Documentario in cerca di produzione

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Un interessante progetto documentario di Alessandro De Toni e Lorenzo Cioffi, che concilia l’esperienza umana di un immigrato cinese in Italia con la scoperta del mondo della Medicina Cinese e della riflessologia plantare.

Sinossi

La storia di Guoqing è la storia di un percorso di realizzazione compiuto da un uomo puro. Guoqing arriva in Europa per diffondere la riflessologia. La sua vicenda personale diventa una parabola sui principi della medicina cinese: come Guoqing persegue i suoi obiettivi attraverso una vita condotta con rettitudine e intransigenza, così la sua terapia presuppone che la salute e la longevità siano la meta di una disciplina quotidiana del corpo

Guoqing, medico e immigrato; la prima parte del documentario ne racconta gli incontri con i clienti, i momenti di gioia e di solitudine. La stretta delle sue mani, la tenacia delle sue convinzioni, la disciplina della sua vita quotidiana lo portano a ottenere il permesso di soggiorno. La voce narrante di Alessandro, amico fraterno, punteggia il suo cammino, fino alla regolarizzazione e al ritorno in Cina. Nella seconda parte del film, la voce di Guoqing evoca i ricordi del “periodo italiano” e accompagna le immagini del suo viaggio: Tianjin, la sua città natale, la sua famiglia, il viaggio in Tibet per ringraziare il lama che gli predisse il futuro. In Italia come in Cina, il cammino di autorealizzazione è un percorso intrapreso in solitudine, guidato da principi saldi e immune dalle distrazioni e dalle complessità di un mondo che spesso appare estraneo e incoerente. Solo grazie alla conoscenza della via e alla virtù, che consiste nel rispettare ciò che è necessario fare, è possibile raggiungere i propri obiettivi.

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Trattamento
Il documentario comincia quando Guoqing comincia ad essere “riconosciuto”. I pazienti sono aumentati. La riflessologia è apprezzata. I soldi non sono più un problema da tempo. Mancherebbe solo il permesso di soggiorno. Intanto, la voce fuori campo di Alessandro ripercorre il percorso fin lì compiuto da Guoqing e con esso la storia della loro amicizia. Dopo tanto penare, Guoqing ottiene il permesso di soggiorno. Ora può dirsi soddisfatto. Da solo, con quel corpo minuto e quelle mani tenaglia ha costruito tutto questo. E’ il momento di tornare a salutare la sua famiglia in Cina e andare a Lhasa per ringraziare il monaco che gli predisse un futuro in Italia.
Qui finisce la prima parte.

Nella seconda parte la voce narrante è quella dello stesso Gq che riflette sulle esperienze e gli incontri che lo hanno portato a ottenere il permesso di soggiorno. Le immagini raccontano il suo ritorno a Tianjin. Alla stazione dei treni, attorniato da una folla estranea, Guo Qing affronta il primo impatto con la sua città natale dopo cinque anni in Italia: una selva di nuovi grattacieli svettano aldilà del fiume Haihe, avvolgono ciò che resta dell’ex concessione italiana, densa di ricordi della sua infanzia. Qui incontra l’anziana madre, i suoi famigliari. Torna a casa da vincitore, festeggiato con affetto dagli amici e parenti, impegnato tra pranzi e cene, in una vita che ormai ha lasciato da tempo, che oggi guarda con gli occhi della sua emancipazione. Le giornate passate intorno a un tavolo, l’ozio, gli agi e la stabilità che ha abbandonato per mettersi alla prova in Europa, gli sono estranee quanto lo furono al momento della sua partenza. Non si fermerà a Tianjin: è solo una tappa, un tributo ai suoi affetti e al suo passato. Se in Italia ha realizzato le sue ambizioni professionali ora è tempo di fare qualcosa per il proprio spirito.
Ancora una volta lascia la sua casa, lascia alle spalle agi e stabilità per realizzare un sogno personale. Parte verso Lhasa e le montagne del Tibet, lontano da tutto ma vicino alla fonte di saggezza che lo ha sostenuto e lo sostiene nel suo cammino. Nei volti e negli incontri che il nuovo viaggio gli riserva riaffiorano nella voce di Guo Qing memorie dell’esperienza in Italia: la sua esperienza di emigrante per scelta e non per necessità, gli amici italiani, le sue convinzioni, la distanza che ormai lo separa dal suo paese, dal suo passato. Sotto il cielo blu dell’altopiano tibetano, da solo tra la folla di pellegrini, Guo Qing si fa strada sulle scale del Palazzo del Potala. Fine.

Note di regia
La macrostruttura del documentario prevede una struttura simmetrica composta da una prima parte italiana e una seconda parte cinese.  Nella prima parte la vita di Guoqing a Milano è accompagnata dalla voce off di Alessandro. Nella seconda parte in Cina la voce off è dello stesso Guoqing che ricorda la sua vita familiare prima di emigrare e l’esperienza italiana.  Voce e immagini non hanno mai un rapporto diretto: la voce non descrive la scena piuttosto intrattiene con questa una relazione fatta di rimandi di “senso”. La voce ha una funzione più connotativa che denotativa. La struttura simmetrica del documentario corrisponde all’equilibrio interiore del protagonista ed è funzionale all’approccio da “favola morale” del film, così come con il parallelismo tra la vita di Guoqing e i principi della riflessologia. Il punto di vista del film coincide con quello di Alessandro, prima voce narrante e co-protagonista del documentario: lo sguardo di un occidentale, partecipato ma anche incapace di disfarsi completamente del proprio scetticismo. Talvolta, l’impossibilità per Alessandro di aderire completamente alle convinzioni assolute del suo amico cinese genera una distanza ironica. Questa prospettiva porta ad una meccanismo di avvicinamento e allontanamento tra Alessandro e Guoqing, tra il film e il suo eroe, che permette la variazione di tono del racconto, dal drammatico fino al comico. L’approccio visivo è basato sulla “scena” (Guoqing dal paziente, Guoqing in montagna, Guoqing conversa con Alessandro) ripresa con le modalità prossime al cinema diretto: macchina a mano, prossimità ai soggetti filmati e invisibilità della camera. La situazione di default consiste nella dinamica del rapporto tra Guoqing e Alessandro, il primo intento a mostrare, prima di tutto con l’esempio, “la vie e la virtù”, il secondo attore e narratore, partecipante e distaccato, si pone come intermediario implicito per lo spettatore.

Alessandro De Toni (1977)
Communication psychologist e filmmaker, lavora tra l’Italia e la Cina.
In Cina lavora su ricerche visuali sui trend e i modelli di consumo e collabora con una casa di produzione Cinese che produce nuovi format per broadcasters nazionali.
In Italia insegna lingua Cinese all’Università Cattolica di Milano e lavora come consulente di cultura Cinese. Nel 2008 in occasione delle Olimpiadi è stato corrispondente da Pechino per la rete nazionale radiofonica italiana Radio 2.

Produzioni video
– “Olympic Taxi” miniDV (Beijing, 2008) – lungometraggio documentario, prodotto da Invisibile Film (MI) – autore e regista
A Ming” – miniDV (Milan, 2005) – cortometraggio documentario, prodotto da Dropout S.c.ar.l. (MI) – autore e regista
Note: Torino Film Festival, Festival dei Popoli di Firenze, Cinema du Réel, Exile Film Festival and Documentary in Europe
Luchun – The County of Hani People”, 43’ – miniDV (Yunnan, 2004) – prodotto da Yunnan Tv – attore e co-produttore

Lorenzo Cioffi (1979)
Giornalista e documentarista.

Principali produzioni video
– “Dentro le proprie mura” – 2009 100’ video – fotografia
-“Olympic Taxi” miniDV (Beijing, 2008) – lungometreggio documentario, prodotto da Invisibile Film (MI) – fotografia
– “In viaggio sull’Urania” – 2008, 40’ video, prodotto da CNR – regia e fotografia
–  “Pugni” – 35’ video – 2007, 35’ video – regia e fotografia

Per ulteriori informazioni:

Alessandro De Toni
alessandro.detoni@gmail.com

Lorenzo Cioffi
lorecff@gmail.com