Chinese Box

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Un giornalista inglese residente da 15 anni ad Hong Kong, John, dopo aver saputo di essere affetto da una rarissima malattia del sangue, decide di godere nel pieno della libertà le sue passioni e non nascondere più il suo segreto amore per Vivian poiché ormai per lui sono pochi i mesi di vita.

CHINESE BOX di Wayne Wang (1997)

Durata: 110
Origine: Hong Kong, Francia
Produzione: LE STUDIO CANAL+,WW PRODUCTIONS INC., NDF INTERNATIONAL LIMITED
Produttori: Lydia Dean Pilcher, Jean-Louis Piel, Wayne Wang, Andrew Loo
Produttori associati e Cooproduttori:
Francey Grace, Heidi Levitt, Jessinta Liu
Produttori esecutivi:
Reinhard Brundig, Akinori Inaba, Jean Labadie, Michiyo Yoshizaki
Produzione Design: Chris Wong
Distribuzione: MEDUSA
Soggetto: Jean-Claude Carriere, Paul Theroux, Wayne Wang
Sceneggiatura: Jean-Claude Carriere, Larry Gross, Wayne Wang
Fotografia: Vilko Filac
Interpreti: Jeremy Irons, Gong Li, Maggie Cheung, Michael Hui, Rubén Blades, Jared Harris, Chaplin Chang, Noel Rands, Emma Lucia, Ken Bennett, Russell Cawthorne, Emotion Cheung, Harvey Stockwin, Jonathan Midgley, Bruce Walker, Angelica Lofgren, Dr. Julian Chang, Rui Chao Jian, Sing Chau Wai, Lo Hung, Shirley Hung, Michelle Yeung, Alex Ng – Hong Ling, Wah Lee Chiu, Maria Cordero, Pao Fung, Fan Hui, Man Cheung Lam, Siu-Kei Lee, Chi On Leung, Yuen Fat Tse, Roderick Lee, Hui Li, Maria St. Lynne, Josephine Ho, Gloria Wu, Ralph Lister, Tony Blair, Kim Penn
Montaggio: Christopher Tellefsen
Assistenti alla regia: Jo Jo Hui, Tom Razzano, Mary Soan
Musiche Originali: Graeme Revell
Suoni: Stan Bochner, Jason Canovas, Tim J. Carroll, Pam DeMetruis, Gil Hova, Richard King, Drew Kunin, Kevin Lee, Lisa J. Levine, Branka Mrkic, Barbara Parks, Dan Wallin, Brian Williams, Joshua Winget
Effetti Visivi: Daniel Leung
Scenografia: Chris Wong
Costumi: Shirley Chan
Trucco e parrucco: Isabel Harkins


La donna che gestisce un bar-karaoke è fidanzata con Chang, il quale non si decide a sposarla a causa del suo non candido passato. John e Vivian, si trovano così in due momenti difficili della vita che li portano facilmente ad avvicinarsi, capirsi ed innamorarsi. John, desideroso di conoscere vite e storie interessanti, gira per la grande città, scatta foto, registra immagini. Un giorno in un locale incontra Jean, una giovane dai lineamenti particolari che si prostituisce. John sente d’istinto che la ragazza racchiude in se’ un passato interessante e perciò insiste e riesce a fare sì che lei riveli le sue vicende più significative all’occhio imparziale della videocamera. La malattia di John avanza sempre più velocemente, lo porta per mano ed è partecipe con lui ad eventi importanti del suo lavoro e della sua vita personale. La notte del passaggio di consegne di Hong Kong alla Cina è anche l’occasione del suo ultimo incontro con Vivian. Dopo questi momenti importanti sul lungo mare si spegne piano piano, mentre la donna che ha profondamente amato si allontana.

Le scatole cinesi che confondono e danno un senso di incertezza, sono i contenitori simbolo di questa storia di intrecci ambientata ad Hong Kong. La città, luogo dove John si innamora e muore lentamente, è fusa con il protagonista perché anch’essa, terra contesa tra due nazioni, deve concludere l’appartenenza ad una vita a cui è abituata. Le due allegorie calano così l’una nell’altra e la morte di John il 30 giugno 1997, nella stessa data in cui la città da protettorato inglese torna alla Cina, rafforza e dissolve le due vie intrecciate e parallele che si erano create. Il cambiamento politico, che può creare incertezza per il futuro e quindi un clima sospeso, è simile all’incertezza dell’uomo innamorato senza speranza che è ogni giorno sempre più vicino ad una morte già segnata. La confusione e lo smarrimento sono resi con momenti fotografici che mettono in risalto i colori, le luci e le ombre. I volti di quelli che sono ripresi dall’occhio della videocamera di John delineano momenti struggenti di realtà. Il regista con le atmosfere febbrili della pellicola è riuscito a creare un quadro di emozioni sfocate che possono diventare nitide solo attraverso la possibilità “per chi è ancora in vita” di sperare nel futuro.