Infernal Affairs 3

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Uscito nelle sale solo dodici mesi dopo che Infernal Affairs aveva sconvolto il botteghino di Hong Kong, Infernal Affairs III conclude una trilogia.

INFERNAL AFFAIRS III – Wu jian dao III
di Andrew Lau, Alan Mak

Durata: 118′ min.
Origine: Hong Kong
Sceneggiatura: Felix Chong, Alan Mak
Interpreti: Andy Lau, Tony Leung Chiu Wai, Kelly Chen, Daoming Chen, Edison Chen, Sammi Cheng, Wan Chi Keung, Leon Lai ming-lai, Ka Tung Lam, Carina Lau, Ting Yip Ng, Man-chat To, Eric Tsang, Anthony Wong Chau-Sang, Shawn Yue
Fotografia: Wai Keung Lau
Montaggio: Ching Hei Pang, Danny Pang
Musiche Originali: Kwong Wing Chan

Allo stesso modo del prequel che costituiva Infernal Affairs II, l’episodio finale della serie aggiunge ancora un po’ di storia ai personaggi, situando l’azione in periodi tanto precedenti quanto successivi agli eventi del film del 2002. I personaggi centrali, la “talpa” della triade Ming (Andy Lau) e il poliziotto infiltrato Yan (Tony Leung), rimangono al centro del film, insieme al poliziotto SP Wong (Anthony Wong) e al boss della malavita Sam (Eric Tsang), ma entra in scena anche una nuova serie di interpreti. Quando la storia si sviluppa nel 2003, Ming è ancora nelle forze di polizia, sempre più torturato dalla sua posizione, e vede entrare in scena un altro misterioso poliziotto della Sicurezza, Yeung (Leon Lai). Il nuovo arrivato sembra avere rapporti tanto con Sam quanto con il gangster cinese Shen (Chen Daoming). Così Ming comincia a indagare. Infernal Affairs III possiede gli stessi elevati standard di produzione dei primi due film, ma gli manca lo splendore del prequel uscito alcuni mesi prima. I personaggi di Ming e Yan veicolano gran parte del loro dramma attraverso momenti più tranquilli trascorsi con una psicologa (Kelly Chen), mentre gli elementi di thriller poliziesco sono riservati a scene più incalzanti e serrate che coinvolgono Yeung e i suoi soci. Tony Leung offre un’altra interpretazione complessa di Yan, affascinante e malato d’amore in alcune parti, nervoso e vulnerabile in altre. Il ruolo di Andy Lau, nei panni di Ming, si concentra sulla discesa nei meandri della pazzia e della paranoia, e l’attore gestisce questa materia dando un’ottima prova di sé. Chen Daoming, invece, fornisce un’interpretazione di classe nei panni di Shen, un ruolo che crea le referenze per coproduzioni sempre più frequenti fra Hong Kong e Cina.

Si ringrazia per la collaborazione il Far East Film Festival