Il libro di un uomo solo

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Dopo “La montagna dell’anima” – il grandioso romanzo che ha consacrato Gao Xingjian tra i maestri del nostro tempo – “Il Libro di un uomo solo” realizza un nuovo, ulteriore approfondimento nell’incessante ricerca dell’autore.

di Gao Xingjian

Cartonato | 500 | Rizzoli | 2003 | ISBN: 8817872075

Dalla stanza d’albergo di Hong Kong, dove si trova per la messa in scena di una delle sue opere teatrali, un personaggio senza nome viene spinto dall’amante a rievocare il passato. Dopo anni trascorsi in esilio volontario in Francia, il narratore – molto simile allo stesso Gao – intraprende così un lungo viaggio nella memoria che lo porta a visitare, idealmente, i luoghi dell’infanzia, la casa paterna, gli uffici di Pechino e i più remoti distretti della Cina. Allo stesso tempo rivive le inquietudini e le avversità che hanno segnato la nascita della Repubblica Popolare Cinese, il clima di sospetto in cui gli artisti erano costretti a bruciare le proprie opere, in cui anche una frase pronunciata un decennio prima poteva trasformare chiunque in un nemico pubblico. Da questo flusso di ricordi prende vita un racconto appassionato che sconfina nella confessione e nell’autobiografia, che più volte si avvicina alla storia d’amore, al romanzo storico, alla meditazione sull’autoritarismo politico, sulla repressione intellettuale e sul significato dell’esilio. E come nella “Montagna dell’anima” la narrazione è affidata, a capitoli alterni, alla seconda e alla terza persona: mentre un ‘lui’ è vittima dell’oppressione durante gli anni del collettivismo maoista, un ‘tu’ – il narratore in esilio – cerca di dare sfogo, nel presente, alle proprie ossessioni con la frequentazione di numerose amanti occasionali. Grazie alla limpidezza di una prosa impeccabile e di uno stile in grado di fondere i temi della tradizione orientale con le più innovative influenze del Novecento europeo, Gao Xingjian – il primo scrittore cinese a cui è stato assegnato il premio Nobel per la letteratura – ha composto un’altra opera d’arte totale, allo stesso tempo controllata ed evocativa, il cui ampio respiro coinvolge il lettore in una sofferta discesa nelle profondità della memoria e in una commossa riflessione sul ruolo della letteratura e dell’individuo nella società.