Proteste in Cina nella Fashion Week di Hong Kong

0
53

18 gennaio 2007 – I media internazionali parlano delle proteste del PETA (People for the Ethical Treatment of Animals), ma cosa scrivono i media cinesi?

Il 16 avevano pubblicato alcune foto delle proteste degli animalisti, per l’uso delle pellicce, davanti ad uno store Burberry di Parigi con insegne che inneggiavano “Burberry uccide gli animali. Neppure da morti vestiremo Burberry”. Accanto ai dimostranti con i cartelli altri hanno manifestavano il loro disprezzo fingendosi morti distesi in delle bare.

Lo stesso giorno compaiono sui media le immagini del China International Exhibition Center di Pechino, con visitatori e modelli in occasione dell’inaugurazione della 33rd China Fur and Leather Products Fair.

Il giorno 17 invece compaiono le foto degli animalisti del PETA vestiti da primitivi delle caverne che protestano di fronte ad un negozio Burberry di Hong Kong, ma non vi è alcun accenno alle proteste sulle passerelle.

Anche oggi si parla della Fashion Week di Hong Kong ma solo degli abiti e delle creazioni di William Tang e del suo show “King of Kowloon Revisit”, di Ranee Kok, Ali Chrisma e Peter Choi, ma nessun accenno ai dimostranti che hanno interrotto le catwalk.

Il resto del mondo ne parla, si trovano postate foto dei quattro animalisti del PETA che irrompono con cartelli provocatori verso Cecilia Yau e Peter Lau per l’uso delle pellicce nei capi d’abbigliamento.

Lawrence Yau, del Trade Development Council (TDC), ha riferito che sono obbligati a inserire anche le pellicce nello show, poiché non vi sono leggi che le bandiscono, la regolamentazione è molto severa invece per quello che riguarda la licenza di provenienza, infatti senza di essa nessuna industria o marchio può esporre. Riferisce inoltre che operano un controllo al Hong Kong Fur Association, che è responsabile di confermare e garantire le informazioni. Questi dimostrazioni stressano e preoccupano il TCD, per questo hanno scelto questo iter per approfondire le informazioni sugli espositori, poiché hanno paura di perdere la reputazione.

Ad ogni modo i media cinesi non riportano nulla dell’accaduto, non vi sono stati neppure commenti da parte di Yau, Lau o Burberry sulla protesta.

hk
hk

La cosa particolare è che delle proteste se ne parla solo in parte, cioé si è parlato solo degli animalisti davanti a Burberry, ma perché ? Forse perché non è cinese ? Forse perché mostrare le immagini dei dimostranti sulle passerelle potrebbe rovinare l’immagine della Fashion Week di Hong Kong ? Forse perché potrebbe scoraggiare gli stilisti delle prossime stagioni ? O forse perché non hanno trovato nulla di originale nella interruzione durante la sfilata ? Forse vi sono anche altre domande e risposte in merito, il fatto però non cambia, il PETA appare sui media cinesi solo quando provoca con stranezza o con donne nude, infatti non sono passate inosservate le tre ragazze, si nazionalità inglese, americana e filippina, vestite solo da un grande striscione che protestavano a novembre davanti al KFC (Kentucky Fried Chicken) di Hong Kong, accusando il fast food di trattare i polli in maniera inumana.

Fonti Originali: Beijing Time, Chinaview, Lu Hui
Foto: Xinhua Photomall, Luo We