Vegetable Museum

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27 gennaio 2009 - Si è da poco conclusa una interessante mostra alla Paris Beijing Photo Gallery nel distretto artistico 798.

La mostra, iniziata il 23 novembre 2008 e chiusa il 24 gennaio, che è stata battezzata Vegetable Museum Series, ad opera di Ju Duoqi è stata una di quelle tipiche esposizioni dove si può dire l’arte ispirata dall’arte stessa. Infatti le fotografie esposte erano delle composizioni di verdure ed ortaggi che con un ricercato collage hanno riprodotto le tele più famose dei pittori più illustri del mondo. Tofu, cavoli, cavolfiori, patate, patate dolci, piselli, zucchine, melanzane, lattuga, sedano, funghi, pomodori, ginger, radici di fiori di loto, coriandolo, cipolla ... grazie ad un pre calcolato puzzle di rimandi di colori e forme ad opera dell’artista fotografa si sono stati inseriti in un contesto al di fuori dalla gastronomia. Ju Duoqi è nata nel 1973 a Chongqing, si è laureata al Sichuan Fine Arts College, vive e lavora a Beijing. L’autrice ha riferito che la magia dei vegetali che trovano un proprio spazio e vita al di là della cucina, ed entrano nel mondo dell’arte è un’idea che le è giunta dal 2006 quando, durante l’estate aveva comprato qualche chilo di piselli. Aveva scattato alcune foto e le aveva chiamate Pea Beauty Pagean. Da allora ha cercato di posizionare le verdure in modo che potessero apparire interessanti ed ha iniziato a spaziare con la sua immaginazione. Le opere di Ju alla Paris-Beijing Gallery, fondata nel 2006 da Flore Sassigneux e Romain Degoul sono state vendute a partire da 1500 fino a 2000 $ al pezzo. Nonostante la crisi ,il mercato dell’arte contemporanea cinese è in ricco movimento. Alcune persone che hanno commentato le realizzazioni, vedendole estremamente innovative, in quanto le verdure, a loro parere possono essere definite buone, nutrienti, colorate,hanno espresso la loro sorpresa in quanto è la prima volta che le vedono artistiche. Forse non sanno che nella storia dell’arte già nel passato, nel 16° secolo, Giuseppe Arcimboldo realizzava dei dipinti “grotteschi” con prodotti di un unico tipo, tra cui anche verdure ed ortaggi. L’originalità dell’autrice è nel aver ricreato delle opere d’arte famose con questi prodotti. Di sicuro non è la prima ad averle inserite in questo contesto. L’artista si distingue per aver ripercorso momenti importanti della storia dell’arte con creatività, ricostruzione certosina e perché a differenza di molti autori d’arte contemporanea cinese, ha saputo guardare oltre alla Cina.

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Qui di seguito alcune delle opere che erano in esposizione:

il dipinto “Raft of the Medusa” del pittore francese Théodore Géricault' si è trasformato in “The Raft of the Lotus Roots”

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L’opera di Eugene Delacroix. diventa “Liberty Leading the Vegetables”

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L’ultima cena di Leonardo è “The Last Supper with the Gingermen”

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Il Napoleone di Jacques-Louis David diventa “Napoleon on Potatos”

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La Mona Lisa di Leonardo è “Mona Tofu".

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Il bacio di Klimt è diventato “The Kiss of the Radishes”

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Il ritratto di Marilyn Monroe ad opera di Warhol diventa “Cabbage Monroe”

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L’urlo” di Edvard Munch è “The Scream of the Sweet Potatos”

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Il Sogno di Picasso diventa “The Dream of the Tofu”

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L’autoritratto di Vang Gongh è “Van Gogh made of Leek”

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La nascita di Venere” di Botticelli è “The Birth of the Radish”

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Foto: Artron.net