Shower

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In un vecchio quartiere di Pechino sopravvive ancora una tradizionale casa da bagno e massaggi maschile, gestita da Mr. Liu ed il figlio minore ritardato Er Ming.

 

SHOWER - XIZAO di Zhang Yang (1999)

Durata:
92’
Origine:
Cina
Produttore esecutivo:
Sam Duann
Produttore:
Peter Loehr
Produzione:
Imar Film Production
Distribuzione:
Key Films - Pyramide
Montaggio:
Yang Hong Yu
Soggetto:
Zhang Yang, Liu Fen Dou, Huo Xin, Diao Yi Nan, Cai Xiang Jun
Sceneggiatura:
Zhang Yang, Liu Fen Dou, Huo Xin, Diao Yi Nan, Cai Xiang Jun
Fotografia:
Zhang Jian, Bieru
Interpreti:
Zhu Xu, Pu Cun Xin, Jiang Wu, He Zheng, Zhang Jin Hao, Lao Lin
Direzione artisitca:
Meng Tian
Musiche Originali:
Ye Xiao Gang
Suoni:
Qizhen Lai

Un pomeriggio l’anziano riceve la visita del figlio maggiore Da Ming, il quale si è sposato e trasferito per lavoro a Shenzhen. L’anziano è risentito e continua a trascorrere le sue giornate scandite dalle attività lavorative e dai giochi consueti con Er Ming. Le sale sono frequentate da una clientela abituale: gruppi di vecchi che godono dei benefici della sauna e dei massaggio, giocando con i grilli o alla morra; bambini con i padri; un giovane ritardato, Miaozhung, che si diletta a cantare “O sole mio”, solo sotto la doccia; Jianhao in perenne lite con la moglie; un ingegnoso truffaldino di buoni sentimenti. Il clima che si respira è familiare tra risate e piccoli battibecchi. Da Ming, vedendo che la quotidianità del padre procede bene, decide di fare ritorno ai suoi affari. Si dirige accompagnato da Er Ming per acquistare il biglietto per Shenzhen, ma mentre è intento nella transizione d’acquisto, il fratello minore decide di inseguire uno spazzino in bici che sta ascoltando alla radio “O sole mio”. Da Ming non riesce a trovare Er Ming. Torna a casa ed avverte il padre il quale arrabbiato rimprovera il figlio di averlo abbandonato e che quindi egli non ha intenzione di perdere anche il figlio minore. Il mattino dopo Er Ming ritorna a casa stanco ma sereno e si addormenta come un fanciullo. Il padre si rende conto che il figlio sta crescendo e forse questa è la prima di altre uscite solitarie. La sera durante un temporale il vecchio Mr. Liu per evitare che dell’acqua penetri dalle infiltrazioni del tetto sale per tapparle con un telo in plastica. Da Ming, svegliatosi aiuta il padre nell’opera fino all’alba. Ma l’umidità ha indebolito il fisico dell’anziano Liu. Il figlio maggiore decide così di prendere per un po' di giorni il posto del padre in modo che questi possa stare a riposo. Nel frattempo scopre che il distretto verrà distrutto entro breve per lasciare lo spazio per la costruzione di un centro commerciale. Il padre si è ripreso ed il suo carattere mite lo porta ad aiutare ad ascoltare ogni suo cliente in difficoltà, infatti dopo aver dato ospitalità a Jinhao fa in modo che questi si ricongiunga con la moglie. Quella sera per la prima volta il padre ed i due figli vanno a correre assieme. Il figlio maggiore promette in quest’occasione al padre che cercherà di visitarli più spesso, mentre il genitore esprime il desiderio di incontrare la moglie di lui. Ma la stessa notte, mentre Da Ming fa la doccia ed Er Ming fa il bagno con il padre questi muore nell’acqua. Nonostante siano avvenuti i funerali il figlio minore non riesce a capacitarsi della morte del genitore e Da Ming, che non ha mai confessato alla moglie di avere un fratello ritardato, decide di lasciarlo per due mesi in un istituto. Si pente quasi subito, lo riporta a casa dove avverte la moglie del decesso del padre e delle necessità del fratello, ma la consorte non profila parola al telefono. Si ferma ancora nel quartiere e per alcuni giorni gestisce la casa da bagno con il fratello, ma il tempo della demolizione dell'area è ormai giunto ed i due devono liberare i loro ricordi dal luogo prima della distruzione dell’edificio. Mentre si apprestano al trasloco ed un amico con una videocamera riprende quelle mura e stanze che sono pronte a sparire per sempre, Er Ming mugugna urlando il suo canto favorito “O sole mio”.

I rapporti con i genitori non sono mai semplici, specialmente se vi sono particolari differenze di valori, ma l’ascolto del proprio cuore dà modo di appianare divergenze e diversità. E’ questo che Da Ming fa per iniziare a comprendere il semplice mondo del padre fatto di gesti e scansioni quotidiane ripetitive, ma ricche di gioia di vivere serenità e generosità. La spontaneità della sua vita trascorsa scherzando, ridendo con il figlio minore, si riflette nel lavoro. L’attività del vecchio si rivela un luogo che favorisce l’incontro, l’aggregazione e l’uguaglianza sociale. Oltre a richiamare i più forti valori della necessità di essere una famiglia, la pellicola offre anche uno scorcio su quello che è accaduto realmente a molte persone nei vecchi quartieri di Pechino, le quali hanno dovuto rinunciare a case ed attività in zone dove hanno vissuto un’intera vita, per dare lo spazio ad enormi e vuoti grattacieli. Nel film dà un senso di tenerezza, sentire che alcuni dei vecchi, abituati ad allevare grilli, sono preoccupati del fatto di doversi trasferire in piani alti, perdendo così i loro piccoli amici. L’urbanizzazione della capitale cinese sta distruggendo tuttora moltissimi nuclei ancora vivi. La sigla iniziale della pellicola, dove i titoli appaiono sulle immagini di una doccia pubblica a gettoni, la quale come un’autolavaggio, spazzola, massaggia, insapona corpo e capelli ed asciuga, si contrappone nettamente alla manualità delle stesse azioni fatte sui clienti che frequentano la casa da bagno. Nelle inquadrature successive infatti dettagli, nel fumo della sauna, di mani intente in energici massaggi, descrivono un ritmo lontano dalla tecnologia moderna che cerca di sopravvivere nei suoi calori e vapori, fatto di bagni rilassanti e non di fredde docce.