Obama e la Cina

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obama-titleSecondo le parole del nuovo segretario di stato americano Hillary Clinton, nessun’altra nazione al mondo è importante come la Cina, ma le relazioni tra gli Stati Uniti e la Cina, sotto la nuova presidenza di Barack Obama, potrebbero essere in un primo momento traballanti.

Nel suo discorso inaugurale Obama ha menzionato come le generazioni precedenti di americani abbiano affrontato le minacce derivate dai regimi fascisti e comunisti nel mondo. I media di stato cinesi però hanno tagliato questi passaggi. Martedì il capo dell’ufficio del tesoro Timothy Geithner ha scritto che Obama crede la Cina stia manipolando la sua valuta in modo tale che i prodotti cinesi siano più economici per i cittadini americani e i beni statunitensi più costosi nella Cina continentale. I commenti di Geithner potrebbero fare infuriare i vertici di Pechino, che seguono da vicino l’avvicendamento al potere negli States.

Intanto venerdì Yang Jiechi, ministro degli esteri cinese, e Hillary Clinton, durante una telefonata hanno discusso dei rapporti bilaterali fra i due giganti e di altre questioni internazionali. Yang Jiechi ha fatto gli auguri alla neonata amministrazione e ha espresso la volontà di rafforzare le relazioni, a lungo termine e strategicamente tra i due lati.

D’altrocanto secondo le parole di Selig Harrison, direttore del programmi dedicati all’Asia del Center for International Policy, la posizione degli Stati Uniti nell’ultima decade si è notevolmente ridimensionata, in particolar modo da un punto di vista economico. Gli USA dipendono dalla Cina per la propria sopravvivenza economica, e potrebbe essere rischioso affrontare a viso aperto la Cina. Inoltre, aggiungiamo noi, anche la posizione del gigante asiatico si è decisamente smussata, e molte sono state le riforme introdote nel corso degli ultimi dieci anni.

Nonostante un incidente diplomatico con la Cina per un aereo intercettato, l’amministrazione Bush ha cercato di avvicinarsi a Pechino. Nonostante però le parole di Geithner, la nuova presidenza sa bene che potrebbe essere un grave errore andare avanti con l’accusa di manipolazione della valuta nei confronti della Cina, che porterebbe a delle sanzioni economiche contro Pechino e che potrebbe innescare una pericolosa reazione a catena. Per questi motivi probabilmente Obama lascerà correre. Nei prossimi giorni il neo eletto presidente indicherà chi dovrà condurre i rapporti con la questione cinese; ancora non è chiaro quale sarà la posizione futura degli americani e se soprattutto continueranno gli incontri bilaterali d’alto livello che l’amministrazione Bush ha inaugurato un paio di anni fa.

Secondo Bonnie Glaser, un analista del Centro di studi strategici e internazionali, ha detto che i vertici cinesi avrebbero l’intenzione di avvicinarsi ulteriormente agli USA. E sicuramente è quello che il mondo in piena crisi economica ha bisogno.