Confession of Pain

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Il team di registi e sceneggiatori che è all’origine del grande successo della trilogia di Infernal Affairs esplora nuovamente il territorio del thriller a grosso budget in Confession Of Pain, una delle produzioni più piacevoli del cinema di Hong Kong del 2006.

Regia: Andrew Lau, Alan Mak
Anno: 2006
Durata: 110′ min
Origine: Hong Kong

I registi Andrew Lau e Alan Mak, insieme al co-sceneggiatore Felix Chong, non sono interessati a rispettare le solite formule precostituite in questa incursione nel thriller, ma invece compiono mosse audaci per distaccare il loro ultimo dramma poliziesco dalla convenzionale suspense da romanzo giallo.

La storia inizia quando la vita familiare del poliziotto Hei (Tony Leung Chiu-wai) e della sua ragazza Susan (Xu Jinglei) viene sconvolta dall’uccisione del padre della donna. Hei si getta sul caso, ma non si trovano indizi. Ben presto Susan interviene dietro le quinte facendo uscire fuori Bong (Takeshi Kaneshiro), ex collega problematico di Hei, da un torpore alcolico che dura da diversi anni, perché lo aiuti – nella speranza che i due uomini possano fare progressi nelle indagini.

La situazione fornisce un’ottima materia prima agli investigatori, come si intuisce dai flashback relativi a un altro caso che vengono mostrati nei primi avvincenti minuti del film. Ma la sceneggiatura rinuncia alle regole quando la posta in gioco aumenta. Con una mossa che rischia di allontanare alcuni spettatori, l’assassino responsabile del crimine viene rivelato abbastanza presto nel film, limitando qualsiasi tensione tipica dell’investigazione cinematografica. Le frettolose scene relative all’indagine presto si sviluppano in modo da rivelare non chi ha commesso il crimine, ma perchè l’ha commesso, e così il film intraprende la strada, meno sfruttata, del chiarimento di quello che poteva essere un delitto perfetto. Mentre passo dopo passo vengono svelati dettagli spaventosi, il dolore del titolo viene a riferirsi alla tensione che le rivelazioni e le identità segrete suscitano in amici intimi, parenti e partner.

Confession Of Pain si svolge a Hong Kong e a Macao ed è permeato da un’armosfera cupa e sinistra. I registi Lau e Mak potenziano il dramma con alcuni dei valori produttivi più raffinati dello scorso anno. I divi di eleganza impeccabile contribuiscono a far brillare il film, i cui attori protagonisti sono una delle squadre più forti dell’anno. Tony Leung Chiu-wai e Takeshi Kaneshiro si mettono uno contro l’altro in una sceneggiatura molto dialogata, e la loro accoppiata è una festa per i fan, che non li vedevano insieme in un film da Chungking Express (Hong Kong Express) del 1994. Xu Jinglei, eccellente regista e sceneggiatrice della Cina continentale, è piacevolissima nel suo secondo film hongkonghese dopo Heroic Duo del 2003: se la cava benissimo e marca i momenti più forti del film con un semplice sguardo. Completano il cast principale l’impassibile Chapman To, nei panni di un poliziotto, e Shu Qi, insieme al veterano dei film degli Shaw Brothers Yueh Hua, che continua il suo gradito ritorno sul grande schermo.

Tim Youngs

Ringraziamo il Far East Film Festival per la gentile concessione