Red Snow

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Il genere d’avventura con effetti speciali gode di ottima salute in Cina, a giudicare dall’ultimo film del maestro del disaster movie Zhang Jianya.

Red Snow di ZHANG Jianya (2002)

Durata: 99′
Origine: Cina
Produttore: Zhu Yongde, Xu Pengle, Chen Yong
Sceneggiatura: Jiang Hao
Fotografia: Zhi Lei
Musica: Pan Guoxing
Direttore artistico: Wu Jiakui
Interpreti: Shao Bing, Karen Mok, Da Wangdui, Dunzhu Duoji, Duo Bujie

Il pubblico del Far East Film, che due anni fa aveva già apprezzato il suo Crash Landing ispirato a Airport, dovrebbe essere elettrizzato da Red Snow, che affronta il genere con raddoppiata energia. Il titolo cinese, che significa “Salvataggio in una landa desolata”, dice tutto. Con un diverso tipo di atterraggio di emergenza (questa volta un elicottero, non un aereo di linea), una colata di fango gigante e una valanga himalaiana che marciano in testa, il nuovo film di Zhang Jianya alza la posta, attaccando i suoi paesaggi tibetani immancabilmente spettacolari con una serie infinita di sobbalzi, brividi e disastri. Il film si apre con un fallito salvataggio in elicottero sulle montagne del Tibet. Karen Mok interpreta Xiang Li, il cui fidanzato pilota è obbligato ad abbandonare la festa nuziale tradizionale per salvare i viaggiatori. Ma lui e il suo velivolo scompaiono fra le pareti innevate, mentre il suo collega Fan Kong (uno Shao Bing che è uno schianto!) sopravvive. Qualche tempo dopo Mok, che ora è diventata il dottor Xiang Li, un cardiochirurgo con una devozione apparentemente illimitata verso i suoi pazienti, si precipita verso quelle stesse montagne per seguire un suo ex paziente, un Segretario di Partito, che non ha rispettato il suo ordine di convalescenza post-operatoria. Egli a sua volta sta inseguendo una escursionista di lingua inglese convinta che il lama tibetano che sta a sua volta inseguendo sia la chiave della sua reincarnazione. Dal canto suo, anche il lama sta facendo una sua ricerca, che ha a che vedere con una giara di olio di arachidi. Nell’inseguimento sono coinvolti anche un tassista irritabile (Zhu Lei) e un cane. Mok salva eroicamente il Segretario dalla colata di fango, ma non può nulla contro una valanga. E chi dovrebbe essere chiamato per il salvataggio del gruppo intrappolato nelle nevi se non Fan Kang, che ha ora l’opportunità di riscattarsi dopo il fallimento della missione di salvataggio che apriva il film? Mok, una delle giovani attrici hongkonghesi più espressive, fa il possibile con una sceneggiatura che allo sviluppo del personaggio predilige sequenze dagli effetti speciali elaborati. Gli effetti stessi variano da “carino” a “molto convincente”: c’è persino un modellino in miniatura di un tempio buddhista tibetano, con monaci animati e decorazioni estremamente particolareggiate. Buon divertimento!

Si ringrazia per la collaborazione il Far East Film Festival