Beyond Hypothermia

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Classico film di arti marziali in salsa contemporanea, Beyond Hypothermia rappresenta un mutamento d’immagine per l’attrice taiwanese Wu Chien-lien, che siamo abituati a vedere in romantici ruoli strappalacrime e che invece in questo film interpreta Hui, una rifugiata cinese della Cambogia, addestrata a Hong Kong per diventare un killer professionista.Beyond Hypothermia – Sip si 32 doe di Patrick Leung (1996)

Durata:85′
Origine: Hong Kong
Produttore: Johnnie To
Produttore associato:
Catherine Chan
Produzione Managment:
Maylie Ho
Soggetto:
Roy Szeto
Sceneggiatura: Roy Szeto
Fotografia: Arthur Wong
Interpreti: Wu Chien-lien, Lau Ching-wan, Han Sang Woo, Shirley Wong
Montaggio: Wing-ming Wong
Assistenti alla regia: Rosanna Ng, Wai Saan Ng, Eddy Yeung, Gwok Wai Yeung
Direzione artistica:
Bruce Yu
Direzione dell’azione e delle arti marziali:
Yuen Bun, To Chau Kwan, Tak Yuen
Musiche Originali:
Ben Cheung, Siu Hung Cheung

Il suo personaggio solitario e privo di emozioni viene magistralmente introdotto mentre usa una fabbrica di ghiaccio come base per un assassinio. I suoi unici contatti umani sono rappresentati dalla madre adottiva e da Shek, il proprietario di un chiosco di noodles dall’altra parte della strada. Dopo avere fatto fuori un pezzo grosso coreano a Seoul, lei è inseguita fino a Hong Kong da Choi, una guardia del corpo decisa a vendicare la morte del suo capo. Intanto Hui, contro ogni regola della sua professione, si scopre innamorata del semplice Shek, mentre Choe si avvicina a poco a poco. Ancor più che in Somebody Up There Likes Me, il regista Patrick Leung mostra una sorprendente abilità nel creare un’atmosfera emotiva rarefatta attraverso la musica, le immagini e il montaggio, il che è una fortuna considerando che la sceneggiatura (fondamentalmente una variante della classica storia cinese della dea-che-si-innamora-di-un-comune-mortale) non è niente di speciale. Sebbene il film sia un tipico cocktail dolceamaro hongkonghese di azione sanguinosa e idillio innocente, sul piano dell’azione è assolutamente soddisfacente: tra le sequenze migliori, un inseguimento a piedi per le strade di Seoul, con gli inseguitori di Hui sballottati qua e là dal traffico come palline da ping-pong, e la sparatoria finale, una tragica sinfonia di spari e lamiere contorte. Evitando i soliti luoghi comuni del genere donna-killer, l’aggraziata Wu, con la sua bellezza d’oltremondo, è una buona scelta, sebbene non le sia stata chiesta una grande interpretazione. Nei panni del suo dirimpettaio, Lau è rilassato e attendibile come sempre. Con ottimi nomi alla fotografia, alla scenografia e al montaggio, il cast tecnico è eccellente. Il titolo in cinese significa “32 gradi Celsius”, in riferimento alla temperatura corporea anormalmente bassa del personaggio di Wu.

Derek Elley

Si ringrazia per la collaborazione il Far East Film Festival