Mania dello shopping in Cina

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La sera dell'ultimo dell'anno è stata giudicata dagli esperti come la serata top del 2006, poiché gli abitanti di Shanghai hanno dedicato più ore e tempo per lo shopping e nel corso degli anni i numeri di negozi aperti e di persone indaffarate negli acquisti la sera della vigilia dell'anno nuovo è notevolmente cresciuto.

Per un unico store aperto dalle primissime ore dopo i botti del nuovo anno, arrivano al mercato cinese 100 milioni di RMB, per questo motivo i centri commerciali di Shanghai hanno iniziato ad offrire coupons e buoni promozionali e se necessario stanno aperti più ore possibili per entusiasmare e soddisfare la forte domanda di “maniaci” delle spese. Infatti greggi e stormi di clienti si muovono e ruotano dentro e fuori i vari centri alla ricerca degli oggetti che possano soddisfare la loro mania degli acquisti, senza alcuna preoccupazione delle lunghe code d'attesa di fronte alle casse, agli sportelli dei bancomat per ritirare il denaro e per prendere i taxi che li accompagnano a casa carichi di pacchetti. (Ma ne vale la pena di trascorrere più tempo per le code che per la scelta?) Molti sono disposti a questo rituale poiché credono che la sera di capodanno sia il giorno dell'anno per eccellenza in cui i prodotti costano meno per via dei saldi.

Ma questa non è solo una convinzione dei cinesi della città, in molti blog online si trovano commenti di famiglie che organizzano viaggi da altre località della Cina, o addirittura da altri stati, per trascorrere un capodanno all'insegna dello shopping in un bagno di folla che si affretta per aggiudicarsi prodotti desiderati per tutto un anno.

Le città in Cina paradiso dello shopping presentano ognuna realtà diverse, per esempio, il punto più “hot” per lo shopping a Pechino ha iniziato oggi la stagione dei saldi e da quando è scesa la temperatura, Beijing Daily Messenger riferisce che i centri commerciali mantengono una temperatura tra i 23 ed i 25 gradi in modo tale da offrire ai propri clienti un luogo caldo, confortevole ed entusiasmarli allo shopping sfrenato. Ma il servizio offerto ha incoraggiato così tanto gli acquirenti che il numero delle persone è aumentato considerevolmente all'interno dei locali che ha fatto si che le temperature raggiunte abbiano un tasso insopportabile ed intollerabile. Alcuni negozi non si rendono conto della temperatura estremamente calda a cui giungono. Il quotidiano considera che i negozi che si ritengono più brillanti e che raggiungono un numero di clienti alto dovrebbero considerare il fatto di rendere confortevole ed anche salvare energia e tagliare i costi ed aumentare i guadagni, ma ancora non accade così.

Invece ad Hong Kong, che è stata considerata da molti media internazionali il paradiso dello shopping 2006, nei mesi più caldi accade un problema inverso: i condizionatori emettono troppo aria fredda ed il consumo energetico è altissimo ed alcune volte totalmente inutile.

La stagione calda ad Hong Kong dura molto di più rispetto alle altre due città cinesi, anche perché l'ex colonia britannica si trova molto più spostata verso sud. I condizionatori d'aria che sono in uso nei centri commerciali, come pure nei market, ristoranti e bar, per lo più, per creare un'aria che non sia satura come quella che si respira esternamente nella città, sono messi a temperature che obbligano chi si aggira vestito per strada estivo a ricoprirsi con felpe o giacche non appena mette piede in un locale o negozio. Lo sbalzo che si crea tra il dentro ed il fuori degli ambienti è notevole e molto spesso è a rischio malattie.

Hong Kong. Collezione "Autonno - Inverno", nonostante l'ex colonia britannica sia abitata e frequentata da numerosi popoli, si trovano nei negozi simpatici errori.

L'aria condizionata delle volte è percepibile anche ai passanti che per strada camminano alla ricerca del proprio negozio ideale, è facile anche a 4 o 5 metri di distanza ricevere ventate d'aria gelida che da un lato possono anche raffreddare l'esterno afoso, ma dall'altra creano un problema di surriscaldamento, poiché l'energia e le macchine dei condizionatori in uno spazio ristretto e svliluppatosi per lo più in altezza creano una concentrazione di energia calda.

La situazione si complica e diventa problematica però nel periodo delle piogge, dove accade che la pioggia non rinfresca l'aria, ma satura ulteriormente e quindi recandosi nei shopping center e negli stores per acquistare, o a volte anche per ripararsi, ci si trova con aria condizionata sparatissima che crea per i più colpiti dalla pioggia con i vestiti bagnati un effetto ghiacciaia che di sicuro non invita allo shopping ma anzi lo scoraggia. Come Pechino, anche Hong Kong dovrebbe riconsiderare la temperatura degli shopping center, poiché a causa dello sbalzo accade che i più maniaci che non si lasciano scoraggiare, e nonostante si ammalino bardati di mascherina e antibiotici in borsa si aggirano lo stesso dispensano bacilli.

Insomma fare shopping in Cina per i più fanatici dello Shopping Galore delle volte può essere un vero calvario, forse i più maniaci dovrebbero considerare la stagione migliore, ovviamente rispetto al resto del mondo i costi sono sempre convenienti, ma c'è anche da considererare l'aspetto salute psicologica (code) e fisica (temperatura), forse per chi si accontenta sono molto più convenienti i mercati o altri tipi di boutique o i mega store di altre città della MainLand che a prezzi minori o simili offrono gli stessi prodotti.