Infernal Affairs

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Andrew Lau (già presente agli scorsi Far East con molti suoi film) e Alan Mak (autore, tra gli altri, di un bellissimo noir purtroppo poco visto, A War Named Desire) firmano in coppia la regia di Infernal Affairs, action urbano di grande successo in patria.

Infernal Affairs – Wu jian dao
di Andrew LAU & Alan MAK 2002

Durata: 100′
Origine: Hong-Kong
Sceneggiatura: Felix Chong, Alan Mak
Produzione: Ronald Wong
Produttori:
Ellen Chang, Lorraine Ho, Andy Lau
Interpreti:
Tony Leung Chiu-Wai, Andy Lau, Anthony Wong Chau-Sang, Eric Tsang, Kelly Chen, Sammi Cheng, Edison Chen, Shawn Yue, Elva Hsiao, Man-chat To, Ka Tung Lam, Ting Yip Ng, Dion Lam, Wan Chi Keung, Hui Kam Fung, Tony Ho, Courtney Wu, Au Hin Wai, Li Tin Cheung, Chaucharew Wichai
Fotografia: Wai Keung Lau, Yiu-Fai Lai
Montaggio: Ching Hei Pang, Danny Pang
Assistente alla regia: Wai Hung Chan
Consulenza effetti visivi:
Christopher Doyle
Direzione artistica: Wong Ching Ching, Sung Pong Choo
Musiche Originali: Kwong Wing Chan
Suoni: Kinson Tsang
Costumi:
Pik Kwan Lee
Coreografie: Dion Lam

E fa piacere, perché recupera meccanismi e sensazioni che fecero grande il cinema di Hong Kong, e che sembravano essere andati perduti. L’alchimia tra racconto, messinscena e rigore morale sull’uomo e sulla vita ritorna con bella forza, supportata da un gioco attoriale di squadra davvero pregevole. Se Andy Lau, più passa il tempo, più migliora, e Tony Leung Chiu-wai dimostra ancora una volta la statura di grande interprete, sono l’immenso Anthony Wong, uno dei migliori attori hongkonghesi di sempre, e Eric Tsang, straordinario volto eclettico (indimenticabile in Metade Fumaca, proiettato al Far East Film 2000), a ritagliarsi i ruoli migliori. Senza dimenticare il giovane Edison Chen e Sammy Cheng. Il poliziotto Ming (Lau) lavora sporco, perché è l’informatore di un potente boss della droga (Tsang). Ma anche il gangster Yan (Leung Chiu-wai), in verità un poliziotto, fa il doppio gioco, perché tiene costantemente aggiornato il proprio capo (Wong) sulle mosse dei criminali. A poco a poco, però, la tensione si fa claustrofobica, e le possibilità di muoversi si assottigliano: fino allo scontro decisivo.

Infernal Affairs corre su parametri collaudati, ma lo script di Alan Mak e Felix Chong si rivela in grado di delineare bene i caratteri e di articolare gli eventi con buona suspense e sicurezza. E la regia costruisce ottime sequenze articolate (si veda quella iniziale di intercettazione per la consegna di un carico di droga, che si rilancia continuamente). Se c’è qualcosa che stona, è il finale, che mette più o meno a posto ogni cosa (e di certo, tempo fa, non si sarebbe preso nemmeno in considerazione a Hong Kong; esiste anche una conclusione alternativa, rintracciabile nel dvd, più affrettata e non meno deludente). Ma non incide affatto sul tono generale del film, tra i più riusciti polizieschi hongkonghesi da qualche tempo in qua.

Pier Maria Bocchi

Si ringrazia per la collaborazione il Far East Film Festival