Cina, 40 milioni di posti di lavoro persi per la crisi economica

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Secondo uno studio il problema è aggravato da masse di migranti che si spostano in città.

In un rapporto pubblicato dall'Accademia cinese per le Scienze Sociali, vengono pubblicate le cifre della crisi economica in Cina: sarebbero 40 milioni i cinesi che hanno perso il lavoro a causa del crack finanziario, circa il 40% del bilancio globale. Questo dato contraddice le stime del governo che annunciavano una perdita molto inferiore, pari a circa 16 milioni. Il problema si somma aquello dei migranti che in Cina si spostano verso le città dalle campagne in cerca di impiego nelle industrie, proprio il settore più colpito dalla crisi. All'inizio dell'anno circa 20 milioni di lavoratori erano tornati nelle campagne per mancanza di impiego nei centri urbani. L'aggravarsi della situazione anche nelle campagne ha però creato un nuovo esodo: sono 150 milioni a migrare in città da giugno, il maggior numero di sempre. La mancanza di sindacati efficienti rende i migranti cinesi “davvero gli ultimi nel mondo del lavoro”, e secondo i redattori dello studio le risorse investite dal governo avrebbero potuto consentire risultati molto migliori se fossero stati usati in modo adeguato. Nel primo semestre del 2009 il tasso di disoccupazione si è assestato al 4,3%, il più alto dal 1980.

Fonte: peacereporter.net