Wu Dao Kou: il punk contro

0
62

punkMerito di Cui Jian è quello di avere empiricamente dimostrato l’importanza del rock in Cina.

Il suo esempio, anche se su binari completamente diversi è stato seguito dalla prima ondata di punk band di Pechino, che cominciarono a muoversi tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del 2000. I Reflectors, i Brain Failure sono certamente i maggiori rappresentanti del Wuliao Jundui, l’Esercito della Noia, che rappresentava i disagi e le insofferenze di un’intera generazione di giovani, sviluppatosi nell’aera universitaria di Wudao Kou, nella Pechino settentrionale, in particolare nei locali Scream Bar e Kaixin Leyuan, su cui torneremo in un prossimo approfondimento. Il punk attecchì piuttosto velocemente, e per un certo periodo a Pechino non si vedevano altro che concerti di punk band, anche se cominciavano nello stesso tempo a svilupparsi altri generi musicali meno convenzionali: tra i maggiori rappresentanti di questa musica alternativa che non arrivava alle televisioni non possiamo non ricordare i Meihao Yaodian di Xiao He, che si sono contraddistinti per un esotico miscuglio di psichedelia, jazz e musica etnica.

Con il tempo, a Pechino, attorno a queste band si è sviluppato un movimento musicale piuttosto vivace e tutto sommato oggi ci troviamo davanti ad una pletora di band, che poco condividono con le punk band originali ma che stanno imponendosi anche a livello internazionale, magari prendendo in prestito elementi derivati da band storiche come i Sonic Youth. Attorno a loro, si è creato Modern Sky una rivista/etichetta molto vivace che grazie alle sue rubriche continua ad introdurre tutte le novità che vengono sviluppate all’estero. C’è da dire che mentre un tempo in Cina le novità musicale arrivano con 20 anni di ritardo, oggi, grazie soprattutto ad internet e alla diffusione dei dvd musicali, i giovani cinesi possono vivere in contemporanea quanto accade al di fuori dei confini dell’impero.