The coldest day

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Le storie di rapporti extraconiugali continuano a essere l’argomento più scottante fra i cittadini cinesi moderni.


THE COLDEST DAY - DONGZHI
di Dong Xie (2003)

Durata: 100'
Origine: Cina
Produttore: Tian Zhuangzhuang
Interpreti: Xu Ya Jun, Hu Jing Fan, Qin Hai Lu

Il cinema cinese, ufficiale e non, ha risposto con prontezza ed entusiasmo, soddisfacendo la curiosità del pubblico che vuole almeno vedere, se non vivere di persona, questo nuovo fenomeno della moderna vita urbana cinese. Con The Coldest Day, opera prima del regista Xie Dong, possono averne un’idea. Zhang Xuezhi (Xu Yajun), avvocato di bell’aspetto, sembra avere tutto: una bella moglie, una figlia carina, un appartamento lussuoso, una bella macchina. Ma la moglie Xinmei (Hu Jingfan, la diva del premiato Springtime in a Small Town di Tian Zhuangzhuang), una mancata cantante dell’Opera di Pechino, ha una storia torrida sul posto di lavoro con il giovane e aitante cantante Li Bao (Xiao Long). Yajun inevitabilmente li scopre, ma non prima di avere incontrato l’impetuosamente sexy Ziao Baicai (interpretata dalla sublime Qin Hailu, star di Durian Durian e Chicken Poets), moglie di uno dei suoi clienti, detenuto in prigione. Baicai gli fa capire chiaramente di essere molto più interessata all’avvocato del marito che alla libertà di quest’ultimo. Su questo quadrilatero amoroso, The Coldest Day forma una composizione d’atmosfera, introspettiva, fresca, semplice. Il film, girato in digitale, ha dei colori fastosamente elaborati: un freddo schema cromatico bianco/nero/marrone mantiene fissa la nostra attenzione sul mondo interiore dei protagonisti, tutti in lotta con una sorta di mancanza di regole e di isolamento che rinchiudono nel profondo i loro sentimenti. Il regista Xie, che si è formato come aiuto regista di Zhang Yimou, ha una padronanza ammirevolmente solida dello stile e delle atmosfere. Riprese lunghe e virtuosistiche suggeriscono momenti di penosa malinconia, mentre si tinge di humour nero l’incontro dell’intera famiglia disfunzionale in un corridoio d’ospedale. Xie Dong dà al cinema urbano cinese una voce nuova e moderna, che evita il “colore locale” e rivendica audacemente il diritto di confrontarsi alla pari con il cinema mondiale più cosmopolita.

Shelly Kraicer

Si ringrazia per la collaborazione il Far East Film Festival