Intervista al Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, ed esperta di economia cinese, Prof.ssa Maria Weber

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titleMaria Weber è  Docente di Politica Comparata e di Relazioni Internazionali presso l’Università Bocconi, nonché senior research fellow per l’Asia presso L’Ispi di Milano. 

Dal 2006 è Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Pechino. Nel 1996 ha scritto Vele Verso la Cina (Sails Toward China, Edizioni Olivares, 1996) che le è valso il premio Booz-Allen & Hamilton-Financial Times Award. Altri libri di successo sono “Il Miracolo cinese”, per l’editore Il Mulino,  e “La Cina non è per tutti” del 2005, per la casa editrice Olivare.

1)  L’esportazione della cultura è in genere la testa di ponte per conquistare nuovi mercati ed avvicinare i popoli. L’Istituto Italiano di Cultura è una realtà molto vivace in questo senso. Qual’è l’impatto di questo Istituto sul tessuto culturale cinese? Quali sono stati gli eventi più interessanti?

L’Istituto Italiano di cultura di Pechino organizza molteplici eventi, la cui lista completa si trova nel sito: www.iicpechino.esteri.it . Tra tutti gli eventi previsti nel programma del 2008, si trovano mostre d’arte contemporanea, concerti di musica classica e jazz, spettacoli teatrali dellla commedia dell’arte italiana e rassegne cinematografiche. Tra le mostre, voglio ricordare due importanti mostre di artisti italiani contemporanei. La Mostra “Energie sottili della Materia” a cura dell’Istituto Garuzzo per le Arti Visive di Torino, allestita prima a Shanghai e poi a Pechino. Per il prossimo mese di novembre e’ poi in programma presso l’Accademia di Belle Arti di Pechino la Mostra “Doppio Sogno dell’Arte” a cura di Achille Bonito Oliva, che prevede le incisioni di alcuni artisti tra i più importanti nella storia d’arte moderna e contemporanea.
L’  evento recente di maggiore impatto sul pubblico cinese e’ stato il weekend di Jazz Italiano che si e’ concluso a Pechino sabato 12 aprile.  Quattro formazioni jazz hanno presentato facce diverse e attuali  del jazz  italiano, che pur rifacendosi al genere jazz “classico”, sono caratterizzate da esperienze musicali variegate e da originali lavori di ricerca e approfondimento musicale. I concerti sono stati seguitissimi ed hanno riscosso grande successo di pubblico ed interesse da parte dei media. Il maggiore quotidiano  cinese in lingua inglese, il “China Daily”, ha dedicato al Weekend di Jazz Italiano un’intera pagina dell’edizione del 12 e 13 aprile 2008.

2) Quanti studenti cinesi vengono nelle universita’ italiane per proseguire i loro studi? Quali sono le principali mete?

I principali interventi da parte italiana in materia di promozione linguistica dell’italiano in Cina si realizzano tramite l’accreditamento di nove lettorati presso nove Universita’ cinesi e tramite la concessione di contributi del Ministero degli Esteri ad altre nove Universita’. L’accresciuta promozione linguistica continua a sortire sempre piu’ positive ricadute per il Sistema Italia, offrendo ad un maggior numero di studenti e ricercatori cinesi quell’adeguata e necessaria preparazione linguistica preliminare che permette loro di accedere alle nostre universita’. Negli ultimi anni,  il numero di studenti cinesi che hanno ottenuto il visto per andare a studiare in Italia e’ molto aumentato. Nel 2007 sono stati 1.800 gli studenti che sono partiti per frequentare corsi di laurea triennale e di laurea specialistica. Un dato straordinario  se comparato con i 300 studenti che avevano ottenuto il visto del 2004.

3)  Il 2006 è stato l’Anno dell’Italia in Cina e l’Istituto è stato il principale protagonista nella organizzazione di tale evento. Come giudica questa esperienza? Quali sono stati i risultati più evidenti?

Il 2006 e’ stato un anno estremamente importante per i rapporti tra l’Italia e la Cina  sotto il profilo culturale. Abbiamo presentato al pubblico cinese oltre 200 eventi culturali tra mostre, concerti e rappresentazioni teatrali che hanno fatto il giro di tutta la Cina raggiungendo anche luoghi dove in passato l’Italia non era andata e questo anche grazie alla collaborazione delle varie municipalità cinesi che si sono mostrate immediatemente molto disponibili ad accogliere la cultura italiana nei lorro territori (mi riferisco a Ningbo, Hangzhou, Suzhou, Chengdu, oltre che Pechino, Tianjin, Canton e Shanghai).

L’Anno dell’Italia in Cina ha sicuramente influenzato l’idea che i cinesi hanno dell’Italia ed ha contribuito ad una maggiore diffusione dei diversi campi della cultura italiana da parte di un pubblico molto più vasto rispetto al passato. Inoltre, molte compagnie sono arrivate in Cina non solamente limitandosi a fare gli spettacoli richiesti ma tenendo seminari e workshop nelle scuole.

4) Come va l’ economia cinese?

L’economia cinese continua a crescere a tassi di due cifre, nonostante la battuta d’ arresto dovuta al maltempo, che in gennaio e febbraio ha colpito le regioni industriali del sudest della Cina (un periodo chiamato in Cina ”il disastro della neve e del ghiaccio”). Allo stesso tempo l’inflazione non mostra segni di rallentamento. Nel primo trimestre il Pil e’ cresciuto del 10,6 per cento, 1,1 punti percentuali in meno rispetto al marzo dell’ anno scorso. Nel 2007, l’ economia cinese era cresciuta dell’11,9 per cento. A dimostrare la fragilita’ del rallentamento e’ il dato che riguarda gli investimenti fissi, che sono cresciuti in marzo del 24,6 contro il 24,3 registrato nei primi due mesi dell’anno. Nonostante i fattori congiunturali negativi, come la crescita del valore dello yuan rispetto al dollaro, il rallentamento dei consumi negli Usa e la stagnazione in Europa, nei primi tre mesi del 2008 la produzione industriale della Cina e’ cresciuta del 16,4 per cento. Il principale motivo di preoccupazione, sia per le autorita’ cinesi che per il mercato, e’ la continua crescita dell’inflazione. A trascinare verso l’ alto l’indice dei prezzi al consumo sono stati prima di tutto quelli dei generi alimentari, che hanno segnato un +21% nel primo trimestre, oltre a quelli dell’ energia (che comunque in Cina sono sussidiati dallo Stato). In marzo, l’ indice e’ cresciuto dell’ 8,3 per cento. Un tasso leggermente inferiore a quello record di febbraio, che con l’ 8,7 e’ stato il piu’ alto degli ultimi 13 anni ma sufficiente a portare quello del primo trimestre all’ 8 per cento, cioe’ notevolmente piu’ in alto di quello ”desiderato” dal governo di Pechino del 4,8 per cento, lo stesso dell’anno scorso. Il tasso d’ inflazione è visto con grande preoccupazione dal governo cinese, perché potrebbe alimentare il malcontento popolare. Alcuni analisti ritengono che gli sforzi per ”raffreddare” l’ economia verranno intensificati nei prossimi mesi a partire da un nuovo rialzo dei tassi d’ interesse.

L’Istituto Italiano di Cultura di Pechino

istituto-italiano-culturaL’obiettivo dell’Istituto Italiano di Cultura di Pechino, che opera in Cina sotto il nome di Ufficio Culturale dell’Ambasciata d’Italia, è quello di promuovere e di diffondere la lingua e la cultura italiana in Cina attraverso l’organizzazione di eventi culturali per favorire la circolazione delle idee, delle arti e delle scienze. L’Istituto ha sempre svolto sin dalla fondazione (1986) un ruolo di primo piano nella promozione della cultura italiana e nello sviluppo dei rapporti bilaterali italo-cinesi nel settore culturale e in quello educativo. L’Istituto è situato all’interno del compound dell’Ambasciata d’Italia, nel quartiere di Sanlitun, in una palazzina progettata dall’architetto Sergio Giocondi, comprendente una sala polivalente, in cui si organizzano regolarmente conferenze, mostre d’ arte, concerti e proiezioni cinematografiche.