DUO DUO, IL POETA DELLE NUVOLE

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Duo Duo (Li Shizheng) è nato a Pechino il 28 Agosto 1951; il minore di tre figli, la cui famiglia era composta da intellettuali. Frequentò le scuole elementari dal 1958 al 1964; dal 1964 al 1968 era registrato alle scuole superiori, ma in realtà la sua educazione scolastica terminò con lo scoppio della Rivoluzione Culturale nell’estate del 1966.

In quell’anno l’appartenenza alla classe “puzzolente” degli intellettuale non era un problema da poco. La casa dei Li fu perquisita e presidiata dalle Guardie Rosse; i genitori di Duo Duo dovevano alloggiare presso le loro unità di lavoro durante i giorni feriali; furono soggetti alla “critica e lotta” e infine mandati ad una scuola di “rieducazione”. Da ragazzo, preso dal dilagante culto per Mao, Duo Duo voleva entrare a far parte delle Guardie Rosse, ma la sua situazione familiare glielo rese impossibile: non era abbastanza “rossa”. Allora si associò agli anarchici, e partì per un viaggio trimestrale in treno con i compagni attraverso le varie zone della Cina, per uno “scambio di esperienze rivoluzionarie”. Già nel 1967, dopo che un conflitto tra fazioni ( tra “rossi dalla nascita” e “rossi per stile di vita”) aveva diviso le Guardie Rosse, divenne un membro del Terzo Quartier generale della fazione dei Ribelli a Pechino. Dopo ulteriori viaggi e frenesia rivoluzionaria, il ’68 fu un anno di relativa calma. Duo Duo leggeva letteratura cinese classica, Marx, Mao e altri autori tratti dal canone politico, ma anche letteratura estera tradotta in cinese. Nel Gennaio del 1969, mentre era in corso la Campagna di Vita Campestre, era uno degli otto Giovani Intellettuali, amici e compagni di classe a Pechino, che si spostarono nel villaggio di Da Diantou, nella provincia dell’Hebei, nell’area chiamata Baiyangdian, per unirsi ad una brigata di produzione rurale. Mang Ke e Genzi, suo compagni alle scuole superiori, erano tra di loro. Nell’autunno di quell’anno Duo Duo contrasse l’epatite e ritornò a Pechino. Nei mesi seguenti visse da solo nella casa dei genitori finché essi tornarono nel 1972. In quell’anno, dopo aver letto svariate poesie di autori cinesi ed occidentali, Duo Duo decise di mettersi a sua volta a scrivere. Le prime collezioni erano manoscritti, che il poeta passava all’amico Mang Ke in totale segretezza, a causa dei tumulti politici di quegli anni (l’ultima di queste collezioni private fu compilata nell’81). Fino al ‘75 rimase ufficialmente residente a Baiyangdian dove si recava occasionalmente. Dopo che si registrò di nuovo a Pechino rimase disoccupato per tre anni.
Duo Duo aveva a lungo desiderato diventare un cantante professionista, ma fallì l’esame d’ammissione della Società Filarmonica Centrale di Pechino. Nel 1978 venne assunto come responsabile della libreria dell’Accademia Cinese delle Scienze e nel 1980 cominciò a lavorare per il Quotidiano del Contadino, come editore del settore economico. Gli anni ottanta segnarono l’inizio della pubblicazione dei suoi versi, sotto lo pseudonimo di Bai Ye, per gli amici “ultimo autobus” che si videro su Jintian, rivista a cui, tuttavia, Egli non collaborò.
Si sposò nel 1981. La coppia ebbe una figlia che morì in tenera età, il 24 Aprile dell’82; alla fine di quell’anno i due divorziarono. Nel 1982 i suoi versi, per la prima volta sotto lo pseudonimo di Duo Duo (in onore della figlia scomparsa), comparvero su una rivista ufficiale: The Ugly Duckling (Chou Xiao Ya). Nel 1985 Duo Duo fu trasferito nel settore della cronaca del Quotidiano. La sua nuova posizione non richiese troppa presenza in ufficio e ciò gli diede la possibilità di viaggiare per due o tre mesi all’anno. Scrisse circa la circolazione del denaro e dei prodotti nelle aree rurali del Gansu, della Mongolia Interna, del Qinghai, del Sichuan, del Tibet e dello Yunnan. Alla fine del 1998 divenne un editore del settore arte e letteratura del quotidiano. Tra l’82 e l’89 le sue opere comparvero su tre riviste ufficiali, The Ugly Duckling, appunto, in Zhongguo e in Poetry (Shikan) e pure in inserti speciali di riviste non ufficiali come The Survivors e First Line. Nell’85 pubblicò la serie di racconti brevi che scriveva dal 74. Vinse diversi premi in Cina e comparve in diverse antologie. Egli fu membro del circolo dei Poeti Superstiti e della loro rivista underground, partecipò a letture sia per quel circolo che per Jintian ottenendo critiche favorevoli da parte di autorità della poesia cinese di quegli anni, come Bei Dao, Tang Xiaodu, e Guo Lusheng.
Invitato per il Giugno dell’89 al Festival Internazionale della Poesia a Rotterdam, Duo Duo si avvalse dell’opportunità di effettuare il suo primo viaggio all’estero, verso Londra, l’Olanda e altre zone. La sua data di partenza fu proprio il 4 Giugno; fu tra i primi testimoni a dare un articolata testimonianza in Occidente degli eventi di piazza Tiananmen e dintorni. Espresse chiari commenti pubblici sulla soppressione del Movimento di Protesta e sulla società della RPC, sia scritti che orali; il ritorno gli apparve poco saggio. Dopo aver partecipato all’Internazionale di Poesia si stabilì a Londra dopo firmò un contratto annuale con la Scuola di Studi Africani e Orientali, all’Università di Londra. Allo stesso tempo cominciò a scrivere colonne per il quotidiano olandese NRC Handelsblad. Dall’autunno del 1990 risedette al Glendon College, presso l’Università di York con il ramo canadese dell’ International PEN; durante il seguente anno accademico si insediò all’istituto sinologico dell’Università di Leida. Dopo un periodo di soggiorni alternati in Olanda e in Canada si fermò a Berlino nel 1994, sponsorizzato dal Servizio di Scambio dell’Accademia Tedesca. Dopo aver lasciato la Cina, Duo Duo continuò a scrivere, scrisse anche una commedia.
Prima del 1989 pochi dei suoi lavori erano stati tradotti, ma con il soggiorno in Occidente le cose cambiarono, si videro traduzioni in Inghilterra e in Olanda, grazie anche alla fama guadagnatosi per le critiche contro il 4 Giugno. Oltre alla collezione dell’89 in Inglese “Looking out from death: From the Cultural Revolution to Tiananmen Square”, nel 1991 venne alla luce una raccolta in Olandese, “Writing-Table in the Fields (Een schrijftafel in de velden)”, una in Tedesco, “Wegstrecken” (The Road Traveled), un’altra in Inglese “Crossing the Sea”, un’ulteriore raccolta in Olandese "Er is gee nieuwe dag (There is no Dawn)” e nel 1998 anche una in Italiano, “Canto”. Anche i suoi articoli furono raccolti e relegati in libri.
Negli anni che ha speso fuori dalla Cina, Duoduo ha partecipato a numerose attività letterarie in vari Paesi sia in Europa che nel Nord America.
Dalla seconda metà di quest’anno dimora di nuovo in Cina, presso la Hainan Daxue, a Haikou.

LA PRIMA POESIA DI DUO DUO: GLI ANNI SETTANTA

Dal 1972 al 1974, Duo Duo vive un periodo di intensa attività, seguito da mesi di relativa quiete. Dal 77 all’81, durante il dibattito circa la Poesia Oscura, Duo Duo non smette mai di scrivere, non compare nessun testo datato 1981, riprenderà la stesura nell’anno seguente.
Le poesie di Duo Duo degli anni settanta sono un vero e proprio prodotto storico di quegli anni, mostrano somiglianze con i contemporanei a livello ideologico, romanticismo e astrattismo, caratteristiche che mostrano l’influenza dell’ortodossia culturale. Tuttavia le prime opere sono perlopiù impersonali; il linguaggio in esse utilizzato è prettamente realistico, non mancando comunque di eleganza e di qualità emozionale. La politica è uno dei temi salienti: la Rivoluzione Culturale, il “terrore rosso”, la scomoda posizione dell’intellettuale, l’impossibilità di gridare i disagi e la mostruosità della realtà di quegli anni sono il background su cui scivolano i versi del giovane Duo Duo.

“Sogno” è una delle poche poesie d’amore di Duo Duo, una delle poche, del primo periodo, dalla lunghezza consistente: 13 quartine di cui l’ultima aggiunta di un verso bisillabico. La poesia presenta a differenza delle altre fin ora analizzate, una certa consistenza metrica, un ritmo più scandito e il linguaggio ha un ché di solenne.
Il dolore porta il poeta in una sorta di estasi da cui emergono oniriche immagini dal passato, i giorni d’amore sembrano perdere di consistenza, sembrano un sogno leggero, è difficile trattenerli, tutto svanisce, piovono in polvere brandelli di vita, si sfaldano affreschi di anni ora morti, dipinti di mani strette l’una con l’altra sbiadiscono, diventano soltanto rovine di un antico splendore. Carezzato dalla morte, il poeta è come sedato; e l’amore diviene colpa, ironica, mentre i voli dei due si separano, il poeta, solo, si lascia anche accecare da spirali di orgoglio.

versione in cinese

SOGNO

Andati, passati, tanti anni, andati
Tante gioie, tante tristezze
Il passato, sembra un carro segnato dai viaggi
Noi, pure stiamo per perdere di vista il nostro villaggio

Erano i primi giorni, i giorni delle promesse
I giorni in cui sulla via erano poderosi i passi
Non esitavamo, ci conoscevamo in fretta
non ci servivano trucchi, come ebbri come pazzi

al capolinea di una sbronza brutale
sì che era pieno il giorno. Già serrate le tende
pomeriggio di indugi. Il postino dalla divisa verde
si assicura una vita brillante

era il tempo dell’amore
il tempo in cui si stava insieme
di tempo un effimero lasso
tepido appena fu reso lo spirito

ma se ne andarono i baci, e bastarono i baci
mi scruti attenta e delicata
mi sfiori, mi conforti
tu, da me ti stai separando

il momento di ammettere, eccolo
ridi gelida, ridi e non lasci traccia
ridi così di fretta
l’ora dell’addio e ridi così di fretta

vaghe ormai pure le stelle, in piedi
quella tu alla fradicia fermata del tram
tenderai indietro la mano
e attenta, al volo la nasconderai in tasca

svaniti, svaniti alla fine
quei giorni, impossibile riafferrarli
come una moneta falsa, come dei begli occhi
un tintinnio, ingannevole scorre via

dieci splendide domeniche
due persone insieme a crearsi momenti segreti
come un sogno leggero e senza memoria
mattino di campagna senza più fumo dai comignoli

non è rimasto nulla
l’amore, non è rimasto nulla
ti ha fatto comodo andartene, và!
ti porti via la primavera altrui, portala via!

Che esperienza terribile l’amore
Che colpa terribile l’amore
Sfregati gli occhi umidi
Tu, cos’altro hai da dire

Ieri, già è perduto
Questa distanza già è perduta
Come il melodioso fischiettare, da bambino
mi porta via la purezza e la solennità di una vita

l’autunno, entra in un cimitero dal dolore già calmo
l’autunno, in piedi sotto al mio epitaffio dorato:
così per i dolori, così per le gioie, così bacio la sorte
il vero dolore ancora velato, la vera bellezza
ancora nascosta—

1973 (trad. F. Grasselli)