MATERIAL GIRLS

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material-titleCinquant’anni di comunismo hanno cancellato una parte importante della cultura e della storia cinese. Alla caduta del regime, quest’enorme lacuna ha portato a una completa mancanza di punti di riferimento.

Cinquant’anni di comunismo hanno cancellato una parte importante della cultura e della storia cinese. Quest’ enorme lacuna ha portato di riflesso ad una mancanza di sicurezze in cui credere e un senso di disorientamento ha avvolto in particolar modo gli abitanti delle più grandi città. La Cina contemporanea sta vivendo un’esperienza simile a quella dell’Italia degli anni ’60, del boom economico, ma a differenza di quell’Italia, in bilico tra ricerca di modernità e tradizione, affronta un periodo storico dove l’accelerazione economica è ben più potente e la società, specialmente la gioventù, riesce con difficoltà a costruire una solida scala di valori. Nell’ultima decade si è creata in Cina una nuova realtà sociale di ragazze, le material girls, accomunate dall’esasperato desiderio di appagamento unicamente attraverso lo shopping, l’aspetto estetico e i beni di lusso. Queste giovani sono il frutto di un’irregolare e rapida trasformazione della società cinese. Uno stato che ha visto arrivare il benessere tutto d’un colpo non poteva prevedere, senza un’adeguata preparazione, il rischio di imporsi come unico ideale lo status sociale. Una Cina in costante mutamento, senza rendersene conto, ha creato una schiera d’individui completamente ammaliati dal capitalismo e dal materialismo sfrenato e ha visto le giovani generazioni, in special modo la fascia femminile, lasciarsi rapire da questo nuovo stile di vita. Le material girls frequentano diversi tipi di boutiques, dove a seconda dei loro budget, creano il proprio look in modo tale da risultare le più appariscenti possibili. Le fanatiche della moda si dividono in tre gruppi principali: quelle di famiglia ricca o con un lavoro ben pagato che possono permettersi di acquistare tutto quello che vedono; quelle che hanno un proprio gusto e che quindi acquistano seguendo un’ideale estetico personale e infine quelle che sono attirate solo dal luccichio e quindi brillantini, paliettes, borchie, strass diventano il mezzo per distinguersi. Scarpe o stivali, questi ultimi anche in piena estate, devono essere dotati di tacchi, irrinunciabili persino nelle occasioni più inadatte, come una gita in campagna o un giro in bici. Al diavolo la scomodità, ciò che conta è puntare sempre più in alto e quindi guadagnare qualche centimetro in più. Non rinunciano a borse e cinture, braccialetti, collane; il look si crea anche nei particolari non indispensabili. Le Fashion Week, che negli ultimi anni si sono consolidate come un’opportunità per ospitare in Cina importanti brands di moda, modelle internazionali e personaggi dello spettacolo, hanno dato modo di far conoscere e apprezzare l’esclusivo mercato del lusso. Le giovani donne che hanno scoperto i vari brands internazionali sono disposte a spendere interi stipendi per poter sfoggiare nei locali o ai party abiti, che il più delle volte costano il doppio rispetto al paese di provenienza. Le firme d’alta moda che affermano lo status delle acquirenti, diventano una meta fondamentale per le material girls ancora in scalata sociale. Per questo motivo o per la mancanza di budget molte ripiegano sul “tarocco”, tanto prima o poi, quando arriveranno in alto, di sicuro acquisteranno l’originale. La Cina, che offre un’infinità di prodotti per tutte le tasche, ogni giorno vede folle di clienti che si muovono all’interno dei vari centri commerciali, bazar o negozi, alla ricerca degli abiti o accessori che possano soddisfare le loro esigenze. La mania degli acquisti, spesso porta le ragazze a non curarsi delle lunghe code d’attesa di fronte alle casse o agli sportelli dei bancomat per ritirare il denaro. Come si sul dire, il gioco vale la candela: sacrificarsi in un calvario è doveroso pur di avere beni di lusso, gioielli o qualcosa che dimostri che non sono come le altre, che non fanno parte della massa, infatti ben si adatta alla loro realtà il discusso slogan “Perché io valgo”!

Dal Macho al Material boy
{xtypo_rounded3} Gli uomini cinesi una volta credevano che la propria bellezza provenisse unicamente dalla potenza muscolare. Difatti il Shanghai Daily, nel 2004, riferiva che accanto ai frequentatori di palestre, era cresciuto il numero di richieste di impianti al silicone per ottenere un petto virile alla Schwarzenegger. Gli uomini che facevano uso di cosmetici, in passato venivano associati alle “femminuccie”, ma l’agio economico ha portato al cambiamento del punto di vista della bellezza: i giovani al pari delle ragazze investono i soldi in creme, profumi, abiti eleganti e costosi, non disdegnano i saloni di bellezza, di massaggi e le saune per i trattamenti di cura del viso l’eliminazione delle occhiaie, etc. Ricercano un aspetto migliore poiché sono convinti possa dar modo di ottenere migliori opportunità nella vita e nel lavoro. Le statistiche hanno dimostrato che gli uomini cinesi trascorrono un arco di tempo sempre crescente davanti allo specchio. Queste abitudini, un tempo impensabili per la società cinese che vedeva al massimo l’uomo come strumento per la crescita del paese, si stanno radicando ed espandendo in maniera disomogenea in vari strati sociali. {/xtypo_rounded3}

{xtypo_quote}Una ricerca del 2006 ha riportato che i giovani più felici si sentono oppressi dalle responsabilità di mantenere stabile un elevato stile di vita {/xtypo_quote}

 

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Essere guardata ed ammirate è parte inscindibile e fondamentale della realtà che vivono le material girls

CURA PERSONALE

{xtypo_quote_right} Alcuni parrucchieri chiudono anche oltre le 11 per permettere alle clienti di essere impeccabili, senza neppure un capello fuori posto, in tempo per la serata {/xtypo_quote_right} La material girl è bianca, cadaverica, la pelle scura e abbronzata è sinonimo di povertà e campagna e quindi è doveroso, in una giornata soleggiata, munirsi d’ombrellino per mantenere la pelle incontaminata dai pericolosi raggi solari. Se la pelle è già stata deturpata o sfortunatamente vi sono macchie o lentiggini, niente paura: il mercato dei cosmetici cinesi da anni è impegnato a produrre e promuovere creme sbiancanti, molto spesso cancerogene per l’alta tossicità dei componenti. Addirittura sono pubblicizzate maschere metalliche purificatrici che promettono di rendere la pelle del viso come quella di un bebé. Molte material girls non riflettono sulle possibili conseguenze, poiché la cosa più importante è evitare di passare per contadinotte a causa della pelle scura. Sottoporsi a idroterapia per curare l’aspetto del proprio volto o andare alle stazioni termali (SPA) o nei centri massaggi integrandovi delle sessioni di palestra è d’obbligo, poiché curare l’aspetto, mantenersi in forma ed essere piacenti è fondamentale per poter emulare le protagoniste delle copertine dei magazine più importanti, dove si vedono unicamente ragazze tiratissime in super appartamenti o su auto sportive corteggiate da colletti bianchi con le tasche piene di denaro. Saloni hairstyle e hairdress sempre più sofisticati e all’avanguardia con parrucchieri altamente specializzati in tagli di ogni genere sono una delle mete dei pellegrinaggi per chi bella vuole apparire. Un taglio all’ultimo grido, qualche colpo di sole, una cotonatura stile afro o una permanente possono diversificare l’immagine ed offrire un’ulteriore opportunità di identificazione e individualismo in modo tale da contraddistinguere e rendere unica fra tutte, la material girl. Dunque è importantissimo non trascurare nessun aspetto o particolare come le unghie. A differenza di una volta, dove l’attenzione era focalizzata unicamente sulla salute, solidità, lunghezza omogenea di tutte le unghie, aspetto e lucentezza del colore e ci si avvaleva solo in particolari occasioni delle extensions, ora per molte fanciulle, sono un must giornaliero. Nei saloni di bellezza si trovano appositi spazi manicure dove gli architetti del settore sono in grado di  trasformare le mani delle giovani clienti in veri e propri mausolei del roccocò. Infatti negli ultimi anni in Cina, mercati e fiere del settore hanno iniziato a proporre fashion show di decorated fingernails, ovvero esposizioni in cui delle modelle presentano al pubblico non solo le unghie decorate nelle maniere più originali e bizzarre, ma anche i supporti da applicare alle unghie, brillantini, paillettes, lustrini, nastrini, fiocchetti, perline etc …

 

{xtypo_quote}Oltre ai più comuni interventi di chirurgia estetica, alcune giovani si sottopongono ad operazioni per l’allungamento delle gambe {/xtypo_quote}

 

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Vi sono giovani che decidono di effettuare dei ritocchi solamente perché le amiche lo hanno già fatto e quindi non vogliono essere criticate per la mancanza di coraggio

Rischi della chirurgia estetica
{xtypo_rounded3} Migliorarsi è importante e plausibile, perché aiuta a stare meglio con sé, ma stravolgere il proprio volto dopo anni di convivenza, se non vi è una ragione pertinente come malattie o incidenti, può essere talvolta psicologicamente dannoso; infatti vi sono stati numerosi casi di giovani cinesi che in lacrime si rivolgevano ai chirurghi per riavere la propria faccia originale. Anche se i chirurghi cinesi, sostengono che gli interventi si sono così specializzati che non vi sono più problemi o difficoltà per le operazioni che riguardano le aree della testa, collo e corpo, altri medici come pure alcune testate giornalistiche, chiedono alle giovani donne di prestare attenzione ed assicurarsi di sottoporsi a questi interventi solo in centri di chirurgia estetica dove lavora del personale abilitato, per non rischiare di rimanere sfigurate come è accaduto a molte ragazze cinesi. {/xtypo_rounded3}

MISS BELLEZZA ARTIFICIALE

La chirurgia plastica, che solo da poco più di una decade ha una larga diffusione in Cina, è in costante crescita e si conferma come un trend dai più svariati significati: soddisfazione personale, ricerca d’affermazione sociale nel lavoro, ricerca di partner, confermare la solidità di coppia, etc. La presenza fisica ha un forte peso per la nuova società cinese, quindi se madre natura non è stata generosa, le material girls, alla ricerca dell’eterna giovinezza e della perfezione, fissano il fatidico appuntamento per sottoporsi ad interventi di chirurgia estetica. La cosa importante per loro è eliminare l’aspetto ordinario per avere successo raggiungendo così un livello maggiore di sicurezza di sé, per poter finalmente relazionarsi con l’esterno e comunicare direttamente con gli altri. Le donne sono più esigenti per il proprio aspetto: molte ricercano sembianze occidentali, altre richiedono interventi di allungamento delle gambe, anche per avanzare nella carriera lavorativa, altre vogliono sfoggiare la bellezza come arma poiché così risulteranno più gradite nei circoli sociali. L’internet cinese ha riportato più volte notizie di studentesse che durante le vacanze dei Festeggiamenti del Festival di Primavera, in occasione del Nuovo Anno Lunare Cinese, sostengono vere e complete trasformazioni di chirurgia estetica perché credono che solo così potranno trovare un lavoro migliore, una volta finiti gli studi; fan che richiedono ai chirurghi di renderle, grazie ai bisturi, uguali ai propri idoli; ma vi sono anche bizzarre motivazioni come dimostrazioni d’amore di mariti che regalano alle mogli piani speciali con una serie di interventi di miglioramento in occasione della festa della donna o innamorati che per San Valentino si sottopongono ad interventi per avere uguali nasi, zigomi, etc. Questi interventi estetici che rimarcano l’individualismo, in altre occasioni simboleggiano un legame, infatti moltissime ragazze decidono di andare sotto i bisturi solamente perché altre amiche hanno già compiuto questo passo o scelgono di farlo poiché non vogliono essere criticate per non averne avuto il coraggio. La ricerca di volti affascinanti e corpi scultorei si riflette anche nell’aumento in Cina di gare e concorsi di bellezza per l’elezione delle reginette, negli ultimi anni si sono svolte le finali di Miss Mondo a Sanya ed altri concorsi come New Silk Road Model, Miss Tourism of the Globe e chi più ne ha più ne metta, ma senza dubbio il più particolare ed originale è l’incoronazione della reginetta di bellezza artificiale: “Miss Rifatta”, che si è svolto per la prima volta nel dicembre 2004, sponsorizzato da ditte di cosmetici e produttori di protesi al silicone. Infatti il concorso impone come condizione fondamentale per le partecipanti aver subìto una o più operazioni di chirurgia plastica. L’iscrizione non impone limiti d’età ed inoltre accetta la partecipazione di uomini divenuti, dopo un’intervento, prorompenti donne.

{xtypo_quote} Disseminati per la casa si trovano gadgets buffi come vestiti per lo schermo del pc o per il porta fazzolettini di carta {/xtypo_quote}

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Studentesse all’altare – Alcune ricerche condotte nei campus delle università cinesi, hanno riscontrato che l’86% delle studentesse, che hanno risposto, vuole sposare un uomo ricco

MATRIMONIO

{xtypo_quote_right} Aumenta il numero delle ragazze convinte che per far funzionare un matrimonio è indispensabile un buon bilancio economico {/xtypo_quote_right}Il raggiungimento di un’importante posizione finanziaria impone alle material girls che il partner guadagni quantomeno più di loro stesse. I mezzi d’informazione cinesi, avevano fatto discutere coloro che vedono il matrimonio come un legame d’amore per creare un nucleo o una famiglia, quando avevano riferito la notizia che Shen Lijun, una modella di Shanghai, considerata una delle più belle della città, prendeva in considerazione esclusivamente di sposare un uomo miliardario. La giovane aveva confermato, sul suo blog personale. che la notizia non era del tutto corretta: infatti il suo desidero di voler sposare un miliardario, è dovuto al fatto che un uomo con molti soldi può garantire un futuro migliore alla propria compagna; ad ogni modo, secondo la sua filosofia personale una donna deve essere in grado di auto-mantenersi. Nelle università cinesi, alcune ricerche condotte nei campus, hanno riscontrato che l’86% delle studentesse che hanno risposto, vogliono sposare un uomo ricco. La scelta, per molte deriva proprio dal fatto che quando hanno iniziato gli studi, si erano prestabilite di ottenere dopo l’università un buon lavoro per avere uno status finanziario e per vivere una vita migliore; pertanto un marito non può assolutamente guadagnare meno di loro. Il 97% delle giovani, che ha risposto al sondaggio, è convinto che per far funzionare un matrimonio sia indispensabile un buon bilancio economico. Sono le donne a prendere una posizione e decidere se convolare a nozze. Nonostante alcune di queste siano indipendenti con una propria posizione economica, rimangono legate alla vecchia tradizione e credono di dover sposare un uomo “forte” e “potente”. Arrivano così ad autoconvincersi che un matrimonio che non vale una casa e un attivo conto in banca, non sarà mai un matrimonio felice: come minimo requisito un uomo deve offrire queste garanzie. Ovviamente se le donne sono ai vertici e non vi è nessuno più alto di loro, per non voler usare altri metri di misura, scelgono la solitudine. Con l’arrivo dell’individualismo molte vedono la vita da single come la via più semplice, anche perché così non sono rinchiuse nel ruolo di casalinghe con figli, mariti e suoceri da accudire come vuole la tradizione cinese, ma possono finalmente spendere i soldi a proprio piacimento. Quelle che scelgono questo stile di vita, spesso e volentieri lo fanno anche perché non vogliono seguire le impronte delle proprie madri e nonne che, a causa di matrimonii combinati, si sono viste per anni rinchiuse ed imprigionate in un legame portatore d’infelicità.

 

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Una ricerca del 2006 ha evidenziato che molti giovani cinesi sono più felici e più sicuri, ma allo stesso tempo si sentono oppressi dalle responsabilità di mantenere un elevato stile di vita

IL MERCATO E I COMFORT

La continua ascesa delle donne in tutti i settori le porta ad ambire sempre di più. Ma da dominatrici, molto spesso si trasformano in veri e propri bersagli per il mercato che punta su di loro i propri mirini: slogan pubblicitari fatti ad hoc, manifesti con colori e grafiche sgargianti, martellanti campagne televisive propongono qualsiasi cosa possa aizzare la material girl nella sua via verso l’appagamento sociale. Passando per gli accessori da mettere sotto i vestiti, come bustini o calze contenitive, che mascherano certe imperfezioni, e per gli inviti a fare shopping nei grandi centri commerciali, vengono sussurrate frasi accattivanti in inglese che vogliono instillare nelle donne la voglia di scegliere quel prodotto o dirigersi in quel negozio, infatti solo così saranno seducenti, potenti e al top. Una vera material girl è anche molto sensibile agli enormi cartelloni che invadono tutta la Cina e che promuovono i nuovi complessi di appartamenti dotati di lussureggianti giardini. Nella sua abitazione vi sono tutti i comfort possibili; possiede una lavatrice super silenziosa e veloce che non le dà neppure il tempo di vedere un film sul suo televisore a schermo ultra piatto con impianto dolby surround. Il mega frigo contiene esclusivamente prodotti internazionali, anche se non sempre semplici da accettare a causa delle diversità di gusti culinari e alimentari. Se in “Beijing Bicycle” di Wang Xiaoshuai, Qi, una figura femminile del film, interpretata da Zhou Xun, riesce a farsi ammirare mostrandosi alla finestra, ogni giorno, con un abito nuovo e dando quindi l’idea di essere una giovane ricca, quando invece sta sfoggiando gli abiti della sua padrona, così internet e le fotocamere digitali si trasformano in lampada magica che permettono la circolazione e la promozione della figura perfetta delle material girls. Infatti questa tecnologia, che in Cina si può trovare a buon mercato, offre la possibilità di far fruttare tutti i sacrifici ed il tempo impiegato per il completamento dell’immagine: essere guardata ed ammirata è parte inscindibile e fondamentale della realtà che vivono queste giovani donne.

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DRITTE ALLA META

Ma le material girls sono anche quelle giovani che pur di far shopping o possedere un appartamento confortevole sono disposte a trovare strade alternative per raggiungere il proprio scopo.  Una giovane di campagna, qualche anno fa, era diventata popolarissima in Cina, per aver confessato sul web il suo passaggio dalla miseria alla sicurezza economica, grazie al suo ruolo di “ernai”, versione moderna della concubina o seconda moglie segreta. La realtà che viveva il personaggio interpretato da Monica Vitti, nell’episodio Il Frigorifero, tratto dal film “Le Coppie” di Mario Monicelli, molte giovani cinesi preferiscono evitarla. Piuttosto che vendersi per un frigorifero preferiscono chiedere la carità per le strade delle grandi città. Queste ragazze per edonismo, al posto della trasgressione, scelgono di mendicare durante il giorno. Si costruiscono una motivazione valida per interpretare questo ruolo, preparano dei vestiti idonei ed imparano gesti patetici per impietosire e commuovere i passanti. Superato l’imbarazzo iniziale e lo accettano come lavoro, poiché in 3 o 5 ore  possono raggiungere il necessario per divertirsi e godersi la vita in città: andare a spenderli all’internet café, bere al bar e fare shopping. Vi sono casi di ragazze che invece di umiliarsi chiedendo l’elemosina e danneggiando così la propria immagine vestendosi da accattone, preferiscono imbarcarsi in vere e proprie truffe. Disponendo di un entrata monetaria non sufficiente a garantire la soddisfazione dei propri desideri d’opulenza, quando entrano a far parte di un giro di amici in una metropoli cinese, si inventano una nuova identità, un background che possa essere garanzia di buona formazione ed istruzione, raccontano di avere una buona posizione lavorativa o magari di essere la figlia di un personaggio importante di un’altra città. Tutta questa serie di dati ed informazioni successivamente sono il cardine che rassicura conoscenti e pseudo amici messi di fronte alla richiesta di un prestito di soldi a causa di un ritardo dello stipendio o del sussidio familiare. Ovviamente le somme non vengono restituite, poiché dopo aver raggiunto il necessario si spostano in un’altra città.

 

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Cheng Huiming è una modella che, grazie al suo lavoro, ha viaggiato moltissimo: per molti versi, ormai, sembra più occidentale che cinese

Non solo carriera
{xtypo_rounded3} Molte volte i media ufficiali di stato cinesi hanno criticato le nuove generazioni per la perdita totale dei valori, la mancanza di pulsioni e desideri che non si riflettano nel puro materialismo, per questo motivo hanno accusato l’Occidente, colpevole con il cinema, la televisione e la moda di aver corrotto i giovani cinesi promettendo una costosa felicità superficiale ed effimera.  Vi sono però anche quelle che vivono tra il fashion ed il lusso come le material girls, ma hanno davvero poco a che spartire con loro. Alcune di queste giovani sono finite in questa realtà a causa della loro bellezza o perché esercitano professioni lavorative che sono a diretto contatto con tale mondo. Nonostante siano circondate costantemente da riflettori e denaro, vedono primariamente l’affermazione negli studi e nella carriera, ma non hanno paura di formare una famiglia, qualora di fronte alla persona giusta. {/xtypo_rounded3}


Testo di Dominique Musorrafiti
Modella: Chen Huiming