Purple sunset

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Avventura epica ambientata nella Cina nordorientale durante le ultime settimane della Seconda Guerra Mondiale, Purple Sunset è sfacciatamente tradizionale.

Purple sunset – Ziri di Feng Xiaoning (2001)

Durata:105′ (107′)
Origine: Cina
Produzione: Shanghai Paradise Film/TV Group, Beijing Forbidden City Film Co. production
Interpreti: Dalong Fu, Xuewei Wang

E’ un film bellico vecchio stile e a tutto gas, fatto apposta per piacere al grande pubblico, che lo ha premiato nell’edizione 2001 dell’Hawaii Film Festival. Si tratta dell’ultima puntata, la migliore, della trilogia di Feng Xiaoning che esamina le relazioni tra cinesi e stranieri in tempo di guerra, in varie fasi della storia del XX secolo. Il cast internazionale di Purple Sunset presenta tre personaggi principali. Yang è un contadino cinese coraggioso ma ingenuo che sfugge alla morte per mano dell’esercito d’occupazione giapponese. Nadja è un’infermiera militare russa che arriva al seguito delle truppe russe d’invasione. Yoko è una studentessa giapponese della colonia nipponica in Manciuria. Divisi dall’esercito russo, devono trascinarsi attraverso foreste, vallate e altipiani cinesi per ritrovare la strada per la salvezza. Girato da Feng con una sensazionale fotografia in un reboante Cinemascope, con quello che sembra essere un cast di migliaia e con una considerevole quantità di materiali militari d’epoca, il film tiene occupati i nostri eroi con tutta una serie di avventure: si battono contro soldati giapponesi, insidiose sabbie mobili, una tigre e persino un pericoloso incendio nella prateria.

La loro lotta per fidarsi gli uni degli altri e sopravvivere insieme, oppure soccombere separatamente, sottolinea l’enfasi posta da Feng sull’assoluta futilità della guerra e sulla comune umanità che i personaggi devono imparare. Questo non impedisce però al regista di arricchire il film con scene di battaglia visceralmente emozionanti, ivi compresa una sequenza di immaginazione che gli consente di mettere in scena un’entusiasmante battaglia navale, con tanto di combattimenti ravvicinati e navi da guerra che esplodono! Il film sembra a volte piuttosto ambivalente riguardo ai propri principi umanistici e fino alla fine riesce a tenere il piede in due scarpe, presentando una sorprendente affermazione visiva di pacifismo insieme ad un sanguinoso massacro vendicativo finale.

Si ringrazia per la collaborazione il Far East Film Festival