Happy Together

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Premio per la migliore regia al Festival di Cannes nel 1997, la pellicola di Wong Karwai percorre un viaggio con due giovani innamorati che lasciano Hong Kong e si dirigono in Argentina con il sogno di intrepide avventure nel sud di questo paese.

HAPPY TOGETHER - Cheun gwon tsa sit di Wong Karwai (1997)

Durata:93'
Origine:
HONG KONG
Produttore: Chan Yecheng
Produttore esecutivo: Wong Karwai
Produttori associati: Taizhen, Xiaoyuan Hongzi, Zeng Jingchao
Coordinate di produzione: Zhu Jisheng
Manager di produzione: Peng Qihua
Supervisore di produzione: Peng Qihua
Presentazione: Chen Yijin
Distribuzione: LUCKY RED (1997) - LUCKY RED HOME VIDEO
Soggetto: Wong Karwai ,Tratto dal testo di Mauel Ping
Sceneggiatura: Wong Karwai
Fotografia: Christopher Doyle
Interpreti: Tony Leung Chiu-wai, Leslie Cheung, Chang Chen, Gregory Dayton, Shirley Kwan
Montaggio: Wong Ming-Lam, William Chang Suk-Ping
Assistenti alla regia: Jiang Yuecheng, Johnny Kwong
Assistente alla fotografia: Li Yaohui He Baorong
Assistente di produzione: He Wanjing
Direzione artistica: Zhang Shuping
Musiche Originali: Danny Chung
Suoni: Liang Dazhi, Cheng Xiaolong, Chi-tat Leung, Du-Che Tu
Effetti speciali: Tom Cundom
Scenografia: William Chang Suk-Ping
Trucco: Guan Lina
Fotografie backstage: Xia Yongkang, Li Zhichao
Coreografie: Juan Carlos Copes
Performer:
Caetano Veloso

Lungo la strada Ho Po-Wing decide di lasciare l’amato Lai Yiu-Fu. Solo, Lai diventa il butta fuori di un bar di Buenos Aires. Dopo tempo, i due si ritrovano nella città e Lai ospita Ho nel suo appartamento, ma non è intenzionato a ritornare il suo amante. Lai trova lavoro nella cucina di un ristorante cinese dove fa amicizia con Chang, un ragazzo di Taipei. La situazione diventa pesante a causa di continui litigi tra Lai e Ho, quest’ultimo decide allora di ritornare in Patria e chiede il suo passaporto a Lai che non è minimamente intenzionato a restituirglielo. I due hanno una violenta rissa dove Lai ha la peggio; Ho decide così di andarsene. Chang, il quale era partito per incontrare la sua famiglia a Taipei rientra dal viaggio. Lai, triste e solo, per tentare di riprendersi decide di fare quel viaggio alle cascate dell'Iguazu dove volevano andare tutti e due quando lui e Ho un tempo erano innamorati e felici. Sempre più triste e demoralizzato Lai decide di ritornare ad Hong Kong. Durante il viaggio verso la sua Patria decide di fare uno stop e fermarsi a Taipei dove, in un mercato, riconosce i genitori di Chang grazie ad una fotografia appesa nel luogo di lavoro. Ciò lo porta a pensare al suo futuro, al desiderio di famiglia e la voglia di lasciare quella solitudine che da troppo ormai lo divora.

Il regista rende espliciti il pathos di quest’ infelice storia d’amore con abile uso della fotografia, delle luci, colori, bianco e nero che vengono alternati a moti di velocizzazioni e rallentamenti delle immagini. Tutto ciò accentua maggiormente il dolore, la solitudine e la desolazione che si è creata nell’intreccio della coppia di amanti. Molte volte sono messe sullo schermo le loro fragilità ed anche il fatto di vederli girare per l’appartamento in canottiera e ciabatte è un modo per evidenziare il loro essere nelle piccole intimità giornaliere. Lo stile di Wong Karwai proietta emozioni intense in ogni dettaglio e particolare che svela ai nostri occhi.
Il paesaggio delle grandi città dove è stato ambientata la pellicola, ed il paesaggio delle cascate dell'Iguazu, riflettono i sentimenti interiori, il primo mostra due megalopoli, quasi identiche, due agglomerati di luci, strade e traffico che possono rendere più desolante la vita di chi si sente solo ed infelice; mentre il paesaggio naturale delle cascate sembra quasi partecipe con il suo rumore e la sua acqua al “pianto” infelice di chi non può apprezzare la bellezza con colui che ha amato.