Yunnan

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Lo Yunnan è una delle regioni più esotiche e culturalmente diversificate dell’intera Cina.

Abitanti: 44,150,000
Tipo: Provincia
Area: 394,100 km2
Capitale: Kunming

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Minoranze: Han, Yi, Bai, Hani, Zhuang, Dai, Miao, Lisu, Hui, Lahu, Va, Naxi, Yao, Tibetan, Jingpo, Blang, Pumi, Nu, Achang, Deang (Penglong), Mongolian, Drung e Jino
Altitude: 4,000 metri nella parte settentrionale montuosa della regione; 2,000 negli altipiani meridionali
Caratteristiche climatiche: da nord a sud lo Yunnan conosce tre tipologie differenti di clima ; temperato, subtropicale, e tropicale
Temperatura media: da 8oC a 17oC in gennaio, da 11oC a 29oC in luglio
Caratteristiche fisiche: Oltre il 90% della provincia è a carattere montuoso
Fiumi: Nujiang, Lancang (Mekong), Jinsha, Yuanjiang, e Nanpan Rivers
Divisioni amministrative: 8 prefetture autonome, 11 città, 86 contee, and 28 contee autonome
Posti da visitare: Dali, Lijiang, Ruili, Xishuanbanna, Yuangyang, Honghe, Tengchong, Luoping, Tiger Leaping Gorge, Yuanmou (la foresta di terra), Shilin (la foresta di pietra)
 
 
Kunming è la capitale dello Yunnan, estesa provincia del sud ovest della Cina confinante con il Laos, la Birmania e il Vietnam. Lo Yunnan è una delle poche regioni cinesi che è riuscita a mantenere una forte identità culturale. La popolazione è suddivisa fra ventisei diverse minoranze e questo le conferisce una grande ricchezza culturale. Anche da un punto di vista naturalistico questa regione è molto varia; nel sud infatti si estendono grandi foreste pluviali; il nord invece è caratterizzato da alte catene montuose. Lo Yunnan è considerato meta ideale per un viaggio in Cina, per la varietà degli ambienti, dei paesaggi e delle componenti etniche. Yunnan vuol dire Nuvola del Sud poiché giace a sud della catena montuosa delle Nuvole (Yun Ling Shan).

Kunming

Tracce dei primi insediamenti della città risalgono ad oltre duemila anni fa. Fino all’ottavo secolo Kunming era un piccolo avanposto, poi presto assorbito dall’impero musulmano Nanzhao, con capitale Dali, e crebbe diventando la seconda capitale del regno. Si trova nel mezzo di un altipiano all’altezza di circa duemila metri. Il clima è molto mite tanto da essere chiamata anche “la città dell’eterna primavera”. La popolazione è di circa tre milioni e mezzo di abitanti considerando anche la cintura urbana, ma la città sta conoscendo un momento di forte crescita economica ed è facile immaginare che non sfuggirà al processo di modernizzazione che stanno conoscendo tutti i grossi centri economici ed industrili del paese. In ogni caso riesce a mantenere un certo fascino anche se da sola non giustificherebbe un lungo viaggio per visitarla. Il tempio Yuantong, a Nord Est del Lago Verde(lo Cui Hu) è il più ampio complesso buddhista della capitale ed è un’importante meta per i pellegrini. Appena fuori dalla città, vi sono altri monasteri, come il Tempio d’oro(jindian) , il Tempio di Bambù (qiongzhu si) o la Piscina del Drago Nero(heilong tan), circondata da un esteso parco. Poco a sud della città si estende il vasto lago Dianchi, circondato da alte montagne (le Xishan, le colline occidentali, dove si arrampica il tempio Sanqing e il Cancello del drago) e in grado di fornire suggestivi paesaggi.

Dali

Dali giace lungo il versante occidentale del lago Erhai ai piedi della catena montuosa CangShang. La parte più moderna della città, Xiaguan, dista circa venti minuti dal vecchio centro cittadino. La parte più antica della città, in realtà è stata quasi completamente ricostruita. Soprattutto le mura che circondano il nucleo originario sono state recentemente restaurate. Dali è una delle mete di pellegrinaggio turistico più gettonate, ma basterà affittare una bicicletta ed inerpicarsi per i sentieri che si snodano lungo i morbidi declivi delle colline vicine o ad addentrarsi lungo le campagne circostanti fino a raggiungere le sponde del lago Erhai, per ritrovare un’atmosfera incantata. Sebbene la città non si possa definire grande, rimane una località multietnica, dove le minoranze Hui e Bai, i cinesi Han e anche una piccola comunità di stranieri occidentali convivono senza problemi. Anticamente era la capitale dell’impero musulmano Nanzhao che costituì per l’allora impero Tang un duro nemico da abbattere. I Nanzhao caddero nel decimo secolo e furono rimpiazzati dal regno di Dali che cadde a metà del tredicesimo secolo sotto la pressione mongola e venne integrata come parte dell’impero con il nome di Yunnan. Anche in tempi recenti la comunità musulmana si sollevò contro l’influenza di Pechino. Nel 1855 a causa delle elevate tasse terriere e alcune dispute fra i cinesi Han e i musulmani riguardo le locali minieri d’oro e argento portarono i Hui a ribellarsi, ma la rivolta fu soffocata nel sangue dopo una ventina d’anni e Du Wen Xiu, il leader musulmano, fu catturato e ucciso.Un paio di chilometri a sud ovest della cittadina sorgono le Tre Pagode le più antiche della Cina meridionale. La più alta delle tre, la Pagoda Qianxun, raggiunge i settanta metri d’altezza. E’ affiancata da altre due pagode alte circa 42 metri e dal tempio Chongsheng costruito secondo la più tipica architettura locale. Ma lo spettacolo più emozionante che la contea riserba è senza dubbio la fertile striscia di terra che si allunga tra le montagne Cangshang e il lago Erhai.
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Lijiang

Capitale dell’etnia Naxi, Lijiang un tempo era una importante meta del turismo indipendente. Sfortunatamente la bellezza della parte vecchia della città, attraversata da canali e ponti e da strette vie lastricate in granito dove si affacciano le sue case caratteristiche costruite in pietra e mattoni di terra rossa e fieno ha fatto sì che Dayan, il nome antico con cui era conosciuta la città, divenisse una specie di Disneyland del turismo cinese. Vi troverete a passeggiare tra botteghe di artisti e artigiani locali e bancarelle di souvenir, di CD, DVD, vestiti, libri gestite da venditori travestiti da Naxi accompagnati da un fastidioso loop di una melodia di flauti. Durante il pomeriggio, la piazza più grande della città, dove si affacciano negozi di ogni tipo e ristoranti , si riempie di vecchietti Naxi che cantano e pregano circondati da fotografi di ogni parte del mondo pronti a ritrarre ogni espressione del loro caratteristico e rugoso volto; altri anziani invece si mettono ai lati della piazza incuriositi dagli improvvisati paparazzi, i quali a loro volta appaiono strani e curiosi agli abitanti più anziani di Lijiang che li osservano meravigliati. La città per il numeroso affluire di turisti che ogni giorno vi passa ha i vantaggi di essere molto pulita e di ospitare diversi tipi di cucine asiatiche; si trovano anche bar vegetariani; risulta però anche essere una delle più costose quindi è sempre meglio controllare i prezzi o se possibile contrattare prima di sedersi in un ristorante per non avere poi spiacevoli sorprese. Non bisogna però guardare Lijiang spaventati dal suo lato turistico perché la città assume di sera dopo le dieci un volto che la rende veramente molto affascinante. Difatti, svuotata dai venditori e dalle mercanzie, si trasforma in un intricato labirinto di viuzze tortuose; se durante il giorno il centro della parte vecchia poteva risultare piccolo, con il calare della notte è molto facile perdersi nel dedalo delle sue stradine.

Un vecchio Naxi intento a suonare
 
I tetti di Lijiang
 
Yuanyang

Yuanyang sorge vicino al Fiume Rosso, nella catena dello Ai Lao Shan. La citta’ e’ divisa in una parte moderna, chiamata Nansha, situata a valle, ed in una piu’ antica, che si erge sulla sommita’ di una montagna a circa una quarantina di minuti di distanza in direzione sud, lungo la via che porta in Vietnam. La regione e’ abbastanza famosa in Cina per i suoi paesaggi sconcertanti, ma all’estero non e’ ancora particolarmente conosciuta, eccetto probabilmente in Francia, (difatti i francesi godono di un rapporto particolarmente lungo con lo Yunnan). La citta’ e’ popolata da un esotico miscuglio di minoranze etniche, soprattutto Yi, Hani, i Dai delle valli e i Miao. Queste popolazioni vivono nei villaggi circostanti e giungono in citta’ in occasione del mercato (che si tiene due volte alla settimana) per vendere le loro merci e i loro prodotti. Ogni etnia ha i propri costumi e le proprie usanze che possono differire notevolmente le une dalle altre. Le donne in genere indossano vestiti dagli sgargianti colori, per attirare l’attenzione dei loro uomini, che invece, il piu’ delle volte vestono come gli uomini Han. Gli Yi e gli Hani sono le minoranze meglio rappresentate nella zona. Gli Hani sono particolarmente abili nella costruzione dei terrazzamenti delle risaie lungo i fianchi delle montagne, che vengono scolpite da generazioni ancora seguendo metodi antichi. Queste terrazzamenti sono delle spettacolari opere di ingegneria.

Ruili

Ruili è un a delle località più interessanti della prefettura di Dehong, situata nello Yunnan occidentale. E’ principalmente un centro commerciale sulla frontiera cino- birmana, sulla vecchia via della seta. Ruili in sé ha poco da offrire al visitatore essendo largamente frequentato da trafficanti di droga , da contrabbandieri di pietre preziose e da uomini d’affari locali. Sulle strade che si dipanano dal viale principale, si affacciano numerosi locali notturni, perlopiù bordelli travestiti da saloni di bellezza. Ruili ha il poco ambito primato di avere la più alta percentuale di casi di AIDS dell’intera Cina. Nonostante questo, la città è uno dei siti più affascinanti dell’intero Yunnan, per la sua meravigliosa campagna, e per i villaggi (come ad esempio quello di Dadenghan) che sorgono nell’entroterra, popolati dalle minoranze Dai e Jingpo e facilmente raggiungibili affittando una bicicletta o prendendo uno dei frequenti minibus. L’intera regione, e la confinante Birmania, offrono continui paesaggi mozzafiato, molto distanti dal caos delle grandi megalopoli cinesi. Il complesso buddista Jiele, che sorge a 4 chilometri da Ruili, è composto da 17 pagode, la più grande delle quali, alta 39,5 metri, ha la facciata decorata da mattoni dorati. Jiele è uno dei più famosi centri buddistici della zona. A due chilometri da Ruili si estende il confine con la Birmania. L’atmosfera che si respira lungo la frontiera è molto particolare. Varianti del gioco dei dadi ed altri giochi d’azzardo vengono praticati per le vie del villaggio cresciuto attorno alla dogana.