Ragazzo suicida: online ha conosciuto la “ragazza” sbagliata

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6 gennaio 2007 – un giovane cinese diciasettenne, scolvolto dopo aver scoperto che la ragazza che aveva conosciuto in una chat online non corrispondeva alla ragazza dei suoi sogni ha deciso di uccidersi, così hanno riferito venerdì i media di stato cinese.

Xinhua riferisce che il ragazzo, proveniente da una città del nord della Cina, ha deciso di “stringersi“ e “proteggersi” dopo un catastrofico incontro avvenuto con una ragazza conosciuta sul web, lo shock è stato tanto forte perché la considerava già il suo “dolce cuore”.

Da una ricerca condotta, dalla sicurezza pubblica, sul background del teenager è risultato che era diventato dipendente dalle chatroom online da luglio e trascorreva buona parte della giornata negli internet café chattando con una donna che aveva come nickname “Qunjiaofeiyang” o “flying skirt,” dicendo di essere una bella diciannovenne.

I due si erano messi daccordo per incontrarsi a Mudanjiang, una città nella provincia dell’ Heilongjiang, dopo Natale. Con immenso disappunto il teenager ha scoperto che la ragazza dei suoi sogni invece era una ragazza di 10 anni più grande.

L’amarezza lo ha portato a ritornare immediatamente a casa ed ha raccontare ai suoi genitori dell’accaduto solo dopo che la donna lo ha cercato al numero di casa.

I genitori hanno cercato di consolarlo ma dopo quattro giorni è stato ritrovato impiccato ad un albero.

La Cina che è sempre stata preoccupata del troppo tempo che dedicano i giovani ad internet o ai video game, vede con questi drammatici casi che le preoccupazioni non sono vane, infatti se fra i numerosissimi giocatori o websurfer vi sono quelli che hanno pieno controllo del proprio tempo e riescono a gestirsi senza problemi, vi sono però anche quelli più fragili, soprattutto nella fascia dei più giovani, si possono trovare quelli che emotivamente non riescono a affrontare o superare certe difficoltà.

Il governo cinese incoraggia l’uso di internet per scopi commerciali ed educativi ma è preoccupato dalla possibile fruizione di materiale “sovversivo” o pornografico da parte dei suoi cittadini.