati sulla provenienza e test di laboratorio.

I più astuti cacciatori di antiquariato che si aggirano a Pechino spesso evitano accuratamente anche i pezzi più di moda, giacché stimolano la produzione di falsi, benché non siano di qualità di museo. Ad esempio, le raffigurazioni in ceramica della Dinastia Tang, come i cavalli, i cammelli, e le “donne grasse” e le ceramiche della Dinastia Song come piatti e tazze, specialmente quelli provenienti dai forni di Yao Zhou, Ting e Jun, raggiungono prezzi decisamente alti, anche se sono piuttosto semplici, attirando pertanto l'attenzione dei falsari.

Come per i pezzi da museo, è meglio rivolgersi al mercato occidentale, dove si possono richiedere documenti certificati sulla provenienza e test di laboratorio. Questi sono pezzi costosi e in Cina il rischio di imbattersi in falsi è semplicemente troppo elevato. Le eccezioni a queste regole sono le ceramiche decorate blu e bianche, molto di moda, provenienti dalle dinastie Yuan, Ming e Qing, e le figure Dehua  blanc de Chine.

Difatti, mentre per realizzare un falso di un cavallo Tang indistinguibile ad occhio nudo da uno autentico ci vuole soltanto impegno e competenze tecnologiche,  creare un intricato dipinto Yuan o Ming blu e bianco, richiede non solo le competenze tecnologiche, ma anche un talento pittorico notevole. Sul mercato ovviamente si possono trovare una quantità di falsi di questo genere di produzioni, ma un occhio attento sarà in grado di distinguere un falso. Ma questo non è un campo per i dilettanti; i prezzi sono abbastanza alti, così è meglio sapere cosa si sta facendo prima di cimentarsi. Un'altra tattica che un compratore cauto può usare per aumentare le sue possibilità di comprare pezzi originali è quella di acquistare oggetti non in buone condizioni, anche rotti o riparati, ma ancora con valore storico o estetico.

Un collezionista cinese tradizionale generalmente rifiuterà ciò che non è in perfette condizioni a meno che non sia eccezionalmente raro e prezioso. I prezzi di questi pezzi dovrebbero essere pertanto considerevolmente più bassi, generalmente potrebbero essere disponibili a meno della metà di un pezzo equivalente intatto. Ma il pregiudizio cinese verso i pezzi rotti e restaurati potrebbe mutare con il crescere della domanda, e i prezzi, di conseguenza, salire. Fatte queste considerazioni, va da sé che un venditore disonesto potrebbe tranquillamente rompere e conseguentemente riparare un oggetto ben falsificato, ricreando l'illusione dell'autenticità.

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Un piccolo negozio di antiquariato a Beijing.

Tecniche di vendita

I venditori cinesi sono naturalmente ben più consapevoli che i compratori sofisticati sono più cauti e sanno bene che le migliori contraffazioni non possono essere identificate con la sola osservazione. Per vendere un pezzo perciò sanno che devono costruirsi una credibilità. Spesso vi capiterà di sentirvi dire che loro stessi provengono dalla regione degli scavi e sono in possesso di dettagli riguardanti i lavori di scavo, millantando collegamenti privilegiati con la fonte di provenienza. Ma la loro origine certamente non è garanzia sufficiente di originalità.

Vi potranno mostrare frammenti in modo tale da permettervi di fare dei paragoni con gli smalti e le argille che stanno cercando di proporvi; ma ovviamente i cocci potrebbero essere falsi loro stessi. Una tattica universalmente utilizzata dagli antiquari è quella di ammettere che alcuni dei pezzi nel negozio sono dei falsi (ma non, senz’altro, quello che ha in mente vendervi!), in modo tale da instillare fiducia nel compratore dimostrando la propria onestà.

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Piccoli oggetti, statue in ceramiche, bronzi, vasi, in vendita in un negozio di Beijing.
Il mercato internazionale degli oggetti di antiquariato cinese è guidato dai nuovi compratori cinesi, che non solo sono inesperti, ma anche operano con seri svantaggi paragonati ai compratori occidentali

Persino un compratore con esperienza, messo di fronte ad un pezzo davvero desiderabile, a un prezzo ragionevole, ma senza la certezza di autenticità, può, in preda alla disperazione, essere vittima di queste tattiche; ma se il venditore esagera, non può che rafforzare i sospetti dell'acquirente che giunge alla facile conclusione che tutti i suoi pezzi sono falsi. Le conclusioni sono ambedue sbagliate. Difatti il venditore potrebbe davvero essere in possesso di pezzi autentici.

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Un set di ceramiche da the

Per la verità, probabilmente l'unico modo per evitare colossali truffe è quello di mettersi nella posizione del falsario. Tenete presente, che non mi riferisco alle ovvie e malfatte contraffazioni disponibili sul mercato, ma a quelle ben più raffinate e che possono mettere in crisi anche un collezionista esperto. Il falsario generalmente compie una scelta basata sulla domanda per un dato pezzo, sugli sforzi e le spese per la fabbricazione e sul profitto che ne può ricavare. In breve, un falsario non tende a contraffarre oggetti di modesto valore se con lo stesso impegno e spesa può ricavare 50 volte tanto. Mentre si esamina un pezzo, se gli occhi non possono dare una mano, forse un po' di logica può aiutare.

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Una via dell'antiquariato
In molti casi è impossibile riconoscere un vero da un falso senza analisi di laboratorio

BIOGRAFIA di Bruce Leimsidor

Bruce Leimsidor è professore presso l'Università Ca' Foscari di Venezia. Ha viaggiato frequentemente in Asia e Africa e da anni è collezionista di arte cinese, tribale, e europea. E' specialista delle epoche Han e Song.