The Case

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Cosa fareste se foste un marito continuamente oggetto dei sospetti di una moglie paranoica…

The Case – La valiga Xiangzi

China, 2007, 87’, Mandarin
Dir: Wang Fen
Scr: Wang Fen, Zhang Cheng
Art Dir: Zhang Hui
Ph (color): Zhang Huajie
Music: Xiao He
Ed: Zhou Xinxia
Prod: Lola, Yin Xin
Cast: Wu Gang (He Dashang), Wu Yujuan (Dashang’s wife), Wang Sifei (Guest), Wang Hongwei (Guest’s husband), Tang Wei (Dashang’s brother in law)
Production company: Filmblog Media

e un giorno trovaste una valigia piena di membra umane congelate che galleggia nella corrente? Se foste lo sfortunato e succube albergatore Dashang, seppellireste le suddette membra nelle fioriere della vostra serra e poi vi comportereste da perfetti colpevoli.

Questa le la situazione di partenza della commedia, decisamente noir e decisamente divertente, The Case, della regista esordiente Wang Fen. Dashang e sua moglie gestiscono un incantevole locanda nella pittoresca cittadina di Lijiang, nello Yunnan. In passato lei aveva scoperto una relazione extraconiugale del marito e ora lui è sempre presunto colpevole fino a quando sia provata la sua innocenza. C’è una “crisi di fiducia” nell’aria, secondo un programma radiofonico che entrambi ascoltano, e Dashang e sua moglie la vivono minuto per minuto. Lui, poi, sembra assalito da un misterioso disturbo che lo costringe in casa e che lo fa vagare per la locanda e costruire piccole decorazioni bizzarramente graziose. Suo unico svago è la cura delle piante nella serra dove un giorno infausto seppellisce la prova congelata del possibile delitto di qualcun altro.

Dashang riesce a sopravvivere a una visita a sorpresa da parte della polizia locale, ma la sua vita familiare è ormai giunta a un punto di rottura. L’arrivo di un’ospite misteriosa e sensuale (con un marito convenientemente costretto a letto) che sembra stranamente attratta da Dashang, fa sì che l’inferno sia ormai sul punto di scatenarsi.

I ruoli domestici di Dashang e sua moglie sembrano stranamente invertiti, dal punto di vista del genere sessuale (il film è diretto da una donna, Wang Fen). È la donna ad esercitare tutto il potere all’interno del rapporto: di fronte al suo sguardo indagatore, la mancanza di spina dorsale del marito – che sembra sempre sul punto di eclissarsi in qualche angolo buio come gli scarafaggi che infestano la locanda – risulta buffa ma dà anche sui nervi. Il film cerca sempre di mantenere un equilibrio eccitante tra suspense e commedia, alternando il tema secondario della gelosia, di un’asciutta comicità, al mistero delle membra umane e alla paura di Dashang di essere scoperto. Quando la commedia scivola chiaramente nella farsa familiare, con lui e la conturbante ospite che si sottomettono all’inevitabile, il suo fardello di segreti diventa insopportabile e la tensione del film si fa tangibile.

Un ottimo cast di attori comici esperti e di esordienti trasmette a The Case energia e carattere. L’attore teatrale Wu Gang (protagonista di Trouble Makers, 2006) è un superbo Dashang, col suo volto alla Stan Laurel, tutto energia nervosa e malcelato terrore, e cattura sia lo charme che il senso di autocondanna e disgusto verso se stesso di un uomo completamente e comicamente fuori di senno. Wu Yujuan è una provocatrice nei panni della moglie senza nome: chi la ricorda in Woman From The Lake Of Scented Souls (1993) rimarrà sorpreso della sua notevole presenza comica. Wang Sifei è tutta eros latente nei panni dell’ospite misteriosa e seducente, e i fan di Jia Zhangke si divertiranno nel ritrovare il suo attore feticcio, Wang Hongwei (presente al Far East Film di quest’anno anche in One Foot Off The Ground), in un importante cameo. La località turistica di Lijiang e le montagne che la circondano sono ben valorizzate e la colonna sonora dalle sonorità eccentriche di Xiao He offre un sostegno forte e vivace al più bizzarre alzate di fantasia del film.

Sotto questa arguta farsa sulla vita familiare e la violenza, sta una commedia sull’ansia del ruolo sessuale, con gli uomini che immaginano un mondo in cui la loro tradizionale dominanza è semplicemente svanita, andata in fumo, lasciandoli di fronte a un mondo assurdo e sinistramente comico, un po’ divertente e un po’ dominato dall’inquietudine. Se raccontata con il brio e l’energia frenetica che caratterizzano questo film, comunque, questa sensazione diventa leggera e per nulla minacciosa: la satira sociale scivola nell’intrattenimento di massa, e può davvero essere molto divertente.

Si ringrazia il Far East Film Festival per la scheda