Effetti della crisi economica sul sistema Cina

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La crisi economica che ha colpito in particolar modo l’Occidente, e che non ha risparmiato neppure la Cina, ha in qualche modo cambiato l’ordine mondiale delle superpotenze.

Dal vertice del G20 di novembre alcune nazioni in via di sviluppo appaiono come, se non delle possibili soluzioni alla crisi, almeno come dei salvagenti ai quali aggrapparsi per non affondare ancor più. In particolar modo, Cina, India e Brasile sembrano poter offrire ai paesi del primo mondo delle provvidenziali boe di salvataggio. La Cina, essendo uno dei maggiori investitori degli Stati Uniti, ha ampiamente criticato la malagestione degli ultimi anni del sistema economico americano, invocando maggiore trasparenza. Uno dei primi risultati più evidenti è la promozione della Cina a rango di superpotenza con capacità decisionali a livello mondiale. Secondo i vertici di Pechino, la crisi economica mondiale sarà un buon test per valutare le capacità della leadership cinese. Ma gli effetti della crisi cominciano a farsi sentire anche in Cina. I lavoratori migranti provenienti dalle campagne, stanno cominciando a ritornare nei paesi di origine a causa del peggioramento delle condizioni lavorativi nelle città della costa. La crescita economica è rallentata di uno 0.5% su base annua (ma comunque viaggia attorno al +9%). E recentemente la Banca Mondiale ha annunciato previsioni di una crescita stimabile al 7,5% per il 2009, a causa della depressione economica. Intanto continuano le misure per rassicurare le vicine economie di Hong Kong e Taiwan che stanno vivendo anch’esse gli effetti della crisi.