Made in Hong Kong

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Moon e Sylvester, due adolescenti, il primo con i capelli corti ed un fisico asciutto con vestiti sempre alla moda, il secondo capellone grassoccio un po' ritardato, abitano in un appartamento, con la madre e la sorella di Moon in un’enorme palazzo di Hong Kong.

 

MADE IN HONG KONG - XIANGGANG ZHIZAO di Fruit Chan (1997)

Durata: 108'
Origine: Hong Kong
Produttori: Doris Yang Ziming, Daniel Yu Wai-Kwok
Produttore esecutivo: Andy Lau
Produzione: Shu Kei - Golden Harvest, Martin Lau Kwok-Wai, Kenny Chan Wai-Yeung
Distribuito: Andy Lau - Doris Yang e Shu Kei
Soggetto: Fruit Chan
Sceneggiatura: Fruit Chan
Attori: Sam Lee, Neiky Yim Hui-Chi , Wenbers Li Tung-Chuen, Amy Tam Ka-Chuen, Carol Lam Kit-Fong, Doris Chow Yan-Wah, Siu Chung, Tat-Yee Chan, Wai-Chung Wu, Chan Sang, Kelvin Chung, Ah Ting, Jessica, Ah Wai, Ho B-Chai, Ben, Mrs. Chan, Kwan Cheuk-Fai, An Chi-Man, Leung Chin, Kan Chi-Tak, Chan Chung-Tai, Do-Ba, Tam Ka-Man, Man Kit, Ricky Lau, Kwok-Sing Law, Koon-Lung Lee, Mrs. Leung, Kwok-Leung Mak, Chong Ting-Lung, Yin-Lung Tsui, Lau Wai-Lung, Wendy, Ka-Ming Wong
Fotografia: Wah-Chuen Lam, Sing-Pui O
Assistente alla regia: Wai-Keung Chan
Direzione artistica: Ki-kwan Ma
Montaggio: Sam-Fat Tin
Musiche Originali: Wah-Chuen Lam
Suoni: Chi-Chung Yung
Costumi: Tin Muk

Un giorno Sylvester trova il cadavere di una giovane ragazza che si è suicidata gettandosi da un palazzo che si affacciava ad una costruzione con una grande croce in cemento. Susan, una giovane studentessa delusa dalla vita, nel compiere questo infelice gesto stringe con sé due lettere che Sylvester raccoglie dall’asfalto ricoperto di sangue, ma in quel momento sopraggiungono un gruppo di ragazzini che vogliono malmenarlo. Finisce in ospedale, arriva il suo amico Moon. Lì incontrano Ping, una ragazza dai capelli corti e dall’aria sbarazzina, che abita nel loro stesso palazzo e che sembra interessare particolarmente a Moon, il quale decide nei giorni successivi di passare a trovarla. Tra i tre si instaura una simpatica amicizia e decidono di consegnare le due lettere scritte da Susan ai destinatari. La prima missiva è destinata ad un giovane professore di educazione fisica delle scuole superiori, mentre la seconda ai genitori della studentessa. Mentre la prima consegna va a buon fine, la seconda, poiché vengono scoperti dai genitori di Susan a spiare dentro dalle finestre della loro abitazione, si spaventano e fuggono per i corridoi del palazzo. Ma Ping si affatica e non riesce a reggere lo sforzo. I due ragazzi scoprono che la fanciulla ha legata a sè una sacca per le urine, è in attesa di un trapianto di reni. Moon si sente sempre più legato a Ping e quando la va a trovare nel suo appartamento scherzano quasi come fossero una coppia. Ma la giovane non ha una vita semplice, oltre alla malattia la madre è perseguitata da un uomo che le vuole portare via le poche cose della loro abitazione. Moon per difenderle alza la voce con il gruppo di malavitosi e spacca una bottiglia in testa al boss. La banda se ne va e lascia gli oggetti che voleva portar via. Ma il gesto coraggioso non porta la madre di Ping a fidarsi di lui, infatti lo manda via in malo modo e rimprovera la figlia. Moon si sente sempre più coinvolto nella vita e nelle disgrazie delle due, anche perché, la madre di Ping, come la sua è stata abbandonata dal marito, entrambi gli uomini hanno lasciato le mogli per le loro amanti arrivate dalla Cina. Vorrebbe comprare una pistola, ma poiché non ha abbastanza soldi opta per un coltello, ma proprio nel momento in cui è nel negozio, vede Sylvester correre inseguito da tre ragazzini, che lo avevano precedentemente malmenato e spogliato, obbligandolo a masturbarsi davanti a loro nei bagni pubblici. Riesce a metterli in fuga e a portare a casa l’amico. Ma mentre si occupa di lui, legge un biglietto che lo manda fuori di sé, esce con un coltello da cucina in mano ed in un bagno assiste al taglio della mano da parte di un ragazzino ad un signore cinquantenne. E’ frastornato e la sera a casa straccia la lettera della giovane studentessa suicida. Moon e Sylvester fanno visita a Ping ed il gruppo decide di recarsi al cimitero per cercare la lapide della studentessa. La ricerca si trasforma in un gioco ed i tre sembrano bambini in un parco giochi. E lì dove regna la morte Ping dà un dolce bacio a Moon. Pochi giorni dopo nell’abitazione di Ping i due ragazzi trovano la madre sporca di sangue. Moon ormai ha deciso di acquistare una pistola e con una camicia da finto poliziotto è deciso a far fuori l’uomo causa di malesseri per la famiglia di Ping, ma il suo piano non riesce poiché non ha coraggio di premere il grilletto. Quest’azione lo porta ad essere un facile bersaglio, infatti la sera stessa, un giovane in skate lo infilza con un cacciavite. Sembra essere in fin di vita, ma miracolosamente si salva, però all’uscita dall’ospedale scopre che la dolce Ping è morta. La madre di lei consegna a Moon la lettera di Susan, che Ping aveva conservato dal giorno del loro bacio nel cimitero. Moon è fuori di sé, ora nulla può impedirgli di far fuoco, così si aggira per Hong Kong per uccidere definitivamente coloro che hanno intralciato le loro possibili vite serene. Mentre Moon è intento nella sua vendetta, Sylvester muore malmenato da un numeroso gruppo di ragazzini che lo intercettano mentre è intento nella consegna di un carico di droga. Moon, che da quando era venuto in possesso delle lettere di Susan sporche di sangue, aveva continuato a fare incubi sul suicidio della giovane, dopo aver giustiziato i colpevoli della sua infelicità e spedito la missiva ai genitori di Susan finisce per suicidarsi accanto alla tomba di Ping. Ora sono la mamma ed il padre di Susan custodi delle sofferenze della figlia ed anche di Ping e Moon, i quali di loro pugno hanno proseguito la stesura della lettera carica di amarezze e delusioni.

Il film indipendente, realizzato ad Hong Kong, dove amici e parenti di Fruit Chan lo hanno aiutato a raccogliere un budget di circa 80.000 $ hongkongesi, presenta una sceneggiatura scritta già tre anni prima dallo stesso regista. Egli ha girato con una troupe di cinque persone, metà di questi erano gli stessi attori, ed ha utilizzato per la realizzazione i resti di pellicola messi da parte di nascosto nei periodi in cui lavorava come aiutoregista per il cinema commerciale. Le musiche sono invece state scritte da uno degli attori, mentre il direttore della fotografia l'ha fatto un suo amico che ha imparato a girare mentre facevano il film. Le macchine e gli strumenti sono stati prestati e gli attori sono tutti improvvisati, presi dalla strada come nel periodo del cinema neorealista italiano. Ma la recitazione è uno degli elementi fondamentali di “Made in Hong Kong” che ritrae perfettamente il mondo di delinquenti giovanili, i sobborghi malfamati della città nel momento del passaggio alla Cina. Nonostante possa essere una data importante, la vita delle periferie e della delinquenza non cambia e continua a coinvolgere le vite di molti. Il tema affrontato non è dei più originali per il cinema cinese, che vede spesso drammi legati alla malavita e alla delinquenza, ma l’abilità nel gestire il progetto con i pochi mezzi a disposizione, danno le coordinate di quelli che sono i numeri di Fruit Chan. Le luci rosse calde dei mercati riprendono il calore del sangue e si contrappongono alla freddezza di certe immagini verdognole e scure, in certi momenti non sembra proprio che il direttore della fotografia sia agli esordi, poiché i giochi di inquadrature con grate, sbarre e reti rendono perfettamente il senso di claustrofobia e soffocamento che il gruppo di amici percepisce in questo momento della vita: vi è un fitto e divertente gioco di linee nelle immagini che sottolineano i palazzi alveare di Hong Kong. Il cimitero è suggestivo ed è l'unico posto dove i tre riescono ad essere sereni. La storia infatti oltre ai vari omicidi che percorrono l’intera pellicola si apre e chiude con due suicidi, dove il secondo presenta come voce extradiegetica un discorso di Mao ai giovani. Il regista riesce a raccontare una vicenda su cui riflettere, cruda dove traspaiono dai protagonisti piccoli momenti di generosità, quali, Moon che firma una carta per donare gli organi dopo che ha scoperto la malattia di Ping, ma egli non rinuncia mai all’umorismo, come quello che esplicita nelle scene in cui Moon arrabbiato, dopo un inseguimento in un mercato, usa il cadavere di un maiale per percuotere un uomo; Sylvester che perde sangue dal naso ogni volta che è eccitato o vede le gambe di una ragazza; Moon che si sveglia la notte con gli slip bagnati e dopo averli lavati ed asciugati li ripone nel frigo per rinfrescarli; oppure quando medica Sylvester e non trovando un cerotto mette sulla faccia dell’amico un assorbente della sorella; ed anche quando i quattro bimbi che vedono Moon morto, e non comprendendo, si mettono a giocare con il suo naso. La scenografia è quella della città e dei piccoli appartamenti dove vi sono poster occientalie ninnoli sui mobili che vorrebbero essere arredamenti di case serene ricche di serenità, amore e ricordi.