Eating Air

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Un giovane ragazzo che vive con i genitori, con i quali non ha alcun tipo di dialogo, si lascia trasportare da un sogno ad occhi aperti dove si trasforma nel super eroe della situazione.

EATING AIR di Kelvin Tong e Jasmine Ng (1999)

Durata:
100’
Origine:
Singapore
Produttore:
Laraine Frugthiet, Mabelyn Ow
Produttore esecutivo:
Andrew Yap, Jonathan Yap, Awi Lee
Montaggio:
Jasmine Ng
Sceneggiatura:
Kelvin Tong, Jasmine Ng
Fotografia:
Lucas Jodogne
Interpreti:
Benjamin Heng, Alvina Toh, Mark Lee, Kit Chan, Joseph Cheong, Andy Chng, Ferris Yeo, Michelle Chong, Deborah Png
Musica:
Joe Ng
Suoni:
Noh Ghani
Animazione:
Chan Man Loon

La maggior parte della giornata la trascorre sul tetto di un palazzo a fumare con gli amici, con i quali si diverte a combinare scherzi, fare giri per la città in moto e giocare in sala giochi. Lì incontrano spesso un tipo spilungone e cappellone, vestito eccentricamente, il quale ama raccontare storie condite, che lo fanno apparire un tipo interessante e coraggioso, mentre in realtà è un venditore di VCD porno e per giunta codardo. Questi esibizionista al massimo, bazzica più volte in un centro commerciale nel quale lavora una ragazza dal volto spesso triste ed annoiato, a causa della sua vita monotona e della sua collega impicciona ed egocentrica. Ella la sera tiene un banchetto dei giornali assieme alla madre. In questo periodo però è quasi sempre sola, la madre ha iniziato una relazione con un uomo facoltoso che possiede una porsche gialla. Le sue giornate procedono noiosamente sempe uguali, finché un pomeriggio dopo un inseguimento tra bande nel centro commerciale, il giovane sognatore ad occhi aperti vede la ragazza dalla vetrina della cartoleria e la macchia di inchiostro viola sulla camicetta bianca di lei è per lui il segno che qualcosa di speciale può accadere tra i due. La rivede una sera davanti al banchetto dei giornali e mentre intimidito cerca di farsi coraggio per parlarle ormai lei ha già preso il bus per fare ritorno a casa. Allora lui per farsi notare inizia ad andare in moto spericolatamente davanti al bus, riuscendo ad allontanare dalla mente della giovane i racconti pesanti della madre in lite con l’uomo della porsche e dipingendo sul suo volto un radioso sorriso. L’indomani passa più volte davanti al negozio dove lei lavora e la sera si decide ad invitarla per un giro in moto. Dopo un pò di esitazioni la ragazza accetta e si lascia riaccompagnare a casa. E’ sereno, spesso la va a prendere per fare dei giri da soli e con i suoi amici. Fanno tuffi in piscina, lunghe chiacchierate di notte sui tetti progettando di partire per luoghi nuovi e sconosciuti. Qualcosa però interrompe il suo momento idilliaco: un amico del suo gruppo si è messo nello spaccio e trattenendo dei soldi da quelli che doveva consegnare al suofornitore, questi è riuscito a comprarsi una moto. I conti però sono rimasti aperti e perciò è continuamente ricercato dai malavitosi. Per questo più volte si trova coinvolto in difesa dell’amico in risse, che lo portano a non mantenere appuntamenti ed una promessa fatta alla fanciulla. Inizialmente è risentita, ma preferisce fidarsi e quindi decide di dare al ragazzo un’altra possibilità, infatti una sera dopo che lui la ha cercata assiduamente, al cerca persone, lo invita a salire in camera sua. Baci e carezze avvolgenti li rendono sempre più vicini … ma questa volta è il cerca persone di lui a suonare: l’amico è terribilmente nei guai. Per un pò di giorni i due sono costretti a nascondersi, mentre la povera fanciulla, preoccupata cerca di contattarlo senza ottenere alcun risultato. Il ragazzo una sera, uscito allo scoperto per prendere del cibo, decide che ormai è giunto il tempo di affrontare i malviventi, ma i conti non sono ancora conclusi, è necessario un altro incontro. Stupito, prima di affrontarlo, la sua bella lo ha raggiunto e lo invita a realizzare la sognata fuga. Lui promette: dopo l’incontro di quella nottata. Lei ritorna a casa serena pronta a dare l’addio al suo noioso e triste mondo. La chiama al cerca persone. Ma nel frattempo hanno massacrato e dissanguato l’amico del suo amore, il quale disperato tenta di raggiungere in moto al più presto l’ospedale. La via però lo porta ad incontrare in un tunnel proprio la banda di malviventi che ha massacrato l’amico e preso dalla rabbia a colpi di casco violentemente riesce a mettere fuori combattimento tutti, ma proprio quando sta per scaricare tutta la sua rabbia sull’ultimo della banda, il boss, nel tunnel passa il furgoncino degli spacciatori. Lei arriva all’appuntamento, scopre che lui sta portando l’amico al più vicino ospedale, ma per strada vede il suo casco, lo raccoglie ed in silenzio se ne va.

Questa pellicola di Singapore ha un titolo che già preannuncia molto: “farsi un giro”. La storia narrata presenta della parti in cui si parla in cinese, dialetto locale ed inglese maccheronico, testimoniando una realtà di giovani sbarazzini, pronti a mettersi in discussione e ad ascoltare, aiutare gli amici ed inseguire i propri sogni. I nomi dei due protagonisti principali, come quelli di altri personaggi, non sono mai citati, forse perché la loro storia può essere quella di altri ragazzi di Singapore oppure di altri nel mondo asiatico. Spesso il protagonista sognatore ha visioni dove i suoi genitori, con i quali non ha un dialogo, diventano avversari che affronta oppure cadaveri che deve rivendicare. La fantasia è fuga e sollievo da una realtà piatta: per sentirsi meglio è necessario costruirsi un mondo in cui affronta i nemici a colpi di kung-fu o con l’abilità di un samurai. Non sembra essere facile la realtà dei giovani, ma è esplicita la loro voglia di lasciarsi andare ai sentimenti, la solidarietà ed il desiderio di migliorare in tutti i sensi. Per i due protagonisti non è semplice dire quello che provano, infatti i loro sentimenti vengono al minimo esplicitati. Lei solo all’estremo riesce ad esternare alla madre che è stufa di essere in secondo piano ed è stanca di sentirla raccontare i problemi che ha con il suo uomo. I colori della pellicola sono vivacissimi, luminosi, caldi ed in certi punti acidi, predominanti sul verde fluorescente. La fotografia è molto curata nel dettaglio e le integrazioni con le animazioni sono perfette. Molte scene sono particolarmente belle, ma una più di altre denota un lungo lavoro di sincrono: quella dell’incontro tra bande nel centro commerciale, dove rumori di tutti i giorni, oggetti quali bicchieri, cucchiaini, stoffa strappata, fotocopiatrice, respiri, scarpe che fischiano, cuori che battono sono perfettamente sincronizzati con le immagini.