Cina: cessi trendy

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Si è svolto ieri a Xiamen un evento dove i giovani sono stati invitati a dipingere creativamente un oggetto che perpetua l’immaginazione cinese dall’inizio dell’anno: la tazza del water.

E’ stato infatti indetta una competizione nella provincia del Fujian, a sudest della Cina, dove i partecipanti hanno proposto le proprie opere dipingendole e decorandole.

Parlare di bagni e water è diventata una cosa comunissima per i media cinesi, perché?

Da un lato c’è da tenere in considerazione che nella scorsa decade i bagni pubblici erano delle canalette comuni dove il momento veniva condiviso in gruppo e raramente da soli. Inoltre i bagni più comuni erano le turche e solo pochissimi disponevano di tazze del water.

Il cesso non solo ha acquistato un valore di status, ma anche segna un passaggio di individualità e privato, se fare i bisogni assieme in una canaletta, ora farli nel water implica individualità. Il bagno è anche stato considerato un luogo di rifugio anche perché, mangiando cibi cucinati con acqua non potabile, non sempre igenicamente idonei, in passato alcuni hanno dovuto passarvi buona parte della propria giornata.

La cura dell’igiene e dell’alimentazione controllata stanno progredendo e facendo numerosissimi passi in avanti, solo in alcune zone si risente di questo fattore, ovviamente è da considerare che lì come pure in quelle aree dove vi erano questi tipi di problemi il momento del bisogno con i bagni vecchio style non offrono confort e neppure un’atmosfera piacevole per chi li usufruisce. Scomodità nella necessità accresce l’insoddisfazione, quindi il water in quanto tale è un simbolo di relax che allieva un momento di difficoltà. Inoltre è concepito come mezzo per un’unica persona e quindi comporta una risoluzione solitaria e personale.

C’è però il fatto che i media ne parlano in continuazione e mettono in rilievo svariati aspetti, a volte sembra quasi una necessità di voler condividere i propri punti di arrivo e quindi parlarne poiché ora è un oggetto divenuto, finalmente, comune nelle case di moltissimi.

Sei anni fa a Pechino, in case che presentavano alcune prime tazze del water, queste non erano ancora in fase ottimale; buttare la carta igienica in tazze o turche per anni e anche ora in alcuni luoghi non è possibile, poiché vi è anche un problema di tubature non idonee, per questo motivo molti bagni hanno sempre presentato accanto a tuche o tazze cestini dove buttare la carta igienica, creando così dei covi non igenici.

Ora non vi è più questa necessita di porre attenzione all’instabilità della turca o della tazza poiché le tubature negli ultimi anni vengono realizzate per supportare il getto e allo stesso tempo i water sono migliorati. Non è più obbligatorio essere in bagno con un cestino pieno di carta igienica usata cha a volte emana un odore poco gradevole.

E’ curioso che il rapporto con i bagni è ricordato anche dai cinesi che hanno lasciato da molto la patria, per esigenze di lavoro o famiglie miste. Infatti forte è in alcuni la curiosità di sapere se vi è stato un cambiamento e nell’apprendere che il passo verso uno standard qualitativo migliore è largamente diffuso crea in loro soddisfazione.

Il diventare comune, piacevolmente condiviso ed accettato, ritorna però, in Cina, alla ricerca dell’esclusività ed unicità: c’è per tutti ed è ovunque, ma è diverso particolare, ricercato, diventa così anche simpatico e spiritoso.

Sono cresciuti ed aumentati i negozi che si occupano solo di come “impreziosire” la propria tazza del cesso, copri tavolette mobide o dai design più stylish, copri sedili riscaldati, colorati, in tessuti particolari, insomma una ricerca maniacale e minuziosa di elementi che possano rendere per le nuove famiglie cinesi la propria tazza del water unica e particola.

Si arriva così non solo a desiderarla differente dai modelli canonici o dai colori diversi dal comune bianco, ma anche a pensare a dipinti o decorazioni ricercate ed uniche per rimarcare l’ondata di individualismo e creatività.