Le installazioni d’arte in Cina non hanno taboo

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15 gennaio 2007 – Sui media di stato ufficiali cinesi, il 10 gennaio corrente anno, erano uscite delle foto, alquanto particolari di una mostra d’arte a Pechino, ma alle immagini non era stato accostato nessun nominativo o riferimento che potesse dare un’indizio o indicazione sul luogo o realizzatore delle istallazioni, ma solo oggi grazie a Danwei.org il nostro staff ha potuto conoscere reali coordinate sull’evento in Cina.


Jeremy Goldkorn ha postato infatti un video realizzato da una giovane ragazza cinese, Muzimei, la quale ha intervistato Shu Yong (??), l’artista con base a Pechino, che da poco, ha allestito la sua esibizione con sculture che rappresentano mini donne dalle tette giganti.

Il video uplodato su Sina è in cinese e senza sottotitoli in inglese, ma dalla Cina si vede con una velocità molto buona. La particolarità che emerge con l’artista è una delle sue creazioni, ritornata alla “normalità fisica” e quindi priva di taglie mille volte più grandi …

Istallazione o mostre artistiche a tema o che mostrano parti anatomiche in Cina, negli ultimi anni sono comuni e ve ne sono sempre di più proprio perché da tempo il campo dell’arte non è un taboo.

Fare arte attraverso l’uso del corpo è accettato e compreso, tanto che sono i media di stato a mettere per primi le immagini delle esposizioni o delle istallazioni realizzate dai giovani creativi cinesi.

A volte alcune con vero stile, che può ricordare i famosissimi artisti esplosi in Inghilterra nel periodo della bodyart: Gilbert & George.

CRIenglish, ha pubblicato lo scorso maggio le immagini di un’esibizione di arte contemporanea, allestita dagli studenti universitari di Nanjing, nella provincia del Jiangsu nell’est della Cina, dove i media hanno riportato un afflusso di 1000 visitatori giornalieri.

Molti occidentali credono che in Cina vi siano molte restrizioni, in alcuni campi è vero che ancora sussistono, ma quello che è il mezzo di espressione per eccellenza, cioé la comunicazione artistica non ha nessun vincolo o chiusura, anzi molti settori della comunicazione mediatica come insegnamento, arte, cinema, distribuzione hanno costantemente dimostrato negli ultimi anni che la voglia di comprensione è più importante del divieto o del taboo.