Entrare nel mercato cinese

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renminbiUn mercato di 100 milioni di nuovi ricchi non può che stimolare una compagnia in cerca di allargare i propri orizzonti o le fantasie di un giovane alla ricerca della nuova America. La Cina è un mercato difficile, particolare, ma che se preso per il verso giusto può regalare grosse soddisfazioni (vedi ad esempio i casi esemplari di Siemens, Perfetti, Wal-Mart e Carrefour).

Vi sono diverse vie per iniziare a fare business in Cina: una joint venture con un partner cinese, una società interamente a capitale straniero, o un ufficio di rappresentanza.

 

La Joint-Venture

 

La joint venture in un primo tempo era l’unica via percorribile per entrare nel mercato della Terra di Mezzo. Esempi illustri sono la Shanghai DaZhong, cioè la Shanghai Volkswagen, che ha venduto milioni di veicoli ai cinesi, detentrice quasi di un monopolio fino a qualche anno fa. Ma questa via negli ultimi anni è diventata anche la meno percorsa, giacché se da un lato offre certe garanzie all’investitore straniero, che può contare sull’esperienza e sui contatti del socio locale, dall’altro è stata anche causa di aspre dispute, dato che non sono stati rari i casi in cui il know-how importato dall’estero, progetti riservati e brevetti venivano saccheggiati da partner senza scrupoli, che poi si mettevano in proprio bypassando la casa madre straniera. Per questi ovvi motivi di sicurezza oggi vengono preferite altre vie.


 

La società a capitale interamente straniero WFOE

 

Per prima cosa bisogna individuare il settore nel quale si è certi di agire. Ve ne sono sostanzialmente quattro: compagnie operanti nel settore manufatturiero; compagnie operanti nella vendita all’ingrosso; compagnie operanti nella vendita al dettaglio; e compagnie operanti nei settori tecnologico, di consulenza e servizi. Per le prime due il capitale minimo richiesto è di 500.000 RMB, pari a 50.000 euro. Per le società operanti nel settore della vendita al minuto il capitale è di 300.000 RMB (30.000 euro). Per la quarta categoria, il capitale è invece di 100.000 RMB (10.000 euro). Queste cifre sono però da prendersi esclusivamente come indicative giacché ogni provincia, se non ogni città stabilisce quantitativi minimi di capitale che possono differire notevolmente. Ad esempio a Shanghai l’investimento necessario per soddisfare le richieste minime è decisamente più sostenuto (sopra i 100.000 euro se si vuole essere certi che il nostro progetto venga approvato dal governo locale).

 

Per intenderci una società di import-export di macchinari industriali dovrà necessariamente investire come minimo 50.000 euro. Inoltre per registrare la compagnia, bisognerà inevitabilmente affidarsi ad un agente riconosciuto dal governo, il quale provvederà ad interfacciarsi con gli uffici locali durante tutto il processo di set up, e la cosa in sé è anche auspicabile giacché addentrarsi nel meandri della burocrazia cinese può risultare un’esperienza kafkiana e molto scoraggiante. L’altro lato della medaglia è che si dovrà spendere del tempo a cercare un agente affidabile, che parli un inglese fluente e che ci accompagni nella maniera più chiara possibile durante gli steps che ci porteranno a realizzare la nostra compagnia. Il capitale da investire in questa parte del processo varia in un range da 1.000 e 5.000 euro.

 

Tra i vantaggi più evidenti nello stabilire questo genere di società, non si possono non menzionare la possibilità di fare import – export di prodotti della propria casa madre senza la licenza solitamente richiesta, la protezione delle proprietà intellettuali e soprattutto l’indipendenza da partner locali.

 

Se si è deciso che la società a capitale interamente straniero fa al caso nostro, bisognerà prepararsi ad affrontare una serie di passi e presentare tutta la documentazione presso il State Administration for Industry and Commerce della città individuata come centro del nostro business:

  1. L’investitore straniero è tenuto a stilare un progetto il più dettagliato possibile sulla tipologia di investimento che intende attuare e dovrà presentarlo al governo locale. Si tenga bene a mente che il progetto dovrà essere tradotto in cinese, giacché documentazione in inglese non è accettata. L’approvazione del progetto, che non è scontata, verrà data dopo un mese circa dalla sua presentazione.

  2. Si dovranno presentare tre nomi per la nostra società.

  3. Dopo che il nostro progetto verrà approvato, si dovrà presentare uno studio di fattibilità, che verrà stilato con il supporto delle autorità, se si dovessero riscontrare dei problemi.

  4. Lo statuto dell’associazione potrà essere presentato congiuntamente allo studio di fattibilità. L’approvazione di questi due passaggi richiede un altro mese.

  5. Dopo che il nostro statuto e lo studio saranno approvati dall’autorità competente, si dovrà procedere alla richiesta del certificato di approvazione, che sarà rilasciato generalmente nel giro di una settimana.

  6. Entro un mese dal rilascio del certificato di approvazione, si dovrà richiedere la Business Licence, che richiederà altri trenta giorni.

Le procedure e i documenti richiesti naturalmente varieranno da progetto a progetto, così come i costi. Ad ogni modo la seguente documentazione è in ogni caso obbligatoria:

  1. Certificato di buona salute del conto bancario dell’ investitore straniero.

  2. Il progetto dettagliato

  3. Certificato di registrazione

  4. Dichiarazione sui prodotti o le tecnologie che si intenderà produrre

  5. Duplicato o lettera di conferma per i tre nomi scelti per la società

  6. Rapporto sullo studio di fattibilità

  7. Memorandum e statuto dell’associazione

  8. Elenco dei nomi dei membri del consiglio di amministrazione

  9. Lista degli equipaggiamenti che verranno utilizzati (facoltativo)

  10. Passaporto o certificato di residenza del rappresentante legale

  11. Certificato di affitto o atto di proprietà della sede della società

  12. Atto di proprietà del locatore

  13. Documenti di autorizzazione per il consiglio di amministrazione

  14. Foto del rappresentante legale.

Gli uffici di rappresentanza RO

 

Vale la pena spendere due parole sugli uffici di rappresentanza che permettono, a costi contenuti, di avvicinarsi al mercato cinese, se si possiede già una società, ma che non permettono però la libertà di movimento delle WFOE. Per aprire un ufficio di rappresentanza non c’è bisogno di capitale registrato, in quanto questo genere di attività in Cina sono considerate non profit. Un ufficio di rappresentanza non è altro che una sede in suolo cinese che agisce in concerto con la casa madre: può pertanto offrire una gamma di servizi che vanno dalla consulenza, allo studio di ricerche di mercato, dai servizi legali a quelli di contabilità e può assumere personale; non può però generare profitto o emanare fatture, dovendo necessariamente appoggiarsi alla casa madre.

 

Per l’apertura di un ufficio di rappresentanza sono richiesti alcuni documenti, che dovranno essere presentati in cinese presso il State Administration for Industry and Commerce:

  1. Una lettera della vostra banca che attesti il buono stato di salute del conto della società madre. E’ richiesto l’originale e non una copia.

  2. La notarizzazione del certificato di incorporazione e del business certificate.

  3. Una fotocopia del passaporto di colui che verrà indicato come rappresentante societario.

  4. Una fotocopia dell’affitto dell’ufficio scelto come sede, della durata minima di 12 mesi o in alternativa una copia dell’atto di proprietà.

  5. Lo statuto societario e l’elenco del consiglio amministrativo della compagnia madre.

Il rilascio della licenza per aprire l’ufficio di rappresentanza generalmente richiede dai 30 ai 60 giorni. Attraverso questo genere di attività è possibile ottenere fino a due visti lavorativi.

 

La quarta via: Hong Kong

 

La via più economica e più semplice è tuttavia quella che passa per Hong Kong, la vera porta ad occidente della Cina, nonché il più importante centro economico dell’area. Vi sono diverse ragioni per decidere di creare una società ad Hong Kong. Le esenzioni fiscali per le entrate generate al di fuori dell’isola, le eccellenti relazioni con la Cina, la manodopera qualificata a buon mercato, la snellezza della burocrazia, la vivacità del mercato finanziario, sono tutti motivi validi che spingono ogni anno centinaia di migliaia di persone e società straniere a compiere questo fatidico passo.

 

Vi sono alcuni requisiti fondamentali per poter iniziare la propria attività:

  1. Deve esserci almeno un azionista

  2. Deve esserci almeno un direttore

  3. Il direttore e l’azionista possono essere la stessa persona

  4. Non vi sono restrizioni per quanto riguarda la nazionalità degli azionisti o dei direttori

  5. Si deve necessariamente registrare un indirizzo per la società ad Hong Kong

  6. Almeno un segretario della compagnia deve essere residente ad Hong Kong (o può essere gestito da una compagnia registrata ad Hong Kong)

  7. Il nome della compagnia scelto non deve essere già registrato ad Hong Kong e può essere in inglese o in cinese.

Hong Kong naturalmente si è largamente specializzata in questo genere di transazioni. Vi sono pertanto numerose società di consulenza che offrono servizi per la creazione della propria compagnia, e che accompagnano l’investitore durante i vari steps dell’ incorporazione. Affidarsi a queste società è decisamente consigliato, specie se si mastica qualche parola di inglese, dato che oltre ai servizi prettamente legati all’incorporazione della società, vi sono una serie di altri benefici che possono agevolare notevolmente il nostro lavoro. Ad esempio è possibile “parcheggiare” l’indirizzo registrato presso una di queste ditte; lo stesso discorso vale per il segretario obbligatorio, che può essere “condiviso” con altre compagnie. Inoltre è possibile acquistare società già fatte (Ready made company) oppure decidere di crearne una dal nulla con la possibilità di assegnare il nome desiderato (Tailor made company). Tutti questi passaggi inoltre possono essere tranquillamente fatti da casa propria utilizzando un corriere. L’unico viaggio obbligatorio ad Hong Kong sarà quello dell’apertura del conto presso una banca locale, come ad esempio la HSBC. Un conto presso una sede della HSBC di Hong Kong è piuttosto ambito, dato che gli interessi bancari sono elevati, confrontati con le banche nostrane, e non è detto che la vostra richiesta possa essere accettata, in quanto è necessario presentare delle garanzie e delle credenziali. Se si è già instaurato un rapporto collaborativo con la Cina per esempio, metà del lavoro sarà stato fatto. Presentarsi inoltre accompagnati da un consulente locale non potrà che aiutarci a sbrigare queste pratiche.

 

Una volta aperto il nostro ufficio ad Hong Kong, l’intera procedura richiede dalle due alle quattro settimane in base anche alla tipologia di società scelta (tailor made o ready made), si potrà aprire un ufficio di rappresentanza in Cina abbastanza rapidamente. E’ consigliato utilizzare una società di Hong Kong per compiere questo passo poiché il carteggio necessario per aprire il RO sarà interamente in cinese, bypassando quindi le dovute notarizzazioni delle traduzioni della documentazione necessaria.

 
Questa è sicuramente la via più economica per cominciare se il business che si vuole creare non raggiunge dimensioni ragguardevoli. Con poco più di 800 euro e un viaggio ad Hong Kong è possibile così realizzare il proprio obiettivo.
 

Link utili

Per saperne di più:

Hong Kong Trade Development Council
www.tdctrade.com

State Administration for Industry and Commerce of the People’s Republic of China
http://wzj.saic.gov.cn/