Universitaria cinese obbligata a chiudere sito web

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10 febbraio 2007 – Il 7 febbraio il Qilu Evening News ha riportato che una corte dello Shangdong ha condannato Wang Jing, una studentessa della Jinan University, a due anni di pubblica sorveglianza della polizia, per aver danneggiato l’immagine del padre e di una donna, descrivendola come l’amante del genitore ed usando un linguaggio indecente per infamarla.

La ragazza ha creato un sito web, contro le amanti, per denunciare la donna che supponeva avere una relazione con il padre. Ha postato quindi una petizione sulla pagina online dove ha descritto le tribulazioni e l’esperienza vissuta dalla famiglia a causa di un papà “inumano”. La scelta di tale passo, che ha reso pubblico un’affare di famiglia privato, è giunta dopo che la giovane ha visto che il suo approccio amichevole, nel spiegare lo sdegno per la relazione del padre, non aveva portato ad alcun risultato.

Li Cuilian, così si chiama “l’amante” quarantenne, ha citato Wang Jing alla corte della Contea di Dingtao, nella provincia dello Shandong, il 14 agosto accusandola di insulti e diffamazione, essendosi sentita profondamente offesa quando si è vista chiamare la concubina di Wang Zhihua, il padre quarantacinquenne dell’universitaria. L’avvocato di Li sostiene che il comportamento di Wang Jing, oltre che malizioso, è stato del tutto inopportuno, poiché ha esposto la sua cliente, con pessime parole ed accuse infondate, per un lungo periodo, sotto i riflettori dei media cinesi, danneggiandola non solo nell’immagine, ma procurandole un forte stress emotivo.

La giovane Wang ha detto di sapere dall’ottobre 2003, quando ancora aveva 16 anni, che suo padre aveva una relazione con Li, che per sei mesi aveva abitato nello stesso complesso residenziale della sua famiglia. Ha inoltre riferito al Legal Morning Post che il padre ha rotto la pace familiare iniziando questo rapporto extraconiugale. La ragazza ha sottolineato che, essendo il padre un ufficiale militare, sa bene che il posto più pericoloso può essere quello più sicuro, per questo, sentitasi ferita dal genitore, molto più della madre, ha deciso di punirlo con severità. Ha creato il sito, “extra-marital affair”, il giorno della festa del papà, parlando di lui, in modo che il genitore non si dimenticasse mai del pesante insulto verso la moglie e la figlia. Negli ultimi due anni è stata anche al CPC Central Commission of Discipline Inspection di Beijing due volte per riferire ad un membro del CPC, che suo padre aveva l’amante. La sua storia è stata immediatamente riportata dai media cinesi, più volte è apparsa su China.org e sul Chinadaily ed è passata anche alla CCTV, canale ufficiale di stato in Cina. Nelle interviste ha dichiarato di essere disposta a sacrificare la promettente carriera politica del padre al fine di ottenere un felice ricongiungimento tra lui e la madre e riavere così una famiglia unita. I genitori della ragazza si sono separati nel 2005 e hanno divorziato, dopo 21 anni di matrimonio, il 21 febbraio 2006, ma Wang ha deciso di rendere pubblici i dettagli della relazione di suo padre solo nel giugno 2006.

Wang Zhihua, ufficiale del Shandong Land e del Resources Bureau, ha raccontato ai vicini e ad altri residenti del complesso dove abitava che Li era una lontana parente. Ma people.com.cn riferisce che l’uomo ha iniziato a frequentare la donna molto prima di quello che sostiene. I due ad ogni modo, successivamente hanno interrotto la relazione.

La corte ha riferito che la giovane Wang Jing non ha potuto fornire alcuna prova evidente e diretta per sostenere le sue dichiarazioni. Wang è solo riuscita a dichiarare che vi sono state moltissime circostanze che hanno evidenziato l’esistenza di un rapporto tra i due.

Nel sito web compaiono dei termini, per descrivere l’amante del padre, che la corte ha considerato impropri e diretti insulti a Li, per questo è stata giudicata colpevole di calunnie ed insulti e le è stato imposto di cancellare dalla rete il materiale da lei prodotto, quindi togliere il sito web entro cinque giorni dall’emanazione della sentenza. Le sono stati anche imposte restrizioni di vario genere sulla libertà e diritti, specialmente nel campo del parlare, della stampa e nel viaggiare.

A sua difesa ha riferito che le sue erano solo delle considerazioni personali sul divorzio dei suoi genitori e che le offese e gli insulti sono stati postati da altri utenti che hanno avuto pessimi esperienze con amanti, quindi poiché non messi online da lei non soggetti alla sua responsabilità e non gestibili a suo controllo. Non si sa se Wang Jing farà appello all’ordinanza del giudice.

Nonostante gli investigatori non abbiano trovato alcuna prova relativa alla relazione extra coniugale, Wang Zhihua, aveva preferito tacere fino a luglio su tutta la faccenda, ritenendo la figlia immatura, dopo di che aveva rilasciato una dichiarazione al Shandong Evening Post dove chiedeva alla figlia di fare le sue pubbliche scuse sui giornali cinesi e sul web. Il genitore aveva inoltre aggiunto che la figlia aveva dimostrato di avere moltissimi pregiudizi, insultandolo e creando in lui un senso di dolore profondo oltre che al danno della reputazione rovinata. La scelta del padre di chiamare a giudizio la figlia oltre allo scopo di educativo, fermare le sue polemiche facendole ammettere l’errore, è stato per chiarire la sua situazione legalmente.

Ha dichiarato che il padre le vuole più bene della madre e che nonostante anche l’abbia chiamata in appello sarà sempre da lei ben voluto ed accolto, poiché uniti da carne e sangue, sarà per sempre suo padre.

Fonti Originali: Chinadaily, Echo Shan, Jessie Tao – China.org – Szdaily, Wing
Foto: Qilu Evening News